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In pensione prima dal 2023, apertura del governo

In pensione prima dal 2023: apertura ufficiale del governo su una maggiore flessibilità in uscita, l'accordo con i sindacati non è lontano.

di The Wam

Febbraio 2022

In pensione prima dal 2023, l’apertura del governo è ufficiale: ci sarà una maggiore flessibilità in uscita. Tra i sindacati e l’esecutivo le distanze si sono ridotte ed ora è certo che verrà accantonata la rigidità della Legge Fornero, che prevede una uscita a 67 anni (da adeguare all’attesa di vita). (Scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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In pensione prima dal 2023: la flessibilità non è gratis

Questa flessibilità in uscita non è comunque gratis. E il prezzo è sempre lo stesso: il ricalcolo con il sistema contributivo anche per i lavoratori che hanno iniziato a lavorare prima del 31 dicembre 1995 e che in parte hanno anche una contribuzione da calcolare con il retributivo (più conveniente per il lavoratore).

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In pensione prima dal 2023: la mediazione

Sul punto la discussione è aperta e si cercano mediazioni. Il sistema contributivo può comportare, per chi ha lavorato un bel po’ di anni prima del 1996, una perdita secca del 30% sull’assegno pensionistico. Come accade per Opzione Donna, che consente una uscita a 58 anni (con 35 di contribuzione), ma impone anche un deciso taglio dell’importo.

In pensione prima dal 2023: riforma delle pensioni

Si cercherà una mediazione (che sembra possibile) nel prossimo incontro: si sta procedendo con una certa velocità perché l’obiettivo è quello di arrivare a una conclusione, e quindi con la nuova riforma delle pensioni, entro aprile.

Il governo ha comunque aperto, come detto, sulla necessità di avere un sistema in uscita più flessibile.

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In pensione prima dal 2023: limite pensione sociale

L’esecutivo ha già risposto sì sulla revisione dei coefficienti di trasformazione e sulla eliminazione della soglia dell’assegno sociale per chi raggiunge 64 e 67 anni di età.

In pratica verrà ridotto il limite minimo di 2,8 volte la pensione sociale (1.311 euro) per accedere al pensionamento anticipato con il sistema contributivo (64 anni e 20 di contributi). Ma non solo: questa chance di uscita sarà estesa – ora non è così – anche ai lavoratori che ricadono in parte anche nel sistema misto (quindi con anni lavorati con il retributivo).

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In pensione prima dal 2023: penalizzazione

La pensione a 64 anni potrebbe comportare una penalizzazione del 3% per ogni anno di anticipo.

Il nodo è appunto quella soglia a 1.311 euro al mese: per i sindacati è troppo alta. Il governo si è detto disposta a ridurla, ma solo se la stessa formula venisse applicata anche al sistema misto (retributivo e contributivo): al momento riguarderebbe una fetta notevolissima di lavoratori in prossimità della pensione, circa il 90% (dati del Rapporto di Itinerari Previdenziali).

In pensione prima dal 2023: il calcolo

E quale potrebbe essere la soluzione, il punto di incontro tra le proposte dei sindacati e la necessità di rendere il sistema sostenibile secondo il governo?

Un semplice calcolo: per questi lavoratori prossimi all’uscita la parte retributiva pesa solo per il 30%, il che significa che una riduzione (con il calcolo contributivo) non si tradurrebbe in una perdita così importante.

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In pensione prima dal 2023: simile a Quota 102

Il pensionamento a 64 anni ricorda Quota 102, dove però con la stessa età anagrafica sono richiesti 38 anni di contribuzione. E comunque potrebbe essere la base di partenza per disegnare l’intera riforma delle pensioni, che sarà comunque destinata (per ovvie ragioni) a essere completamente con il contributivo (con il passare degli anni si ridurrà sempre di più il numero di persone che ha iniziato a lavorare molti anni prima del 1996).

In pensione prima dal 2023: proposta Inps

Resta in discussione anche la proposta che è stata formulata dal presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, e che più meno si muove nella stessa direzione: 64 anni di età e 20 anni di versamenti. Sarà calcolata sono con il contributivo, ma a partire dai 67 anni si aggiunge anche la parte retributiva.

In pensione prima dal 2023: pensione di garanzia

La discussione riguarda anche la pensione di garanzia, destinata a chi arriva a 67 anni, con il contributivo, e ha maturato una pensione che è inferiore a 1,5 volte l’assegno minimo. Oggi dovrebbe rimandare l’uscita. L’esecutivo immagina di intervenire, quando accade, con un assegno sociale integrato all’importo maturato con i contributi versati.

Il no secco del governo ha chiuso invece la porta a un altro cavallo di battaglia dei sindacati: in pensione con 41 anni di contributi a qualsiasi età. La misura è troppo costosa.

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