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In pensione con 15 anni di contributi: non c’è Opzione Dini

In pensione con 15 anni di contributi: non c'è più l'Opzione Dini, restano però altre possibilità (per pochi).

di The Wam

Febbraio 2023

In pensione con 15 anni di contributi grazie all’Opzione Dini, è il momento di fare definitiva chiarezza sul punto. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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La possibilità di andare in pensione con l’Opzione Dini (articolo 1, comma 23 della legge 335 del 1995) e quindi con soli quindici anni di contributi, non esiste più. Sono necessari infatti, come per tutti gli altri cittadini, almeno 20 anni di contribuzione versata.

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L’equivoco nasce da questa considerazione: l’Opzione Dini sarebbe ancora esercitabile da chi ha rientra in queste condizioni:

Perché c’è un equivoco? Perché l’Opzione Dini ha effetti solo sul calcolo contributivo dell’assegno della pensione.

Sull’argomento potrebbe interessarti sapere quanto si perde di pensione con l’assegno contributivopensione di reversibilità, domanda veloce: come funziona; e infine pensione con 16 anni di contributi, quali sono le possibilità.

In pensione con 15 anni di contributi: perché non esiste?

Il problema dell’Opzione Dini (15 anni di contribuzione versata) è che era una sorta di clausola di salvaguardia con i requisiti precedenti all’introduzione della legge Fornero.

Prevedeva che sia i 15 anni di contribuzione, sia i requisiti anagrafici per l’accesso alla pensione fossero stati raggiunti entro il 31 dicembre del 2011.

2011, ovvero 12 anni fa. In pratica è una misura che da anni non è più praticabile.

E quindi, l’Opzione Dini si può esercitare anche adesso (per il calcolo della pensione), ma non permette più l’accesso alla pensione di vecchiaia con 15 anni di contribuzione.

L’Opzione Dini potrebbe dunque, ribadiamo, modificare il sistema di calcolo da misto a contributivo, ma per l’accesso alla pensione di vecchiaia sarà sempre necessario raggiungere i 20 anni di contributi.

Il sito lavoroepensioni.it ha spiegato quando si può sfruttare il contratto di espansione per la pensione con 15 anni di contributi.

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In pensione con 15 anni di contributi: deroghe Amato

Con le tre deroghe Amato sarebbe possibile andare in pensione con 15 anni di contribuzione. Come vedremo comunque i requisiti richiesti per accedere a questo pensionamento sono particolarmente difficili da raggiungere (oggi), per cui la platea dei possibili beneficiari può essere definita a dir poco molto ristretta

Questo vale soprattutto per le prime due deroghe. Per la terza c’è qualche spiraglio in più.

In pensione con 15 anni di contributi: prima deroga Amato

La prima deroga Amato prevede due condizioni in particolare:

Cioè, ribadiamo: bisogna aver versato almeno 15 anni di contribuzione 31 anni fa.

In pensione con 15 anni di contributi: esempio prima deroga Amato

È il caso di un lavoratore che nel 2023 ha raggiunto i 67 anni di età e ha versato 17 anni di contributi, tutti maturati prima del 31 dicembre del 1992.

E’ nato dunque nel 1956. Ha iniziato a lavorare a 22 anni e dopo i 36 non ha più versato contributi.

Ebbene in questo caso può chiedere di accedere alla pensione di vecchiaia con 20 anni di contributi, maturando gli altri 3 e chiedendo di andare in pensione con la prima deroga Amato.

Questa condizione non sarà possibile se ha versato contributi anche dopo il primo gennaio del 1993.

Come è facile rilevare sono davvero pochi i lavoratori che possono rientrare in questi requisiti.

In pensione con 15 anni di contributi: seconda deroga Amato

La seconda deroga Amato prevede che il lavoratore ha iniziato a versare contributi prima del 31 dicembre 1992.

Possono accedere a questa misura:

In pensione con 15 anni di contributi: esempio seconda deroga Amato

Chi non rientra nella prima deroga Amato ha una seconda chance, la seconda deroga Amato. In questo caso può rientrare anche chi ha accredito dei contributi dopo il primo gennaio 1993, può accedere anche se ha chiesto la contribuzione figurativa prima del 31 gennaio 1992.

In pensione con 15 anni di contributi: terza deroga Amato

La terza deroga Amato è quella che anche oggi potrebbe essere utilizzata. È complessa nella sua definizione, ma da un punto di vista “anagrafico” è ancora raggiungibile. Vediamo quali sono i requisiti:

Questa terza deroga Amato è dunque raggiungibile per un buon numero di lavoratori, ma è accessibile solo per i lavoratori dipendenti che sono iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria o a un fondo sostitutivo.

In pensione con 15 anni di contributi: esempio terza deroga Amato

Facciamo il caso di un lavoratore che ha 15 anni di contribuzione. 10 anni non sono stati lavorati interamente (solo 51 settimane contributive in un anno o anche meno).

Il primo contributo è stato versato almeno 25 anni prima della maturazione dei requisiti anagrafici della pensione di vecchiaia. Quindi quando aveva 42 anni. In questo caso potrebbe avere diritto alla pensione con 15 anni di contribuzione.

Nella foto una donna verifica se e quando potrà andare in pensione

In pensione con 15 anni di contributi: la circolare INPS

Anche l’INPS ha chiarito che nonostante la riforma Fornero del 2011 c’è la possibilità di andare in pensione con 15 anni di contributi anche se la norma in vigore ne preveda almeno 20. Resta però invariato il requisito anagrafico.

Ma la questione riguarda appunto solo i lavoratori che rientrano in una delle tre deroghe Amato.

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