Insulti omofobi a un 23enne irpino: l’autore mi ha chiesto scusa

Insulti omofobi a un 23enne irpino: l'autore mi ha chiesto scusa
2' di lettura

Vittima di insulti omofobi, il 23enne irpino, Alessandro Reda, è diventato un caso nazionale. Ora sono arrivate le scuse dell’autore dei messaggi offensivi. E’ lo stesso ragazzo a spiegarlo sulla sua pagina facebook.

Gli insulti ricevuti da Alessandro Reda

“La situazione – scrive Alessandro su facebook – si è risolta nel migliore dei modi. Oggi sono stato avvicinato dalla persona che ha scritto il biglietto. Si tratta di un mio conoscente. Mi ha chiesto umilmente scusa affermando che il messaggio di odio che ha scritto non ha nulla a che vedere con l’odio verso gli omosessuali

Altri insulti per il 23enne

Un lietofine che, però, ha scontato qualcuno. Fra le decine di commenti e centinaia di condivisioni, c’è chi non ha perso l’occasione di insultare l’autore del post.

“Ora sono certo che questa storia è una montatura”, ha scritto qualcuno, ergendosi a improbabile investigatori.

“La voglia di apparire ha fatto brutti scherzi”, gli ha fatto eco un altro.

Insomma quasi un paradosso per chi ha avuto il coraggio di denunciare gli insulti omofobi ricevuti.

Ma la maggior parte dei commenti erano complimenti per la decisione di Alessadro, che ha perdonato chi lo aveva preso di mira.

Il 23enne irpino parla dell’autore degli insulti omofobi: “Ha ammesso di essere stato preso dalla rabbia e dall’invidia nei miei confronti per il seguito che ho sui social ma ha detto “solo ieri mi sono reso conto di quanto male ho fatto a te e a tutte le persone LGBT di Italia con quelle frasi. Sono stato squallido, lo ammetto. Ma sappi che ho usato la tua omosessualità per un mio intento stupido di provare a toglierti la felicità”.

Alessandro ha deciso di non denunciare quella persona, che ha ammesso di aver agito per gelosia.

E aggiunge: La persona in questione, inoltre, non fa parte della cittadina di Montemiletto. Quindi, questa è la mia decisione, che potete condividere o meno. Vi ringrazio ancora tutti per i messaggi di solidarietà che mi avete inviato in questi giorni perché tutti voi avete dimostrato che siamo un’Italia tollerante e aperta e, soprattutto, abbiamo lanciato il messaggio che solo accettando le differenze può esservi eguaglianza e civiltà e da oggi in poi sono certo che tante famiglie sapranno accettare i propri figli omosessuali invece che cacciarli di casa. La pace non si ristabilisce solo nelle aule di tribunale ma anche con semplici gesti di pentimento e di civiltà”

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