In spiaggia poche regole restrittive. Gli arenili quasi liberi: buon bagno

L'ordinanza della Regione non prevede una serie di norme che erano state ipotizzate. Resta solo il distanziamento, ma niente corde, app, paletti.



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In molti si aspettavano misure molto più restrittive per la riapertura delle spiagge: paletti, sacchi di sabbia, corde divisorie, app per la prenotazione (e per fortuna si è abbandonata l’ipotesi gabbie di plexiglass). Una sorta di militarizzazione balneare. Tipo: tutti in fila per il tuffo.

E invece, le misure previste nell’ordinanza 56 firmata dal presidente della Regione, Vincenzo De Luca, sono molto meno stringenti. E si affidano più al buon senso, che alla rigida applicazione di norme e divieti. Norme che hanno pure sorpreso i gestori di lidi che si erano attrezzati per l’adozione di misure assai più severe.

La Regione ha imposto l’installazione di cartelli informativi (con scritto le regole da seguire, sulla spiaggia, nei bar sulla battigia, in acqua).

E ribadito i “principi” da rispettare: 1,5 metri tra lettini e sdraio, 3,2 metro tra il palo di un ombrellone e l’altro. Niente di più. Per il resto viene consigliata la presenza di personale di vigilanza e lascia campo libero ai sindaci di disporre eventuali misure più restrittive.

Insomma, spiaggia libera. O quasi. Ma immaginare la militarizzazione degli arenili non era semplice, né da immaginare, né da realizzare. Che si rispetti il minimo sindacale: le distanze. Per il resto: buon bagno.

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