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Home / Invalidità Civile » Previdenza e Invalidità / Invalidità a meno di un terzo: a cosa ho diritto?

Invalidità a meno di un terzo: a cosa ho diritto?

Che cosa vuol dire aver ottenuto il riconoscimento di un’invalidità a meno di un terzo e a cosa si ha diritto.

di Romina Cardia

Marzo 2024

Parliamo di invalidità a meno di un terzo (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Cosa vuol dire avere un’invalidità a meno di un terzo

Se ti è stato riconosciuto un’invalidità a meno di un terzo, significa che la percentuale di invalidità è minore di 33,33%.

Di conseguenza, non sei stato giudicato invalido e non hai diritto ad alcuna forma di agevolazione, né a prestazioni economiche INPS (le quali, per inciso, vengono erogate solo a partire dal 74% di invalidità).

È importante sapere che la Commissione medica stabilisce la percentuale di invalidità basandosi sull’elenco delle malattie e delle menomazioni indicate nel decreto ministeriale del 5 febbraio 1992.

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Tale percentuale può essere stabilita con un valore fisso oppure può variare tra due estremi, utilizzando le tabelle di riferimento.

Per essere considerato invalido, è necessario ottenere un grado di invalidità di almeno il 33,33%, il quale corrisponde a un terzo di 100% (33,33 × 3 = 99,99).

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Differenza tra invalidità a meno di un terzo e capacità lavorativa a meno di un terzo

La differenza tra una capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo e un’invalidità ridotta a meno di un terzo è sostanziale. Nel primo caso, hai diritti acquisiti, mentre nel secondo no.

Quando la Commissione medica riconosce una riduzione della capacità lavorativa inferiore al 33,33%, ti considera invalido.

Questo significa che la tua salute fisica o mentale ha compromesso la tua capacità di svolgere il lavoro come facevi prima.

Al contrario, un punteggio del 100% indica una piena capacità lavorativa, e quindi non sei considerato invalido ma idoneo per lavorare come prima.

Se il tuo punteggio scende al di sotto di un terzo, quindi meno del 33,33%, hai diritto ad un aiuto economico.

Questo perché lo Stato riconosce le tue difficoltà nel trovare un’occupazione. Vediamo quali sono i tuoi diritti in questo caso.

Invalidità negata: ecco cosa puoi fare se l’INPS ti nega l’invalidità e perdi l’accesso alle agevolazioni e alle prestazioni economiche connesse.

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Cosa comporta la capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo: l‘Assegno ordinario di invalidità

Con un punteggio inferiore al 33,33% hai diritto all’Assegno Ordinario di Invalidità (AOI), una prestazione economica di tipo contributivo.

Come per la pensione di vecchiaia, il calcolo dell’importo dell’Assegno ordinario è basato sui contributi versati.

L’AOI ha una durata di tre anni. Al termine di questo periodo, puoi richiederne il rinnovo presentando una nuova domanda.

Dopo tre riconoscimenti consecutivi, l’Assegno diventa definitivo. Al raggiungimento dell’età pensionabile e con tutti i requisiti necessari, l’AOI viene automaticamente convertito in una pensione di vecchiaia.

Scopri quali sono i documenti per il rinnovo dell’assegno ordinario di invalidità al fine di poter continuare a ricevere l’erogazione da parte dell’INPS.

invalidità a meno di un terzo
Invalidità a meno di un terzo. Nella foto: grafico con freccia rossa in giù.

Assegno ordinario di invalidità: requisiti contributivi

Oltre alla capacità lavorativa ridotta, devi aver versato almeno 260 contributi settimanali, di cui 156 maturati nei cinque anni precedenti la presentazione della domanda.

Come funziona la pensione anticipata con Assegno ordinario? Ecco l’unica eccezione in cui queste misure non sono incompatibili.

Assegno ordinario e attività lavorativa

L’Assegno ordinario di invalidità è compatibile con altri redditi, compresi quelli derivanti dal lavoro. Tuttavia, se hai altri redditi, l’AOI sarà ridotto in base a determinati parametri:

Esiste inoltre una trattenuta aggiuntiva per coloro che hanno meno di 40 anni di contributi. In questo caso, la riduzione sarà pari al 50% del reddito da lavoro percepito.

Su quale reddito si calcola l’Assegno ordinario di invalidità: vale solo quello personale o si cumula al reddito del coniuge? Cosa dice la Cassazione.

Domanda per l’Assegno ordinario

Con un’invalidità a meno di un terzo, ovvero della capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo, puoi richiedere l’Assegno ordinario di invalidità presso una sede territoriale dell’INPS, online tramite il sito web INPS se hai le credenziali d’accesso, chiamando il Contact Center o rivolgendoti a un patronato o intermediario dell’INPS. In ogni caso, è necessario compilare e allegare il Modello SS3.

Ecco una pratica guida che ti mostra passo dopo passo come si compila la domanda per l’Assegno ordinario di invalidità.

FAQ sull’Assegno ordinario di invalidità

Che differenza c’è tra assegno ordinario e assegno di invalidità?

L’Assegno d’invalidità civile è una forma di assistenza finanziaria, mentre l’Assegno ordinario di invalidità è un beneficio economico destinato a lavoratori dipendenti del settore privato e lavoratori autonomi con un grado di disabilità che riduce la loro capacità lavorativa di oltre due terzi. È importante notare che l’Assegno ordinario di invalidità è un beneficio a lungo termine e non può essere restituito.

Quali vantaggi offre l’Assegno ordinario di invalidità?

L’Assegno ordinario di invalidità offre diversi vantaggi alle persone che ne hanno diritto. Innanzitutto, fornisce un supporto finanziario regolare che può aiutare a coprire le spese quotidiane. Inoltre, può garantire un maggiore accesso a servizi e agevolazioni riservate alle persone con disabilità.

Qual è la frequenza di erogazione dell’Assegno ordinario di invalidità?

L’Assegno ordinario di invalidità viene erogato con una frequenza mensile regolare, di solito mensile.

Cosa succede se la condizione di invalidità cambia nel tempo?

Se la condizione di invalidità cambia nel corso del tempo, è importante informare tempestivamente l’INPS. Questo potrebbe influire sull’importo o sulla concessione stessa dell’assegno.

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