La modifica a una norma decretata a maggio scorso finanzierà fondi dedicati all’imprenditoria femminile e l’erogazione di mutui a tasso zero. A patto che l’attività condotta sia prettamente agricola (entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook).
È questa la novità principale che va a modificare il progetto Più Impresa di Ismea, allargando la platea di soli giovani anche a donne imprenditrici, senza limiti anagrafici.
In questo articolo vedremo quali sono le novità introdotte e perché conviene approfittare di questa opportunità.
- Imprenditoria femminile, fondo perduto per aziende agricole
- Investimenti ammissibili
- Le aziende ammesse
- Mix di fondo perduto e mutuo a tasso zero
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Imprenditoria femminile, fondo perduto per aziende agricole
Il Decreto Sostegni bis (73/2021) è stato convertito in legge (106/21) a fine luglio, ma con qualche modifica.
Alcune di queste riguardano il finanziamento di un fondo dedicato ai giovani imprenditori agricoli, che è stato allargato all’imprenditoria femminile, senza limiti di età.
Il fondo, per contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso zero, è gestito dall’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA).
Nei prossimi paragrafi scriveremo alcuni dettagli sugli obiettivi finanziabili e sui destinatari della misura. Per altri dettagli tecnici sul fondo e sui requisiti nel dettaglio, vi invitiamo a leggere questa pagina.
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Imprenditoria femminile, contributi a fondo perduto: investimenti ammissibili
Sono ammissibili investimenti fino a 1,5 milioni di euro in per lo sviluppo di settori di produzione agricola. Ammessi anche interventi sulla produzione e commercializzazione della produzione agricola, nonché la diversificazione del reddito agricolo.
Le agevolazioni previste possono riguardare anche studi di fattibilità, opere agronomiche, edilizie e oneri per il rilascio della concessione.

Imprenditoria femminile, fondi: le aziende ammesse
Sono ammesse le imprese agricole sia sotto forma di società che di ditta individuale. I componenti dell’impresa devono essere donne (di qualsiasi età) o giovani (fino a 41 anni).
È contemplato anche il subentro e la sostituzione dell’assetto societario. A patto che però l’azienda sia attiva da non più di sei mesi, che abbia sede in Italia e che l’azienda cedente sia attiva da almeno due anni e non abbia sofferenze dal punto di vista contabile/economico.
Imprenditoria femminile, mix di fondo perduto e mutuo a tasso zero
In particolari condizioni l’azienda agricola, di giovani e donne, può accedere ai contributi a fondo perduto per un massimo del 35% delle spese ammissibili e, contemporaneamente, a un finanziamento agevolato fino al 60% della spesa.
Agli agriturismi e attività di diversificazione del reddito agricolo sarà applicato il regime «de minimis», con un tetto di spesa fissato a 200.000 euro.
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