Indennità di frequenza e comunicazione: le incompatibilità

Indennità di frequenza e comunicazione: vediamo se questi due trattamenti sono tra loro compatibili e se sono cumulabili con altre indennità. Le similitudini e le differenza tra indennità di frequenza e comunicazione. I requisiti, gli importi e gli eventuali limiti di reddito.

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Vediamo in questo articolo se ci sono delle incompatibilità tra indennità di frequenza e comunicazione. Se cioè è possibile per una sola persona ricevere i due tipi di indennità. (aggiungiti al gruppo Telegram di news su invalidità e Legge 104 ed Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Prima di rispondere alla domanda è indispensabile chiarire cosa sono le indennità di frequenza e comunicazione e quali le eventuali differenze.

Un passaggio indispensabile per capire anche possibili incompatibilità.

Indennità di frequenza e comunicazione/ Indennità di frequenza

L’indennità di frequenza è un tipo di prestazione economica assistenziale che viene riconosciuta ai minori di 18 anni con delle disabilità. L’obiettivo del trattamento è chiaro: favorire l’inserimento scolastico e sociale dei giovani con handicap.

Si tratta di una misura assistenziale ed è quindi legata anche al reddito personale di chi la riceve e che non può essere superiore a determinati limiti imposti ogni anno dalla legge. Per il 2022 è di 4.931,29 euro.

Per valutare la condizione economica del beneficiario, si considerano i redditi di qualsiasi natura calcolati ai fini Irpef.

Perché si chiama indennità di frequenza?

Perché viene erogata solo a chi può dimostrare di frequentare:

  • la scuola, pubblica o privata;
  • centri ambulatoriali o centri diurni specializzati nel trattamento terapeutico o nella riabilitazione; centri di formazione professionale.

Possono beneficiare di questa indennità i minori residenti in Italia, italiani e extracomunitari.

La prestazione viene erogata per un massimo di 12 mensilità l’anno. L’importo per il 2022 è di 291,69 euro al mese.

L’indennità di frequenza spetta fino a 18 anni. Subito dopo, se le condizioni economiche restano di bisogno, la persona interessata può presentare la domanda per l’assegno o la pensione di invalidità (dipende dal grado di invalidità che gli è stato riconosciuto).

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Indennità di frequenza e comunicazione/ Indennità di comunicazione

L’indennità di comunicazione è una prestazione economica che viene erogata, su richiesta, alle persone che hanno una sordità congenita o acquisita durante la crescita.

L’indennità di comunicazione spetta a tutte le persone affette da sordità con cittadinanza italiana o residenti stabilmente sul territorio nazionale.

Per i cittadini stranieri comunitari è indispensabile l’iscrizione all’anagrafe del Comune di residenza. Per i cittadini stranieri extracomunitari è invece richiesto il permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo.

Rispetto all’indennità di frequenza non ha limiti di età o di reddito.

Proprio per questo l’indennità di comunicazione è compatibile con l’attività lavorativa. L’assegno viene erogato anche se la persona che ne fa richiesta è ricoverata in un istituto pubblico.

Indennità di frequenza e comunicazione/ Indennità di frequenza (requisiti)

Questi sono i requisiti per ottenere l’indennità di comunicazione:

  • per età non superiore a 12 anni, riconoscimento di ipoacusia pari o superiore a 60 decibel HTL (Hearing Threshold Leve, che sarebbe l’unità di misura della soglia uditiva tonale) di media tra le frequenze 500, 1000, 2000 Hz nell’orecchio migliore. Nel caso di minori di 12 anni, l’indennità di comunicazione è incompatibile con l’indennità di frequenza per cui è ammessa la facoltà di opzione per il trattamento più favorevole;
  • per età superiore a 12 anni, riconoscimento di ipoacusia pari o superiore a 75 decibel HTL e dimostrazione dell’insorgenza dell’ipoacusia prima del compimento del dodicesimo anno.

L’indennità di comunicazione è cumulabile con quella prevista a titolo di invalidità civile totale o di cieco civile (soggetti pluriminorati).

L’importo mensile per il 2022 è di 260,72 euro.

Indennità di frequenza e comunicazione: incompatibilità

Abbiamo delineato in breve questi due trattamenti, e le differenze sono già evidenti. Rispondiamo ora alla domanda iniziale: indennità di frequenza e comunicazione sono incompatibili?

Ebbene sì, le due misure sono incompatibili.

È scritto con parole chiare nell’articolo 3 della Legge numero 289 dell’11 ottobre 1990.

Vediamo cosa dice: «L’indennità mensile di frequenza è incompatibile con qualsiasi forma di ricovero e non è concessa ai minori che hanno titolo o che già beneficiano dell’indennità di accompagnamento di cui alle leggi 28 marzo 1968, n. 406, 11 febbraio 1980, n. 18, e 21 novembre 1988, n. 508, nonché ai minori beneficiari della speciale indennità in favore dei ciechi civili parziali o della indennità di comunicazione in favore dei sordi prelinguali, di cui agli articoli 3 e 4 della legge 21 novembre 1988, n. 508. Resta salva la facoltà dell’interessato di optare per il trattamento più favorevole».

Tutto chiaro, no?

C’è da aggiungere che l’articolo 3 della 289/1990 è stato poi parzialmente corretto. Viene ammessa infatti la cumulabilità tra l’indennità di comunicazione e quella di accompagnamento (si esclude comunque quella di frequenza). E in particolare per le persone che hanno più minorazioni che prese singolarmente possono dare diritto a tutte e due le indennità.

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