Privacy
×
The wam
×
icona-ricerca
Home / Invalidità Civile » Salute / Indennità di accompagnamento, si può uscire da soli?

Indennità di accompagnamento, si può uscire da soli?

Indennità di accompagnamento, si può uscire da soli? Non è una domanda banale e la risposta non è così scontata, vediamo perché.

di The Wam

Febbraio 2022

Con l’indennità di accompagnamento, si può uscire da soli? Potrebbe essere una domanda banale, eppure non lo è. Sembra quasi che chi ha avuto il riconoscimento dell’accompagnamento non possa uscire da solo, quasi come si trovasse agli arresti domiciliari. Ovviamente non è così, ma è pur vero che questa indennità non viene erogata a tutte le persone con disabilità. A volte neppure a chi ha una invalidità totale, del 100%. (aggiungiti al gruppo Telegram di news su invalidità e Legge 104 ed Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Ricevi tutte le news sempre aggiornate su bonus e lavoro e informati sui diritti delle persone invalide e la Legge 104

Il nodo della questione, e in fondo anche la risposta alla domanda iniziale, è tutta lì, nei criteri necessari per ricevere l’accompagnamento. Ma anche su alcune pronunce della Cassazione che proprio su questo tema hanno fornito delle eloquenti interpretazioni.

Indennità di accompagnamento: a chi spetta

Ma per intenderci proviamo prima ad entrare nei dettagli. Partendo dalla base: a chi spetta l’assegno di accompagnamento?

Acquista la nostra Guida più dettagliata sull’Invalidità Civile con oltre 150 pagine e le risposte a tutte le domande. Leggi gratis l’indice e il primo capitolo.

L’indennità di accompagnamento (articolo 5 della legge numero 222 del 1984) per l’assistenza personale continuativa può essere concessa, anche a chi è già titolare della pensione di inabilità ordinaria o privilegiata, solo se si manifesta almeno una di queste condizioni:

Acquista la nostra Guida Completa all'Indennità di Accompagnamento. Il supersconto del 20% è valido fino al 10 maggio! Leggi gratis l’indice e il primo capitolo.

la persona con disabilità non è capace di deambulare senza il necessario e permanente aiuto di un accompagnatore;

la persona con disabilità non deve essere in grado di compiere gli atti quotidiani della vita (vestirsi, lavarsi, mangiare) senza il necessario aiuto di un’altra persona.

Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube.

Indennità di accompagnamento: requisiti e passeggio

Due requisiti che – ripetiamo – includono o l’incapacità di compiere da solo gli atti quotidiani della vita o l’impossibilità a camminare da soli. E quindi – questa sarebbe la logica conclusione – se il titolare di una indennità di accompagnamento va a passeggio senza la necessità di un aiuto, vuol dire che la valutazione della commissione medica, espressa al momento della richiesta del beneficio, non è stata corretta.

O, altra ipotesi, che le condizioni della persona con disabilità grave sono migliorate nei mesi successivi.

Indennità di accompagnamento: non c’è obbligo

È anche vero che la legislazione non pone limiti alla libertà personale di chi percepisce l’indennità di accompagnamento. È prevista invece la possibilità di accertare quali persone con disabilità “abbisognano” di un accompagnatore, ma senza che da questo ne derivi un obbligo.

Inutile dire che tra i termini “abbisognano” e “obbligo” c’è una differenza notevole.

E del resto un buon numero di persone con disabilità, e in possesso di requisiti necessari per ricevere l’indennità di accompagnamento, riesce e usufruire di un notevole libertà personale guidando auto in autonomia e senza la presenza di una persona accanto.

Da questo ragionamento ne consegue che non esiste nessuna norma giuridica che di fatto proibisca alle persone con disabilità titolari di una indennità di accompagnamento, ma in grado di raggiungere una dose più o meno elevata di autonomia (magari con ausili meccanici), di uscire senza la necessità di avere un accompagnatore.

Indennità di accompagnamento: rischio revoca

Cosa diversa, ovviamente e lo abbiamo detto, se la persona con disabilità grave e titolare dell’indennità di accompagnamento, perché incapace di deambulare da solo, riesce invece a passeggiare per strada senza l’aiuto di nessuno. In quel caso viene meno il presupposto che ha portato l’Inps a riconoscere il beneficio.

E se si effettuano dei controlli, l’assegno di accompagnamento può essere revocato perché le condizioni della persona con disabilità grave sono migliorate.

Entra nel gruppo WhatsApp e Telegram

Canale Telegram

Gruppo WhatsApp

1