Imbriani. La storia di un talento sfortunato

Oggi Carmelo Imbriani avrebbe compiuto 45 anni. Nato a Benevento, cresciuto nel Napoli, toccò il successo con un dito segnando subito un gol all'esordio da titolare in Serie A. Poi la B e la seconda giovinezza al Benevento, fino alla malattia che lo ha colpito nell'estate del 2012 e condotto alla morte nel febbraio 2013, a soli 37 anni.

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Carmelo Imbriani se n’è andato troppo presto, il 15 febbraio, cinque giorni dopo aver compiuto 37 anni. Il calcio è stata la sua passione più grande, Napoli e Benevento le squadre più amate: avrebbe meritato di più, per lui Vujadin Boskov rinunciò a un giovane Filippo Inzaghi, voleva farne l’attaccante italiano più forte della Serie A. Carmelo Imbriani ha toccato il successo con un dito, è caduto e s’è rimboccato le maniche quando le chiamate hanno iniziato a scarseggiare. Prima la Serie B, poi la Serie C per una nuova giovinezza vissuta a Benevento, la squadra della sua città, seppure davanti a platee meno importanti. Fino all’estate del 2012, che ha sconvolto inesorabilmente la sua vita.

Imbriani: gli inizi della carriera

Carmelo Imbriani nacque a Benevento il 10 febbraio del 1976. Cresciuto nelle giovanili del Napoli, esordisce in Serie A appena maggiorenne, il 27 febbraio del 1994, nel corso del match contro il Cagliari perso 2-1 dagli azzurri allo stadio San Paolo. Un lampo e poi di nuovo a entusiasmare nella squadra Primavera, fino a una nuova chiamata tra i grandi. Sulla panchina del Napoli c’è Vujadin Boskov: il 14 maggio del 1995, il tecnico serbo schiera Imbriani titolare in casa del Brescia. Lui ringrazia e ripaga la fiducia segnando uno dei due gol della vittoria, servendo al “Cobra” Agostini l’assist per la seconda segnatura. Imbriani on tornerà più a giocare con la Primavera.

Imbriani e il gol all’Inter nel 2-1 della stagione 1995-1996

Imbriani parte titolare nella stagione 1995-1996, segna due gol, uno in casa dell’Atalanta, l’altro all’Inter nel 2-1 per il Napoli. All’azzurro dei partenopei si aggiunge quello della Nazionale Under 21: Cesare Maldini lo seleziona per alcuni impegni internazionali, ma non farà mai esordire Imbriani. Poi qualcosa si rompe, va via Boskov, arriva Simoni e il Napoli decide che Imbriani deve farsi le ossa nelle serie inferiori. Lo cedono alla Pistoiese prima e al Casarano.

Imbriani: la Serie B e il ritorno a Benevento

Imbriani con la tuta del Benevento, nella breve ma intensa esperienza sulla panchina dei sanniti

Nell’estate del 1998 Imbriani torna a Napoli, il tempo di una partita, poi a gennaio passa al Genoa: Luigi Cagni da seconda punta lo trasforma in esterno destro di centrocampo, ruolo che ricoprirà con buone prove nel Cosenza, dal 1999 al 2002. Nell’estate del 2002 Imbriani torna a Benevento, una sola stagione, poi Salernitana e Foggia, quindi ancora nel Sannio, una tappa fugace al Catanzaro, e tre ottime stagioni al Benevento, ripartito dalla C2, dal 2006 al 2009: 90 presenze e cinque reti con la fascia di capitano stretta intorno al braccio. Imbriani conquista la promozione in C1, va a un passo dal portare per la prima volta i sanniti in B, poi a 33 anni decide di ritirarsi e iniziare la carriera da allenatore con gli Allievi Nazionali giallorossi.

Imbriani: la malattia

Nel novembre del 2011, in seguito all’esonero di Gianni Simonelli, il Benevento gli affida la panchina delle prima squadra. E’ il raggiungimento di un sogno interrotto troppo in fretta. Nell’agosto del 2012, durante il ritiro pre-campionato, Imbriani accusa forti dolori alle ossa e febbre a 40. I medici a Benevento gli dicono che è una brutta bronco-polmonite, invitandolo però a farsi visitare da uno specialista a Perugia. La diagnosi vera è drammatica: malattia di Hodgkin, Imbriani ha linfomi sparsi in diverse parti del corpo, gliene tolgono uno a un adduttore.

Le sedute di chemioterapia sostituiscono quelle degli allenamenti in campo con i suoi ragazzi. Imbriani lotta con tutte le sue forze, si affida alla fede e agli abbracci della moglie Valeria e dei figlioletti Sofia e Fernando, il secondo nato da pochi mesi. Ma il male non fa sconti, il 15 febbraio del 2013, alle 6.45 del mattino, Imbriani muore a Perugia, circondato dall’affetto dei suoi cari.

L’argentino Gaich posa sotto la Curva del Benevento dove è esposto lo striscione per Imbriani

Il Benevento gli intitolerà l’antistadio del Ciro Vigorito, pochi giorni fa, l’argentino Gaich, attaccante prelevato durante il mercato invernale dai giallorossi sanniti, colpito da uno striscione in onore di Imbriani, esposto nello stadio, ha scelto di indossare la maglia numero 7, quella che per tanti anni, Carmelo ha portato con orgoglio e onore sulle spalle.

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