Il coronavirus frena l’influenza: per ora pochi casi

La diffusione dell'influenza stagionale si mantiene ai minimi storici nel mondo grazie anche aille misure di contrasto alla diffusione del coronavirus. Pochi casi negli Usa e in Europa rispetto agli anni scorsi. Gli esperti temono la doppia pandemia: due patologie che hanno anche gli stessi sintomi. In Australia e in Argentina dove l'ondata di influenza ìè già arrivati i casi sono stati molto meno degli anni scorsi.

Il coronavirus frena l'influenza: per ora pochi casi
La diffusione dell'influenza stagionale si mantiene ai minimi storici nel mondo grazie anche aille misure di contrasto alla diffusione del coronavirus.
2' di lettura

Le misure di prevenzione contro il coronavirus stanno impedendo la diffusione dell’influenza stagionale. Almeno per il momento. Il virus dell’influenza non riesce a diffondersi, frenato dalle mascherine e dal distanziamento sociale imposti per arginare la pandemia di coronavirus.

Una buona notizia, anche perché uno dei timori principali per gli esperti era proprio il possibile accavallarsi del virus dell’influenza al coronavirus: causano gli stessi sintomi, rischiava di essere un disastro per il nostro sistema sanitario.

Attività influenzale più bassa rispetto al solito

Lo stop all’influenza è testimoniato sia i dati provenienti dagli Usa sia da quelli europei, che parlano di una stagione influenzale che ancora non è iniziata. E confermano quello che è già accaduto nei mesi scorsi in Australia e Argentina.

Il bollettino statunitense – dichiara Daniel Jernigan, direttore della divisione influenza del Cdc – riporta attività ‘minima’ o bassa’ in tutti gli stati, mentre di solito in questo periodo ci sono già alcune aree che hanno un’attività moderata o alta. L’attività influenzale è bassa, più bassa di quello che vediamo di solito».

«Non penso – ha continuato l’esperto Usa – che possiamo già dire che non ci sarà la doppia epidemia. Ma i livelli sono atipicamente bassi».

Anche in Europa al momento i virus influenzali non sembrano aver preso piede.

«La diffusione dell’influenza stagione – scrive l’Ecdc nel bollettino Flu News Europe – è ancora al livello interstagionale».

In Piemonte e Val d’Aosta più casi d’influenza

«In tutte le Regioni italiane che hanno attivato la sorveglianza – si legge nel bollettino Influnet dell’Iss con i numeri aggiornati al 6 dicembre – tranne in Piemonte e in Valle d’Aosta, il livello di incidenza delle sindromi simil-influenzali è sotto la soglia basale. Nella 49a settimana del 2020 sono stati segnalati, 148 campioni clinici ricevuti dai diversi laboratori afferenti alla rete InfluNet (656 campioni dall’inizio della sorveglianza) e, tra questi, nessuno è risultato positivo al virus influenzale».

Il timore della doppia epidemia e l’Oms

L’Oms si è comunque preparata alla doppia epidemia. In aiuto dei medici che nei prossimi mesi saranno chiamati a distinguere tra forme influenzali e coronavirus è appena arrivato anche un test che riesce a capire con un unico tampone di che virus si tratta, che ha appena ottenuto il marchio Ce.

«Il test molecolare – spiega la compagnia Abbott – può rilevare e differenziare tra coronavirus, influenza A, influenza B e virus respiratorio sinciziale (RSV) con un unico tampone.

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