Integratori alimentari: rischi, benefici e bufale

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Il tema “integratori alimentari” è sempre stato ed è tutt’oggi un tema scottante. Al riguardo ci sono  grandi diffidenze  e soprattutto una grande confusione. Gli integratori alimentari in Italia non conoscono crisi, anzi, sembrano essere consumati e reperiti con estrema facilità.

Da anni si assiste ad una forte promozione pubblicitaria di prodotti dietetici, dimagranti, integratori definiti “salutistici”, “naturali” non sempre rispondenti a criteri razionali e scientificamente corretti. Il consumatore, sempre più attratto da sirene mediatiche, accorda a integratori e supplementi (vitamine, probiotici) proprietà salutistiche spesso non legittimate dalla Medicina Basata sulle Evidenze (EBM).

Spesso si arriva addirittura a correlare l’impiego di tali prodotti con il conseguimento di importanti risultati, ma la pubblicità inganno molto, specialmente nel mercato degli integratori sportivi, per il quale non è oltretutto disponibile una divulgazione scientifica seria a riguardo.

Al contrario si trovano facilmente articoli su riviste fitness e pubblicità su giornali senza alcuna base scientifica, cosa che provoca una disinformazione in materia. Tali situazione merita la massima attenzione per i possibili abusi  o comportamenti inadeguati che possono derivare dall’impiego scorretto di supplementi dietetici.

I dati sul consumo

Secondo i dati forniti da Federsalus, il mercato degli integratori alimentari è cresciuto del 5,9% in valore e del 4,6% in volume. Nel vasto settore degli integratori alimentari una larga fetta è occupata proprio dagli integratori sportivi, principalmente “energetici”, a base di aminoacidi (proteine), vitamine e sali minerali.  Ma  in grande aumento sono appunto, gli integratori  assunti come “scorciatoia”, dagli sportivi dilettanti e dai ragazzi che frequentano una  palestra, per aumentare la massa muscolare in modo rapido. La maggior parte di coloro che utilizzano integratori alimentari li acquistano online per questioni di comodità, ma anche perché riescono a trovare preparati che altrove non sono presenti.

Negli sport a livello agonistico gli integratori possono essere prescritti dai medici dello sport o dai nutrizionisti come supplementi che, accanto a un’ equilibrata alimentazione , possono contribuire al raggiungimento dello stato nutrizionale ottimale. Prestazioni atletiche elevate comportano un elevato lavoro muscolare, sudorazione intensa e un consumo energetico che può essere anche doppio rispetto alle giornate in cui l’atleta non pratica sport.

La perdita di sali minerali, vitamine e proteine, può richiedere in questi casi un’integrazione di nutrienti, dato che non è sempre possibile aumentare la quantità di specifici nutrienti con l’alimentazione . Sarà comunque il medico dello sport o il nutrizionista, in base alle caratteristiche dell’atleta e dello sport praticato, a decidere quale integratore somministrare, la quantità e la durata dell’assunzione stessa.  E’ quindi doveroso sottolineare che la sola integrazione non può sopperire ad un’alimentazione errata, ad un allenamento sbagliato e ad uno scorretto stile di vita.

Integratori ed alimentazione

L’integratore, quindi, non deve essere inteso come sostituto di una dieta variata ed un sano stile di vita. Di norma la dieta quotidiana equilibrata assicura adeguati apporti di tutti i nutrienti, anche vitamine e sali minerali, in modo da soddisfare le richieste del nostro organismo per il mantenimento dello stato di salute (fisica e mentale) e per il completamento dell’attività fisica. Le abitudini alimentari, però, negli ultimi anni sono mutate radicalmente ed al giorno d’oggi la nostra dieta è ricca da un punto di vista calorico ma povera di nutrienti essenziali ed importanti (come le vitamine, alcuni amminoacidi essenziali e gli oligoelementi).

L’integrazione alimentare calibrata, ovvero un mirato apporto esogeno di carboidrati, proteine, amminoacidi, vitamine, oligoelementi, sali minerali è necessaria per raggiungere la forma fisica ottimale, in condizioni di aumentata richiesta energetiche come nell’attività fisica prolungata. Quindi  le prescrizioni devono essere mirate e personalizzate a soggetti che ne hanno effettivo beneficio. Il Panel di esperti dell’Academy of Nutrition and Dietetics raccomanda l’assunzione di vitamine e micronutrienti preferibilmente attraverso una dieta sana ed equilibrata. Tuttavia, in alcuni casi (ad es. con la vitamina D) la supplementazione  si rende necessaria per favorire un adeguato apporto che la dieta non garantirebbe.

Cosa dice il Ministero della Salute sugli integratori

Le Linee Guida rilasciate dal Ministero della Salute (Direttiva 2002/46/CE, attuata con il decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 169) in questo ambito definiscono  Integratori alimentari: “prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare, ma non in via esclusiva, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate”.

L’immissione in commercio è subordinata alla procedura di notifica dell’etichetta al Ministero della Salute. Anche per gli integratori presentati come coadiuvanti di diete ipocaloriche, tali prodotti devono risultare conformi a rigorose leggi. In conclusione, quindi,  non esistono indicazioni attuali su l’utilizzo di prodotti multivitaminici nella popolazione generale, bensì indicazioni su l’utilizzo di singole vitamine o micronutrienti in categorie di popolazione con potenziali deficit di singoli o gruppi di micronutrienti/vitamine, in correlazione con l’età, l’ambiente, lo stile di vita e le abitudini alimentari correlate con le modalità di approvvigionamento degli alimenti di quella popolazione. 

Per un uso corretto degli integratori alimentari in modo corretto , il consiglio è sempre lo stesso: rivolgersi ad uno specialista. Pertanto, gli integratori alimentari, oggi ampiamente utilizzati, offrono il potenziale per migliorare la salute se opportunamente mirati a coloro che ne hanno bisogno.

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