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Quanto prendo di pensione con 61 anni e 35 di contributi

Quanto prendo di pensione con 61 anni e 35 di contributi? Ecco alcuni pratici esempi di calcolo.

di Carmine Roca

Settembre 2022

Quanto prendo di pensione con 61 anni e 35 di contributi? Scopriamolo in questo approfondimento (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE:

Pensione con 61 anni e 35 di contributi: è possibile?

Pensione con 61 anni e 35 di contributi. Il nostro ordinamento consente di accedere alla pensione con 61 anni e 35 di contributi, ma solo a determinate categorie di lavoratori.

Parliamo della pensione anticipata per lavoratori usuranti, da non confondere con la pensione anticipata per lavoro gravoso, ovvero l’Ape Sociale.

I lavoratori che svolgono mansioni usuranti possono accedere alla pensione anticipata con il sistema delle quote: quota 97,6 consente al lavoratore dipendente di andare in pensione con 61 anni e 7 mesi di età con 35 anni di contributi maturati (ai lavoratori autonomi è richiesto un anno in più di età, 62 anni e 7 mesi, a parità di anzianità contributiva).

Ma cosa si intende per lavori usuranti? Parliamo di quelle attività che richiedono particolari sforzi fisici compiuti in determinati contesti o in orari notturni.

Scopri la pagina dedicata a tutti i modi per andare in pensione in anticipo.

Questo è l’elenco completo dei lavori usuranti:

I lavoratori notturni, invece, rientrano in queste particolari tipologie:

Leggi pure quanto si prende di pensione con 64 anni e 20 anni di contributi.

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Pensione con 61 anni e 35 di contributi: sistema quote

Abbiamo visto che chi svolge lavori usuranti o in orari notturni ha la possibilità di andare in pensione con 61 anni e 35 di contributi, grazie al sistema delle quote.

La possibilità di accedere a Quota 96 è aperta soltanto ai lavoratori dipendenti. Ai lavoratori usuranti autonomi tocca lavorare un anno in più e accedere a Quota 97.

I lavoratori impiegati in orari notturni, invece, per accedere alla pensione anticipata dovranno:

Pensione con 61 anni e 35 di contributi: Opzione Donna

Inoltre, i lavoratori impiegati in lavori usuranti rientrano nell’elenco dei beneficiari di Quota 41 per lavoratori precoci.

Per accedervi è necessario maturare 41 anni di contributi (quindi 6 anni in più rispetto alla pensione per lavori usuranti), di cui uno prima dei 19 anni e appartenere a specifiche categorie: lavoratori usuranti, gravosi e notturni, caregiver e lavoratori invalidi con una percentuale pari o superiore al 74% di invalidità.

Solo per le donne, infine, è prevista l’uscita a 61 anni con Opzione Donna. Per questa opzione previdenziale anticipata occorre aver compiuto 58 anni (dipendenti) o 59 anni (autonome) e aver maturato 35 anni di contributi. Questa misura è poco sfruttata, essendo l’assegno di pensione calcolato con il sistema contributivo puro: si rischia un taglio fino al 30%.

Quanto prendo di pensione con 61 anni e 35 di contributi
Quanto prendo di pensione con 61 anni e 35 di contributi?

Quanto prendo di pensione con 61 anni e 35 di contributi? Esempi calcolo

Quanto prendo di pensione con 61 anni e 35 di contributi? Accedere alla pensione con questa età e questa anzianità contributiva genererà un assegno pensionistico di importo inferiore rispetto a quello che spetterebbe accedendo alla pensione di vecchiaia.

Questo perché avremo un montante contributivo e un coefficiente di trasformazione più bassi. Facciamo un esempio.

Prendiamo un lavoratore di 61 anni, che ha maturato 35 anni di contributi, di cui 15 entro il 31 dicembre 1995 e, quindi, rientranti nel regime retributivo e gli altri 20 versati dal 1° gennaio 1996 e, quindi, rientranti nel regime contributivo. E ha percepito una retribuzione lorda annua di 30.000 euro.

Avremo bisogno di costruirci le due quote: la prima, quella retributiva, tiene conto dell’aliquota del 2% sulla retribuzione di 30.000 euro, per ogni anno di lavoro. Quindi dovremo calcolarci il 30% (2% x 15 anni) di 30.000 euro, ovvero 9.000 euro, l’importo della prima quota.

La seconda quota si calcola tenendo conto del montante contributivo. Un lavoratore dipendente accantona circa il 33% della retribuzione, per ogni anno di lavoro. Quindi il 33% di 30.000 euro è 9.900 euro per 20 anni di contributi è pari a 198.000 euro, ovvero l’importo del montante contributivo.

Su questo valore si applica il coefficiente di trasformazione: più avanzata è l’età del lavoratore, più alto sarà il coefficiente. A 61 anni è del 4,639%. Il 4,639% di 198.000 euro è 9.185 euro, ovvero l’importo della seconda quota.

Ora dobbiamo sommare le due quote (9.000 e 9.185 euro), che ci dà come risultato un anno lordo di pensione: 18.185 euro. Diviso per 13 mensilità, avremo l’importo di un mese lordo di pensione: 1.400 euro circa, pari a circa 1.100 euro netti di pensione.

Ovviamente, con una retribuzione di importo inferiore (ad esempio 25.000 euro lordi l’anno), avremo una pensione più bassa (poco più di 15.000 euro lordi l’anno, circa 1.165 euro lordi al mese, circa 950 euro netti al mese).

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