Aias, Bilotta: nessuna truffa sul contributo per la villa

Aias, Bilotta si difende: nessuna truffa sul contributo per la villa
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Un’errata qualificazione dei reati contestati e nessun contributo intascato con fatture false per pagare i lavori alla sua villa. Si difende Gerardo Bilotta, già consigliere comunale di Avellino ed ex presidente dell’Aias del capoluogo irpino, fra i dieci imputati nell’inchiesta sulle onlus irpine “Aias” e “Noi con Loro, specializzate nell’assistenza dei disabili. Fra le persone sotto indagine Annamaria Scarinzi, moglie dell’ex premier Ciriaco De Mita e le due figlie, Simona e Floriana. I reati contestati a vario titolo sono di peculato, riciclaggio, malversazione ai danni dello Stato e truffa aggravata.

Aias, Bilotta: nessun peculato

Oggi la difesa di Bilotta, rappresentata dall’ex deputato Dc Guglielmo Scarlato e da Giovanni Antonio Cillo, ha discusso la posizione dell’ex presidente di Aias e provato a smontare il castello di accuse a carico dell’imputato, già rinviato a giudizio in un’altra inchiesta su una presunta truffa legata ai contratti di solidarietà della onlus avellinese.

Udienza in camera di consiglio e a porte chiuse. Attenzione puntata, fra le altre cose, sui due dei capi di imputazione contestati a Bilotta nella stessa indagine, la malversazione ai danni dello Stato e il peculato. La prima ipotesi di reato presuppone che a commetterlo sia una persona estranea alla pubblica amministrazione la seconda, invece, un pubblico ufficiale. Una delle tante contraddizioni evidenziate dalla difesa che ha attaccato uno dei principali nodi intorno a cui ruota l’inchiesta: la distrazione di fondi pubblici destinati alla sanità.

E’ stato ribadito come l’Aias non abbia mai percepito fondi, bensì solo dei rimborsi sanitari previsti dalle convenzioni. Discorso diverso per l’associazione della De Mita, la Noi con Loro, destinataria di un finanziamento a progetto per la digitalizzazione e messa in rete di una biblioteca. Bilotta non ricopriva ruoli nell’altra onlus. La difesa ha anche chiesto il non luogo a procedere per il peculato mediante profitto dell’errore altrui e in via subordinata la derubricazione in appropriazione indebita per la quale potrebbe essere dichiarata una improcedibilità di querela.

Inchiesta Aias, nelle indagini false fatture

Contestata anche la fattura fasulla con la quale – per i Pm – Bilotta avrebbe ingannato i funzionari del Comune di Avellino per farsi versare un contributo di oltre 54mila euro previsto dall’ex legge 219 del 1980. Il finanziamento – riferito alla superficie dell’immobile, una villa – era già stato destinato a Bilotta ben prima dell’emissione della fattura per altro riferita a una cifra inferiore rispetto al contributo (questa la ricostruzione della difesa). Il procuratore aggiunto, Vincenzo D’Onofrio, la scorsa udienza aveva chiesto il processo per tutti gli imputati, attaccando la decisione della Regione di non costituirsi parte civile.

Nella prossima udienza – prevista per il 5 giugno – sono attese le ultime arringhe difensive. Poi toccherà al magistrato, Marcello Rotondi, decidere se spedire tutti gli imputati a processo (sono difesi, fra gli altri, dagli avvocati Ferdinando Taccone, Giovanni Iacobelli, Generoso Pagliarulo, Quirino Iorio, Nello Pizza, Guglielmo Scarlato e Giovanni Antonio Cillo, Giovanni Caso e Gianluca Spera). L’Aias si è costituita parte civile con il legale Raffaele Bizzarro, l’Asl di Avellino con l’avvocato Olindo Paolo Preziosi.

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