Invalidi civili, sospesi gli assegni. Ecco per chi

Invalidi civili, sospesi gli assegni: nel mirino dell'Inps i beneficiari che nonostante le sollecitazioni non hanno inviato le situazione reddituali tra il 2017 e il 2021. La sospensione durerà 120 giorni, trascorso quel tempo, se ancora la situazione non è stata chiarita l'istituto revocherà il beneficio chiedendo la restituzione di tutte le mensilità che sono state intascate senza averne diritto.

4' di lettura

Saranno sospesi gli assegni per gli invalidi civili che non hanno ancora comunicato i redditi tra il 2017 e il 2021. Rischiano la revoca definitiva della prestazione.

Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su Whatsapp, Telegram, Facebook, Instagram e YouTube.

La questione riguarda chi è titolare di prestazioni di invalidità che sono legate al reddito, e tra queste rientrano l’assegno mensile, la pensione di inabilità civile.

Invalidi civili: l’obbligo di comunicare i redditi

Gli assistiti che usufruiscono di questi trattamenti hanno l’obbligo di comunicare ogni anno i redditi all’Inps (con il modello Red) o all’Agenzia delle Entrate (modello 730). Sono dati necessari per il calcolo delle prestazioni di invalidità civile.

La sospensione degli assegni per gli invalidi civili inadempienti è stata resa nota dall’Inps con un comunicato stampa. Ma già a luglio, con un altro messaggio, l’ente di previdenza aveva messo sull’avviso gli assistiti che non avevano ancora reso noti i propri redditi nel periodo richiesto.

Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo whatsapp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook . Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale YouTube

Invalidi civili: come presentare la domanda

Quanto durerà la sospensione?

Durerà fino a quando le persone interessate non avranno comunicato all’Inps i redditi che mancano. Per farlo bisogna inviare all’istituto la domanda di ricostituzione reddituale.

Come si fa?

È piuttosto semplice, basta collegarsi al sito web dell’Inps accedendo direttamente con lo Spid, la Cie o il Cns. In alternativa, se non avete ancora dimestichezza con gli strumenti digitali è possibile recarsi nei patronati.

Invalidi civili: rischio risarcimento

Ricordiamo che la sospensione dura 120 giorni. Che è il tempo necessario concesso agli assistititi per comunicare i redditi che mancanti (dal 2017 al 2021).

Dopo quel periodo di tempo la prestazione verrà definitivamente revocata.

Ma non solo. Bisognerà riconsegnare all’Inps anche tutte le somme che in quel periodo (2017/2021) sono state erogate. Senza la posizione reddituale si presume siano state indebitamente intascate dall’assistito.

In questa fase la procedura non riguarda le pensioni che sono state concesse ai beneficiari che hanno un amministratore di sostegno, un rappresentante legale o un tutore.

Per chi rientra in questa tipologia di assistiti la comunicazione della sospensione verrà inviata all’inizio del prossimo anno.

Invalidi civili: 68mila persone interessate

Le persone che non hanno presentato la situazione reddituale nel periodo che parte dal 2017 sono più di 68.000.

Una procedura simile sta per essere seguita anche per i titolari di assegni sociali o pensioni sociali con meno di 80 anni al 31 dicembre del 2017.

L’Inps invierà (in questi giorni, ma ad alcuni è già arrivata), una raccomandata andata e ritorno con la quale si invita a presentare la dichiarazione reddituale entro 60 giorni.

Superato quel termine l’Istituto di previdenza sociale procederà alla sospensione anche di quei trattamenti, con il conseguente recupero di tutte quelle prestazioni che sono state pagate ma evidentemente non erano dovute.

Invalidi civili: non è una stretta dell’Inps

Non si tratta di una stretta dell’Inps, ma di regolari controlli e soprattutto di un obbligo che deve rispettare chi percepisce dei benefici o dei trattamenti pensionistici che sono legati a un certo tipo di reddito.

È chiaro che l’ente di previdenza deve valutare ogni anno se la persona che riceve il beneficio rientra nei requisiti reddituali per continuare a erogarlo. Può farlo solo sulla base di una dichiarazione dei redditi.

Se questo non accade, e non accade in questo caso per un lungo periodo di tempo, l’istituto può solo intervenire.

Lo ha fatto a luglio sollecitando i ritardatari a mettersi in regola. Dopo 3 mesi ha sospeso l’erogazione del trattamento a chi non ha risposto. Ora concede altri quattro mesi per passare alla misura più radicale: la revoca definitiva del beneficio e la richiesta di risarcimento per tutte le mensilità che evidentemente (fino a prova contraria) sono state intascate senza averne diritto.

Gruppo WhatsApp offerte di lavoro, bonus, concorsi e news

Ricevi ogni giorno gratis i migliori articoli su offerte di lavoro, bandi, bonus, agevolazioni e attualità. Scegli il gruppo che ti interessa:

  1. Telegram - Gruppo esclusivo

  2. WhatsApp - Gruppo base

Seguici anche su YouTube | Google | Gruppo Facebook | Instagram



Come funzionano i gruppi?
  1. Due volte al giorno (dopo pranzo e dopo cena) ricevi i link con le news più importanti

  2. Niente spam o pubblicità

  3. Puoi uscire in qualsiasi momento: la procedura verrà inviata ogni giorno sul gruppo

  4. Non è possibile inviare messaggi sul gruppo o agli amministratori

  5. Il tuo numero di cellulare sarà utilizzato solo per inviarti notizie