Inchiesta Aias, il gip: niente più fondi alla onlus della De Mita

Inchiesta Aias, il gip: niente più fondi alla onlus della De Mita
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Il gip, Paolo Cassano, ha stabilito l’esclusione per un anno della onlus «Noi con Loro» da finanziamenti, contribuiti o sussidi, accogliendo la richiesta del procuratore capo, Rosario Cantelmo, e dell’aggiunto, Vincenzo D’Onofrio, titolare dell’inchiesta sulla onlus irpina e sull’altro ente di assistenza dei disabili, l’Aias.

L’indagine sulle onlus irpine che assistono i disabili

La richiesta degli inquirenti avellinesi si inserisce in una indagine che vede coinvolte dieci persone accusate a vario titolo di peculato, riciclaggio, malversazione ai danni dello Stato e truffa aggravata.

Il procuratore aggiunto di Avellino, Vincenzo D'Onofrio
Il procuratore aggiunto di Avellino, Vincenzo D’Onofrio

L’inchiesta, delegata alla guardia di finanza di Avellino, si era focalizzata proprio sulle concessioni dei fondi regionali destinati alla sanità. Per gli inquirenti parte della cifra veniva distratta attraverso società compiacenti. Inoltre anche l’accreditamento temporaneo, di cui è stata beneficiaria l’Aias, era stato oggetto di approfondimenti investigativi. E oggi, durante l’udienza preliminare, D’Onofrio ha stigmatizzato proprio il comportamento della Regione Campania che ha concesso il documento e ha deciso di non costituirsi parte civile.

Scelta differente quella fatta dall’Aias nazionale e locale e dall’Asl di Avellino. Gli enti, rappresentati rispettivamente dagli avvocati Raffaele Bizzarro e Olindo Paolo Preziosi, hanno invece deciso di costituirsi parti civili.

Chiesti 10 rinvii a giudizio

Il procuratore aggiunto ha chiesto il processo per tutti gli imputati fra i quali spiccano la moglie e le due figlie dell’ex premier e sindaco di Nusco, Ciriaco De Mita. Annamaria Scarinzi aveva ricoperto il ruolo di presidente proprio della onlus “Noi con Loro“.

Gli imputati hanno sempre respinto ogni accusa e provato a chiarire le destinazione dei fondi finiti nell’indagine della Procura. Quei soldi – secondo la loro versione – non sarebbero infatti stati distratti. Ora il gup, Marcello Rotondi, a maggio dovrà decidere per chi disporre il processo. Dopo che gli avvocati avranno terminato le loro arringhe.

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