Insigne rialzati: il Napoli ti aspetta

Il rigore sbagliato contro la Juventus, il terzo in carriera, ha lasciato in eredità amarezze e delusioni in casa Napoli, in particolar modo in Lorenzo Insigne, che ha vissuto giorni difficili dopo le lacrime di Reggio Emilia. La Supercoppa è già passato, il campionato avanza e la sfida di Verona deve rappresentare, per il capitano del Napoli, un punto di ripartenza e di riscatto.

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Ci risiamo. Quando sembrava tutto pronto per il definitivo salto di qualità, Lorenzo Insigne ha nuovamente tirato il freno a mano, fermando l’evoluzione avviata a inizio stagione. Il rigore sbagliato con la Juventus è costato la Supercoppa Italiana al Napoli, che con quel penalty avrebbe potuto trascinare la partita ai supplementari e giocarsi le carte della vittoria contro un avversario tutt’altro che irresistibile.

Errore, lacrime e critiche

Quel pallone scivolato fuori, a mezzo metro dal palo alla destra di Szczesny ha provocato le ire dei tifosi azzurri, diventate poi caldi abbracci virtuali, e le critiche della stampa specializzata, che ha provato a comprendere le motivazioni del nuovo stop di Insigne, impietosamente ripreso dalle telecamere della RAI, seduto in panchina, in lacrime dopo il triplice fischio dell’arbitro, mentre la Juventus festeggiava la vittoria del trofeo sul manto erboso del Mapei Stadium di Reggio Emilia. Quelle immagini hanno fatto il giro del mondo.

Il capitano non ha retto il peso della responsabilità”, ha scritto la Gazzetta dello Sport, puntando il dito sul numero 24 del Napoli, a segno 9 volte in campionato, ma – Roma a parte – sempre contro avversari di media-bassa fascia come Parma, Benevento, Crotone, Torino, Cagliari, Udinese e Fiorentina (doppietta). “Contro qualsiasi altro avversario si sarebbe avvicinato alla battuta ricacciando indietro l’ansia del momento, ma la Juve è la Juve, così come la rivalità che scandisce la quotidianità del tifo napoletano”, scrive ancora la Gazzetta dello Sport.

Poca lucidità nei momenti topici

Ma come è possibile che un calciatore con la sua qualità, con centinaia di presenze in Serie A e decine di apparizioni internazionali con i partenopei e con la maglia dell’Italia, possa farsi influenzare ancora dalla tensione e perdere lucidità nei momenti topici delle partite? Insigne ha 29 anni, non è più un ragazzino alle prime armi e i suoi tifosi si aspettano sempre che possa prendere per mano la squadra, come faceva Maradona, e trascinarla alla vittoria.

Per la terza volta in carriera, Insigne ha sbagliato un rigore contro la Juventus, forse perché da buon napoletano sente troppo la partita rispetto ai compagni di squadra. Quelle lacrime, di amarezza e rabbia, che hanno solcato il suo viso racchiudono tutta la delusione per un successo alla portata, goffamente mancato per un suo errore. Ha ritirato la medaglia a testa bassa, mentre nella sua mente si rincorrevano in loop le immagini dell’attesa, della rincorsa e della battuta del calcio di rigore.

Ora sotto con il Verona

La Juventus, però, è già passato. Alle porte c’è una nuova sfida di campionato, sul campo di un’altra avversaria storica del suo Napoli: il Verona. Quale occasione migliore per tornare a essere il Lorenzo Insigne ammirato per buona parte di questa stagione e farsi perdonare per un errore costata la sconfitta in Supercoppa Italiana, che i tifosi partenopei ricorderanno a lungo con particolare amarezza.

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