Inquinamento, l’appello di un ragazzo: “Irpinia, scetate o sarà troppo tardi”

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Nel terzo appuntamento dedicato al “Covering climate now“, la settimana per l’ambiente promossa da più di 250 agenzie di stampa nel mondo, parleremo dell’importanza delle piccole realtà contro l’inquinamento. Ho solo sedici anni, ma sento che questa battaglia, la battaglia per la mia terra, sia qualcosa che mi riguarda. Riguarda tutti. E voglio combatterla, spero con tutti voi.

In Irpinia siamo poco più di 410 mila abitanti eppure l’inquinamento lo soffriamo molto in più rispetto ad altre città italiane e del mondo. Paragonati a province come Napoli, Milano o Roma siamo una piccola goccia nell’oceano, che però forse non alza troppo la voce.

Quante volte diciamo e pensiamo che le cose devono cambiare. Che la nostra terra viene dimenticata da tutti. Che qui non c’è futuro. Troppo spesso però siamo bravi solo a criticare ma agiamo poco.

Uno dei problemi principali della nostra Irpinia è l’inquinamento. Dai fiumi che diventano delle fogne abusive, alle fabbriche che bruciano ogni due/ tre anni e alla costante emergenza rifiuti, la provincia di Avellino di certo non se la passa bene. Questi problemi conosciuti oramai da tutti, cittadini e amministratori, esistono da anni ma nessuno è stato capace di risolverli.

L’importanza dei cittadini

È colpa della politica! Vengono eletti sempre gli stessi che pensano solo ai fatti loro!”, direbbero in tanti. La colpa invece è nostra, dei cittadini. Si proprio così. Anche se siamo una piccola realtà, non significa che non siamo capaci di cambiare le cose.

In Italia abbiamo la più bella forma di governo esistente: la democrazia e la dobbiamo saper sfruttare. Il popolo ha tra le sue mani le sorti della sua terra e forse ancora deve rendersene conto. Nonostante siamo semplici cittadini e non imprenditori o persone di successo abbiamo la possibilità di salvare la nostra terra.

Mandare a casa i politici che governano da una vita? Uscire dall’Europa? No, le soluzioni non solo queste. Il modo più semplice per cambiare le cose è farsi ascoltare. Dobbiamo essere capaci di alzare la voce e scendere nelle piazze.

Le mobilitazioni

La dimostrazione viene dai gruppi ambientalisti irpini. Il coordinamento provinciale di Fridays for future Avellino ad esempio, da mesi scende in piazza per protestare contro i cambiamenti climatici e l’inquinamento. Eppure non si sono mai viste migliaia di persone al loro seguito.

Nonostante tutti siano rimasti scioccati per gli incendi in Amazzonia o per il rogo di Pianodardine non tutti si sono mobilitati. La gente è brava solo a parlare purtroppo. È inutile dirvi quanti post sui social con gli hashtag #prayforamazzonia #incendioavellino ci sono stati. Il dato di fatto è che nelle piazze a protestare ci sono sempre le solite persone.

Proprio adesso che la nostra terra così come l’Irpinia sta soffocando sotto il peso dell’inquinamento c’è bisogno dell’aiuto della gente.

I prossimi dieci giorni saranno cruciali per capire se veramente i cittadini hanno voglia di cambiare. Il 27 settembre infatti ci sarà il terzo sciopero globale per il clima e il 29 la marcia contro l’incendio di Pianodardine. Due atti simbolici, sicuramente, nei quali però si dimostra la voglia di rivoluzionare le cose.

Irpinia scetate o sarà troppo tardi!

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