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Indennità di accompagnamento con la depressione

Indennità di accompagnamento con la depressione: vediamo se questa patologia nella sua forma cronica può dare diritto all'indennità di accompagnamento.

di The Wam

Febbraio 2022

Indennità di accompagnamento con la depressione. Verifichiamo in questo articolo se un paziente affetto da depressione cronica con invalidità riconosciuta può avere diritto anche all’indennità di accompagnamento. (aggiungiti al gruppo Telegram di news su invalidità e Legge 104 ed Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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La questione è piuttosto controversa. Vediamo perché.

Indennità di accompagnamento con la depressione: requisiti

Partiamo dai requisiti base per ottenere il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento:

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Non basta dunque avere il 100% di invalidità civile riconosciuta. Serve altro, ovvero l’incapacità di essere autosufficiente e di avere quindi bisogno di una costante assistenza.

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Ora, chiarito questo quadro generale: si può avere diritto all’indennità di accompagnamento con la depressione?

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Indennità di accompagnamento con la depressione: minorazioni psichiche

Come abbiamo visto tra i requisiti sono inserite anche le minorazioni psichiche e non solo fisiche. Quindi in linea di massima una depressione cronica potrebbe consentire l’accesso all’indennità.

Ma non sempre.

Intanto vediamo cosa dice la Cassazione sul punto: «La capacità del malato di compiere gli atti giornalieri va intesa non solo in senso fisico, come mera idoneità a eseguirli materialmente, ma anche come capacità di intenderne il significato, la portata e l’importanza, anche ai fini della salvaguardia della propria condizione psicofisica, dovendosi parametrare la stessa non sul numero degli elementari atti giornalieri, ma, soprattutto, sulle loro ricadute in termini di incidenza sulla salute del malato e sulla sua dignità come persona, sicché l’incapacità di compiere in solo genere di atti può, per la rilevanza di questi ultimi e l’imprevedibilità del loro accadimento, attestare la necessità di una effettiva assistenza giornaliera».

Indennità di accompagnamento con la depressione: forma depressiva grave

Questa pronuncia della Cassazione ribadisce dunque e a chiare lettere che l’incapacità di compiere gli atti più semplici della vita quotidiana non deve essere solo conseguenza di un deficit fisico ma può anche derivare da un disagio mentale o psicologico.

E questo apre le porta alla possibilità di ottenere l’indennità di accompagnamento con la depressione, in particolare, anzi esclusivamente, se è dichiarata cronica.

Ma è chiaro che in questo caso dovremmo trovarci di fronte a una forma depressiva così grave da non poter mai lasciare da sola la persone che ne soffre. Il rischio altrimenti potrebbe essere quello di mettere a repentaglio la sua sicurezza o addirittura la sua sopravvivenza.

Indennità di accompagnamento con la depressione: assistenza continua

E quindi la valutazione della Commissione medica deve attestare – dopo aver visitato l’invalido e accertata l’intera documentazione clinica – che è necessaria una assistenza continua per compiere gli atti della vita.

L’indennità di accompagnamento con la depressione, come si può immaginare, non è semplice da ottenere. È probabile infatti andare incontro al rigetto della domanda. Si può ovviamente presentare ricorso. E in quella fase può assumere un valore determinante la perizia del Consulente tecnico d’Ufficio.

Indennità di accompagnamento con la depressione: percentuali di invalidità

Ma vediamo quali percentuali di invalidità sono attribuite alla depressione (e ad altre patologie mentali):

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