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Indennità di frequenza e comunicazione: le incompatibilità

Indennità di frequenza e comunicazione: vediamo se questi due trattamenti sono tra loro compatibili e se sono cumulabili con altre indennità.

di The Wam

Gennaio 2022

Vediamo in questo articolo se ci sono delle incompatibilità tra indennità di frequenza e comunicazione. Se cioè è possibile per una sola persona ricevere i due tipi di indennità. (aggiungiti al gruppo Telegram di news su invalidità e Legge 104 ed Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Prima di rispondere alla domanda è indispensabile chiarire cosa sono le indennità di frequenza e comunicazione e quali le eventuali differenze.

Un passaggio indispensabile per capire anche possibili incompatibilità.

Indennità di frequenza e comunicazione/ Indennità di frequenza

L’indennità di frequenza è un tipo di prestazione economica assistenziale che viene riconosciuta ai minori di 18 anni con delle disabilità. L’obiettivo del trattamento è chiaro: favorire l’inserimento scolastico e sociale dei giovani con handicap.

Si tratta di una misura assistenziale ed è quindi legata anche al reddito personale di chi la riceve e che non può essere superiore a determinati limiti imposti ogni anno dalla legge. Per il 2022 è di 4.931,29 euro.

Per valutare la condizione economica del beneficiario, si considerano i redditi di qualsiasi natura calcolati ai fini Irpef.

Perché si chiama indennità di frequenza?

Perché viene erogata solo a chi può dimostrare di frequentare:

Possono beneficiare di questa indennità i minori residenti in Italia, italiani e extracomunitari.

La prestazione viene erogata per un massimo di 12 mensilità l’anno. L’importo per il 2022 è di 291,69 euro al mese.

L’indennità di frequenza spetta fino a 18 anni. Subito dopo, se le condizioni economiche restano di bisogno, la persona interessata può presentare la domanda per l’assegno o la pensione di invalidità (dipende dal grado di invalidità che gli è stato riconosciuto).

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Indennità di frequenza e comunicazione/ Indennità di comunicazione

L’indennità di comunicazione è una prestazione economica che viene erogata, su richiesta, alle persone che hanno una sordità congenita o acquisita durante la crescita.

L’indennità di comunicazione spetta a tutte le persone affette da sordità con cittadinanza italiana o residenti stabilmente sul territorio nazionale.

Per i cittadini stranieri comunitari è indispensabile l’iscrizione all’anagrafe del Comune di residenza. Per i cittadini stranieri extracomunitari è invece richiesto il permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo.

Rispetto all’indennità di frequenza non ha limiti di età o di reddito.

Proprio per questo l’indennità di comunicazione è compatibile con l’attività lavorativa. L’assegno viene erogato anche se la persona che ne fa richiesta è ricoverata in un istituto pubblico.

Indennità di frequenza e comunicazione/ Indennità di frequenza (requisiti)

Questi sono i requisiti per ottenere l’indennità di comunicazione:

L’indennità di comunicazione è cumulabile con quella prevista a titolo di invalidità civile totale o di cieco civile (soggetti pluriminorati).

L’importo mensile per il 2022 è di 260,72 euro.

Indennità di frequenza e comunicazione: incompatibilità

Abbiamo delineato in breve questi due trattamenti, e le differenze sono già evidenti. Rispondiamo ora alla domanda iniziale: indennità di frequenza e comunicazione sono incompatibili?

Ebbene sì, le due misure sono incompatibili.

È scritto con parole chiare nell’articolo 3 della Legge numero 289 dell’11 ottobre 1990.

Vediamo cosa dice: «L’indennità mensile di frequenza è incompatibile con qualsiasi forma di ricovero e non è concessa ai minori che hanno titolo o che già beneficiano dell’indennità di accompagnamento di cui alle leggi 28 marzo 1968, n. 406, 11 febbraio 1980, n. 18, e 21 novembre 1988, n. 508, nonché ai minori beneficiari della speciale indennità in favore dei ciechi civili parziali o della indennità di comunicazione in favore dei sordi prelinguali, di cui agli articoli 3 e 4 della legge 21 novembre 1988, n. 508. Resta salva la facoltà dell’interessato di optare per il trattamento più favorevole».

Tutto chiaro, no?

C’è da aggiungere che l’articolo 3 della 289/1990 è stato poi parzialmente corretto. Viene ammessa infatti la cumulabilità tra l’indennità di comunicazione e quella di accompagnamento (si esclude comunque quella di frequenza). E in particolare per le persone che hanno più minorazioni che prese singolarmente possono dare diritto a tutte e due le indennità.

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