Inquinamento. Legambiente: così Avellino tornerà a respirare

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“Ci voleva un commissario per far uscire finalmente la verità sull’inquinamento ad Avellino”. Antonio Giannattasio, di Legambiente, fa riferimento alla Conferenza dei Servizi che ha bocciato l’insediamento di una fonderia a Pianodardine. Motivo: “La città risiede in una conca che trattiene fumi e gas e i i livelli massimi di Pm10 nell’atmosfera sono costantemente superati”. Come dire: non possiamo andare oltre.

Sembra una ovvietà, quella su Avellino inquinata. Ma finalmente è stata certificata anche dalle istituzioni locali. Oltretutto era già stata messa in evidenza dall’ultimo dossier Mal’Aria, di Legambiente, con il capoluogo irpino capitale delle polveri sottili.

Natura poco benigna con Avellino

“L’inquinamento ha spesso molte ragioni – dichiara Giannattasio -. Avellino deve fare i conti con una natura che non è stata proprio benigna. Chiaro che l’orografia della Valle favorisca il ristagno dell’aria con un inevitabile accumulo di sostanze inquinanti. Bisognerebbe agire su più fronti, in una azione che coinvolga politica, cittadini e aziende. Tutti hanno delle responsabilità”.

La decisione di evitare l’apertura della fonderia, ha acceso i riflettori su Pianodardine, l’area industriale è ritenuta una delle fonti di inquinamento per Avellino e i comuni dell’hinterland…

“Sì, ed è importante. Ma bisogna agire in modo scientifico, e quindi servono dati precisi per capire come e dove intervenire. Su Pianodardine le centraline dovrebbero essere in funzione tutto l’anno. Anche per valutare eventuali differenze collegate al clima, alle condizioni atmosferiche, al periodo. Comprendere il tipo di sostanze, e non solo polveri sottili, presenti nell’aria. Ma non è tutto…”

Cos’altro?

“E’ chiaro che sono necessari controlli più serrati nelle aziende. Non con un intento punitivo, anzi. Ma per accertare che i limiti di legge vangano rispettati. E’ una garanzia anche per i dipendenti di quelle imprese. E laddove è necessaria una depurazione più accurata, intervenire”.

Certo l’antico dilemma, salviamo il lavoro o l’ambiente?

“Chiaro. Il tentativo è quello di salvarli entrambi. Del resto si chiede solo di rispettare la legge”.

Il blocco del traffico serve a poco

Ma l’inquinamento avellinese ha anche altre cause…

“Chiaro, anche in questo caso delle centraline disseminate nella città, da rione Ferrovia a Valle, potrebbero aiutare nella scelta degli interventi”.

L’unico rimedio adottato è quello del blocco del traffico…

“Il traffico delle auto, dei bus, ha certamente una sua influenza. Ma non risolve il problema. A volte abbiamo addirittura registrato un aumento delle polveri sottili nell’atmosfera nei periodi di stop alla circolazione. Il punto è che bisogna superare la fase delle emergenze e affrontare la questione in modo più strutturale”.

Inquinamento. Legambiente: così Avellino tornerà a respirare
Piazza Kennedy

Qualche mese fa è stato disposto il trasferimento della stazione dei bus da piazza Kennedy a campetto Santa Rita…

“Hanno solo spostato il problema di qualche metro. Non lo hanno certo risolto. Ne parlai anche con l’allora sindaco Ciampi…”.

I cittadini devono evitare gli sprechi

Cos’altro incide sul tasso di inquinamento?

“Beh, anche i nostri comportamenti. A cominciare dai riscaldamenti delle abitazioni. Penso a chi vuole 40 gradi in casa, alle tante stufe a pellet. Ma anche a chi d’estate ha i condizionatori d’aria in funzione permanente. Non possiamo pensare che questo spreco non abbia conseguenze”.

Ricordando sempre l’orografia della città…

“E sembra quasi un paradosso: si paga il fatto di essere circondati da colline…”

Inquinamento. Legambiente: così Avellino tornerà a respirare

Resta un dato: il problema inquinamento è diventato cruciale. E avrà un peso anche su scelte che potrebbero pesare sul futuro della città. Il prossimo sindaco di Avellino come dovrebbe agire?

“Almeno su tre fronti. Quello delle scelte amministrative, con interventi sulla mobilità e il trasporto pubblico. Quello sul coinvolgimento dei cittadini. E poi con verifiche costanti delle percentuali d’inquinamento e controlli e interventi nella zona di Pianodardine”.

Inquinamento. Legambiente: così Avellino tornerà a respirare

Più mezzi pubblici, car sharing e bus elettrici

Partiamo dalla mobilità…

“Su questo serve un piano provinciale e non solo della città di Avellino. Bisogna lavorare e molto sul trasporto pubblico. Aumentando e migliorando i collegamenti. Sostituendo i vecchi bus inquinanti con mezzi ibridi o elettrici. Anche all’interno del capoluogo. Introdurre il car sharing, che limiterebbe il numero di auto private in circolazione. Stiamo parlando di progetti che vengono finanziati con una certa facilità dall’Unione europea. Il contrasto all’inquinamento potrebbe favorire la trasformazione di Avellino in una smart city. Allargando oltretutto il discorso all’intera Irpinia. Ma per fare questo il futuro sindaco della città deve dimostrare di avere idee chiare, capacità di coinvolgere gli altri comuni e soprattutto i suoi concittadini”.

Mica semplice…

“Nessuno lo nega. Ma neppure si può andare avanti a colpi di stop al traffico. Si parla tanto di smart city, realizziamola”.

Serve la collaborazione degli avellinesi…

“Necessaria. Qualche abitudine dovrà pur essere modificata. Prima si parlava di riscaldamenti e condizionatori. Ma anche l’utilizzo dell’auto potrebbe essere ridotto, soprattutto in presenza di un trasporto pubblico davvero efficiente”.

In alcune città europee per spingere i cittadini ad abbandonare le auto i mezzi pubblici sono gratis…

“E’ una scelta interessante, ma bisognerebbe valutare i costi. Magari con un abbonamento annuo… Ma di certo se sono riusciti a rendere più salubre l’aria respirata dai residenti, il confronto costi benefici neppure si calcola”.

Altri parcheggi, altre auto: non è la soluzione

Una città di questo tipo non avrebbe bisogno di altri parcheggi…

“Direi di no. I parcheggi sono tutte aree di verde sottratte alla città. Con inevitabile aumento delle polveri sottili. Non mi sembra una soluzione. Piuttosto bisognerebbe rendere utilizzabile la stazione ferroviaria, anche in considerazione della elettrificazione della rete”.

In che senso…

“Se prendo il treno a Solofra per raggiungere Avellino, poi mi ritrovo a qualche chilometro dal centro e senza mezzi di trasporto adeguati. Chiaro che alla fine si preferisce l’auto. Basterebbero delle navette per “riportare” al centro la stazione”.

C’è poi il coinvolgimento dei cittadini…

“Mi sembra che oggi ci sia una sensibilità diversa rispetto alle tematiche ambientali. Se si cambiassero degli atteggiamenti, se si evitassero sprechi in modo consapevole, sarebbe già un primo passo. Ma soprattutto gli avellinesi dovrebbero chiedere, ai loro amministratori, politiche e scelte chiare per rendere non pericolosa la nostra aria. E quindi sollecitare costantemente chi governa il comune”.

Infine i controlli…

“Beh, su quello abbiamo detto. Centraline in funzione tutto l’anno e verifiche negli stabilimenti industriali”.

Decisioni che vista anche la perenne e insostenibile emergenza, non potrebbero essere rimandate ancora…

“Speriamo”.

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