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In pensione a 58 anni: cosa sapere su Opzione Donna

In pensione a 58 anni: cosa sapere su Opzione Donna, requisiti, quanto si perde, contribuzione, diritto cristallizzato.

di The Wam

Maggio 2022

In pensione a 58 anni: cosa sapere su Opzione Donna, una uscita anticipata sulla quale è necessario mettere in luce tutti gli aspetti. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Come sapete Opzione Donna è stata confermata per il 2022 e rappresenta insieme all’Ape Sociale uno dei punti base per la riforma delle pensione che dovrà essere approvata entro il 2023. Questa misura consente una uscita anticipata notevole, ma anche una riduzione dell’assegno. È importante dunque conoscere tutti i dettagli per capire fino a che punto il vantaggio dell’anticipo pensionistico può essere o meno conveniente.

Opzione donna e contributi volontari per la pensione anticipata

In pensione a 58 anni: requisiti

Partiamo dai requisiti:

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In pensione a 58 anni: calcolo

Il calcolo della pensione è interamente contributivo. Sono quindi conteggiati in questo modo anche i periodi di contribuzione che rientrano nel più conveniente regime retributivo (fino al primo gennaio 1996).

Scopri la pagina dedicata a tutti i tipi di pensioni, sociali e previdenziali.

Bisogna anche ricordare che l’assegno non viene erogato il mese successivo la maturazione dei requisiti, ma dopo un periodo di 12 mesi per le dipendenti e di 18 mesi per le autonome.

In pensione a 58 anni: riduzione

Dai calcoli effettuati, le lavoratrici che accedono a Opzione donna dovranno considerare una riduzione media dell’assegno pensionistico del 20% (rispetto a una pensione calcolata con il sistema misto, retributivo/contributivo).

Questa riduzione dipende ovviamente anche da altri aspetti:

Opzione donna, esempi di calcolo e requisiti

È chiaro che più si è giovani e più il taglio sarà consistente. Questo accade anche perché le regole del sistema contributivo impongono di ancorare i coefficienti di trasformazione all’età anagrafica e alla decorrenza della pensione.

In pensione a 58 anni: quando il taglio è più basso

Per verificare l’entità del taglio è opportuna anche qualche altra considerazione:

In pensione a 58 anni: diritto cristallizzato

È anche importante sapere che chi matura quest’anno (o lo ha fatto l’anno scorso) i requisiti minimi per accedere a Opzione Donna, può andare in pensione anticipata in ogni momento successivo, anche se la misura venisse eliminata per il 2023 (ma al momento non sembra questa l’idea del governo).

Significa che il diritto si cristallizza: come è accaduto per Quota 100 e accadrà per Quota 102.

Questa possibilità è importante soprattutto per le lavoratrici che dopo aver maturato i requisiti si trovassero senza lavoro e senza avere la possibilità di una nuova assunzione.

Oltretutto, ritardare l’uscita significa anche aumentare l’assegno pensionistico che si andrà a ricevere (in questo modo la decurtazione media del 20% potrebbe scendere ancora).

In pensione a 58 anni: quali contributi

Vale anche la pena ricordare che per Opzione Donna non si applica la disposizione tipica delle pensioni contributive, ovvero che l’assegno pensionistico debba essere necessariamente superiore di 1,5 volte l’assegno sociale (e questo perché comunque la prestazione resta di natura mista, contributiva/retributiva).

Opzione donna, con la reversibilità conviene

Per il conteggio dei 35 anni di contributi, sono utili per le dipendenti del settore privato anche anche la contribuzione volontaria, da riscatto (della laurea), da ricongiunzione volontaria e figurativa (come per chi, ad esempio ha usufruito del congedo straordinario 104).

È invece esclusa la contribuzione che è stata accreditata per malattia o disoccupazione.

I benefici sono concessi alle lavoratrici che hanno avuto la prima contribuzione dopo il primo gennaio del 1996 e per quante hanno scelto di convertire, per i periodi precedenti, la contribuzione retributiva in contributiva.

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