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Per gli infortuni sul lavoro aumenta l’indennità una tantum

Infortuni sul lavoro aumenta l’una tantum: ecco gli importi aggiornati al 2024 e a chi spetta l'indennità.

di Carmine Roca

Aprile 2024

Infortuni sul lavoro aumenta l’una tantum: ecco di cosa parliamo (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Infortuni sul lavoro aumenta l’una tantum: di quanto?

Il decreto numero 62 del Ministero del Lavoro ha aumentato il valore dell’indennità una tantum in favore dei familiari delle vittime sul lavoro.

I nuovi valori aggiornati per gli eventi accaduti nel 2024 vanno da un minimo di 10.635,35 euro (nel 2023 era di 9.000 euro) a un massimo di 28.817,17 euro (nel 2023 era di 24.000 euro).

Parliamo, dunque, di aumenti che vanno da circa 1.600 euro in più per il valore minimo fino a quasi 5.000 euro in più per il valore massimo.

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Gli importi variano a seconda del numero di superstiti:

Ogni anno, il Ministero del Lavoro, tramite decreto, fissa l’importo spettante al nucleo familiare del soggetto deceduto sul lavoro e varia a seconda del numero di componenti del nucleo familiare superstite e delle risorse disponibili del Fondo.

Per il 2024 sono stati messi a disposizione 10.479.421 euro, a cui si aggiunge l’avanzo di gestione del periodo 2007-2019 quantificato dall’INAIL in 1.888.465 euro, per un totale di 12.367.886 euro.

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Indennità una tantum infortuni sul lavoro: si può cumulare?

In presenza di più superstiti, la prestazione viene suddivisa in parti uguali.

Ricordiamo che gli importi dell’indennità sono esenti da IRPEF e possono essere cumulati con altri benefici che spettano in base alla tipologia dell’evento riconosciuto da altre disposizioni normative.

Ad esempio, è possibile cumulare l’indennità una tantum con:

Non può essere cumulato all’equo indennizzo, come previsto dall’articolo 50 del DPR numero 686 del 1957.

Cos’è l’indennità una tantum infortuni sul lavoro e a chi spetta?

Ma cos’è l’indennità una tantum e a chi viene erogata? Questa prestazione economica è riconosciuta in favore dei familiari superstiti delle vittime sul lavoro.

Quindi: coniuge e figli e a seguire, in loro mancanza, genitori, fratelli e sorelle.

L’indennità viene erogata per eventi tragici accaduti dopo il 1° gennaio 2007, anche se il lavoratore deceduto era impiegato all’estero.

E’ riconosciuta ai superstiti dei lavoratori assicurati presso l’INAIL, ai sensi del testo unico in materia di sicurezza sul lavoro, ma anche per quei lavoratori sprovvisti di assicurazione, come ad esempio militari, forze di polizia, vigili del fuoco, liberi professionisti e lavoratori autonomi.

A essere destinatari della prestazione sono anche i familiari superstiti dei soggetti tutelati ai sensi dell’assicurazione contro gli infortuni in ambito domestico, come disposto dalla legge numero 493 del 1999.

L’indennità non spetta, invece, se il decesso del lavoratore è avvenuto prima del 1° gennaio 2007 oppure è avvenuto a causa di malattie professionali.

Come presentare domanda per l’indennità una tantum?

Da quando decorre l’indennità una tantum? Entro 30 giorni dall’accertamento sommario, che viene eseguita in contemporanea dal Ministero del Lavoro e dall’INAIL.

La domanda per l’indennità va presentata entro 40 giorni dalla data del decesso del lavoratore e deve contenere:

La domanda va presentata presso la sede territorialmente competente dell’INAIL, in relazione al domicilio del soggetto deceduto. La richiesta va consegnata a mano, inviata per posta ordinaria oppure trasmessa via Pec.

Infortuni sul lavoro aumenta l’una tantum
Infortuni sul lavoro aumenta l’una tantum: in foto un operaio vittima di un infortunio sul lavoro.

Faq sull’infortunio sul lavoro

Quali documenti devo fornire quando presento una richiesta all’INAIL?

Quando presenti una richiesta di risarcimento all’INAIL, assicurati di includere i seguenti documenti:

Quanto tempo impiega l’INAIL per valutare una richiesta di risarcimento?

Il tempo necessario per valutare una richiesta di risarcimento può variare, ma l’INAIL si impegna a fornire una risposta entro 120 giorni dalla ricezione della domanda completa. Tieni presente che i tempi potrebbero essere più lunghi in caso di complicazioni o indagini aggiuntive.

Cosa succede se la mia richiesta di risarcimento all’INAIL viene respinta?

Se la tua richiesta di risarcimento viene respinta, hai il diritto di presentare un ricorso entro 30 giorni dalla ricezione della notifica di respingimento. È importante consultare un legale specializzato in questioni legate all’INAIL per assistenza in questo processo.

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