Invalidi civili, tutti i benefici per andare in pensione

Per gli invalidi civili sono molti i benefici per andare in pensione e in questo articolo ci occupiamo della pensione di vecchiaia anticipata. Si può uscire prima, con una maggiorazione contributiva, ma anche accedere all'Ape sociale o ai benefici concessi per il lavoro precoce.

4' di lettura

Sono diverse le agevolazioni previdenziali che consentono agli invalidi civili di accedere alla pensione anticipata. Si aggiungono a quelle dell’assegno ordinario di invalidità, della pensione di inabilità e della pensione ai superstiti, che viene erogata a favore dei figli maggiorenni invalidi.

In questo articolo ci occuperemo in particolare della pensione di vecchiaia anticipata per gli invalidi civili.

Invalidi civili, pensione di vecchiaia anticipata

La pensione di vecchiaia anticipata per gli invalidi civili può essere ottenuta a un’età significativamente inferiore rispetto alla pensione di vecchiaia ordinaria, per la quale sono previsti 67 anni di età o 42 anni e 10 mesi di contributi.

La pensione di vecchiaia per invalidi civili può essere chiesta dai non vedenti e da chi ha una invalidità riconosciuta ordinaria o pensionabile almeno dell’80%.

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L’età prevista per gli invalidi con questi requisiti (e sulla base degli adeguamenti rispetto alla speranza di vita):

  • 56 anni per le donne
  • 61 anni per gli uomini
  • almeno 20 anni di contributi

Non possono essere ammessi a questo beneficio i lavoratori del settore pubblico e i lavoratori autonomi o parasubordinati (un esempio tipico, i contratti a progetto), fanno eccezione quelli che possiedono la contribuzione richiesta dal fondo pensione del lavoratori dipendenti.

I lavoratori che hanno accesso alla pensione di vecchiaia anticipata per invalidi civili dovranno comunque attendere una finestra mobile di dodici mesi per avere il primo pagamento della pensione. Cos’è una finestra mobile? Non proprio una cosa positiva, è quel periodo che passa tra la maturazione del diritto alla pensione e la riscossione dell’assegno pensionistico. Potreste aspettare anche un anno.

Maggiorazione contributiva per i lavoratori invalidi

C’è anche un altro beneficio per i lavoratori ai quali è stata riconosciuta l’invalidità civile. Consente (a tutti i lavoratori con almeno il 74% di invalidità riconosciuta (o assimilabili, come gli invalidi per causa di servizio), di richiedere per ogni anno di lavoro, il beneficio di due mesi di contribuzione figurativa. E questo per un massimo complessivo di cinque anni di contribuzione figurativa.

Per le pensioni retributive (il riferimento è allo stipendio ricevuto) questa “contribuzione figurativa” sarà utile sia ai fini del diritto alle pensione, sia per calcolare le anzianità soggette al sistema retributivo.

Per le pensioni contributive (pensioni erogate in base ai contributi versati), i contributi figurativi saranno utili solo per il diritto alla pensione.

Per questo caso ci spieghiamo meglio con un esempio: un lavoratore che ha svolto 18 anni di lavoro effettivo con una invalidità superiore al 74%, potrà contare su un bonus retributivo di 36 mesi (2×18), quindi di 3 anni. In questo caso quindi potrà andare in pensione con altri 3 anni di anticipo rispetto ai 61 se è un uomo o i 56 se è una donna.

Maggiorazione, a chi si applica

Questa maggiorazione di anzianità, che come abbiamo visto potrebbe consentire di scalare diversi anni dall’età pensionabile, spetta comunque solo per i periodi di attività che sono state svolte alle dipendenze di pubbliche amministrazioni o aziende private. Vengono quindi esclusi i periodi coperti dalla contribuzione volontaria, figurativa o che deriva da riscatto non collegato però a nessun lavoro, e dai dipendenti autonomi.

Questa maggiorazione, poi, non è cumulabile con altre maggiorazioni che sono state previste per lo stesso tipo di menomazione per la quale è stata riconosciuta l’invalidità civile (come l’abbuono di quattro mesi per ogni anno di lavoro che viene previsto per i non vedenti).

Per ottenere questo beneficio è necessario presentare una domanda con la documentazione necessaria.

Ape sociale

Con l’Ape sociale i lavoratori invalidi civili almeno al 74% possono ottenere a partire da 63 anni un sussidio di accompagnamento alla pensione di vecchiaia. L’importo è pari alla pensione maturata in quel momento per un massimo di 1.500 euro lordi al mese.

I requisiti

Per ottenere l’Ape sociale sono necessari questi requisiti:

  • Almeno 30 anni di contributi (si possono cumulare diversi tipi di contribuzioni)
  • Per le donne questo requisito viene ridotto di un anno per ogni figlio (massimo due)

Lavoro precoce

L’altro beneficio previsto per gli invalidi civili con oltre il 74% consiste nella possibilità di accedere alla pensione anticipata di vecchiaia al raggiungimento di 41 anni di contributi (per uomini e donne), ma solo a condizione di avere almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19esimo anno di età. Per chi ha questi requisiti non c’è un limite di età.

Questo beneficio si applica comunque ai lavoratori che sono iscritti all’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, alla gestione separata e ai fondi sostitutivi ed esclusivi dell’Ago (pubblico impiego).

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