Indennità di accompagnamento: a chi spetta e domanda

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Lo Stato non può lasciare soli i cittadini incapaci di vivere senza dipendere, completamente o in parte, da altri che li aiutano. In particolare gli invalidi civili al 100%, ma anche persone che hanno gravi patologie fisiche o psichiche. Proprio per questo è stata istituita l’indennità di accompagnamento.

Cos’è l’indennità di accompagnamento

L’indennità di accompagnamento è una prestazione erogata dal’Inps per le persone invalide al 100% o mutilate per le quali si è accertata l’impossibilità di deambulare senza il necessario aiuto di un accompagnatore. Ma viene versata anche a quei cittadini che dimostrato evidenti difficoltà a compiere anche i più semplici gesti quotidiani. Non sono in pratica autosufficienti e che, quindi, non possono vivere senza il costante aiuto di un’altra persona.

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A chi spetta

Hanno diritto all’indennità di accompagnamento tutti i cittadini in possesso dei requisiti sanitari (vedi sotto) e residenti in forma stabile in Italia. Per questa misura non hanno nessuna rilevanza né il reddito personale annuo né l’età.

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I requisiti necessari

L’indennità di accompagnamento viene riconosciuta dall’Inps ai cittadini che rispondono a questi requisiti:

  • riconoscimento dell’inabilità totale e permanente (100%);
  • riconoscimento dell’impossibilità a deambulare autonomamente senza l’aiuto permanente di un accompagnatore;
  • riconoscimento dell’impossibilità a compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita senza un’assistenza continua;
  • residenza stabile e abituale sul territorio nazionale;
  • cittadinanza italiana;
  • per i cittadini stranieri comunitari: iscrizione all’anagrafe del comune di residenza;
  • per i cittadini stranieri extracomunitari: permesso di soggiorno di almeno un anno (art. 41 TU immigrazione);
  • residenza stabile e abituale sul territorio nazionale.

Quanto dura l’indennità di accompagnamento

L’indennità viene corrisposta per 12 mensilità a partire dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda o – come capita in qualche caso – dalla data che viene indicata dalle commissioni sanitarie nel verbale di riconoscimento dell’invalidità civile.

Il pagamento dell’indennità viene sospeso in caso di ricovero in una struttura che è a totale carico dello Stato (come gli ospedali pubblici o le strutture private convenzionate), per un periodo superiore a 29 giorni.

A quanto ammonta l’indennità di accompagnamento

Per il 2021 l’importo dell’indennità è stato fissato 522,10 euro.

Con cosa è incompatibile

L’indennità di accompagnamento è incompatibile con prestazioni simili già concesse per invalidità contratte in guerra, sul lavoro o durante il servizio. Sarà il cittadino a scegliere il trattamento che è più favorevole. Ma non può cumulare, come detto, indennità concesse per lo stesso motivo.

L’indennità di accompagnamento è invece compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa, dipendente o autonoma, e con il possesso di una patente speciale.

L’indennità di accompagnamento è anche compatibile e cumulabile con l’indennità di comunicazione e l’indennità di accompagnamento per cieco assoluto. Ma solo a una condizione: che siano state concesse per distinte minorazioni, ognuna relativa a differenti status di invalidità (soggetti pluriminorati).

Quando presentare la domanda

Per ottenere l’indennità è necessario che la minorazione sia stata riconosciuta nel verbale rilasciato dalla commissione medico legale alla fine dell’accertamento sanitario.

L’accertamento sanitario è un esame che consente di verificare i requisiti richiesti per ricevere l’indennità.

Nella domanda di avvio del procedimento devono essere inseriti anche i dati socioeconomici:

  • eventuali ricoveri
  • svolgimento di attività lavorativa

indicazione delle modalità di pagamento e della delega alla riscossione di un terzo o in favore delle associazioni.

Se invece la domanda viene presentata da un minore, queste informazioni dovranno essere inviate solo dopo il riconoscimento del requisito sanitario, con la compilazione e l’invio del modello AP70.

L’iter di riconoscimento dell’indennità si conclude con l’invio da parte dell’INPS del verbale di invalidità civile tramite raccomandata A/R o all’indirizzo PEC, se fornito dall’utente, e resta disponibile nel servizio Cassetta postale online.

I minori che ricevono l’indennità, quando compiono 18 anni devono presentare il modello AP70 per l’erogazione della prestazione da maggiorenne (pensione di inabilità). Non sarà necessario effettuare altri accertamenti sanitari.

Come fare la domanda

La domanda può essere presentata direttamente online sul sito dell’INPS con PIN, SPID, CNS o CIE. Ma è possibile farla anche e tramite un ente di Patronato o un’associazione di categoria (ANMIC, ENS, UIC, ANFASS).

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