Invalidità civile, tutti i benefici per la pensione

Invalidità civile, tutti i benefici per la pensione: cosa prevede la legge per consentire uscite anticipate alle persone riconosciute invalide. Maggiorazioni contributive, uscite a 61 anni, l'Ape Sociale, Lavori Precoci. Ecco come uscire prima...

4' di lettura

Invalidità civile, tutti i benefici per la pensione. La legge ha previsto per le persone con invalidità diverse agevolazioni previdenziali. E non ci riferiamo in questo articolo a quelle direttamente connesse all’invalidità come l’assegno ordinario di invalidità, la pensione di inabilità. E per certi versi la pensione ai superstiti, quando viene erogata ai figli maggiorenni invalidi. (aggiungiti al gruppo Telegram di news su invalidità e Legge 104 ed Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Le agevolazioni previdenziali di cui parliamo consentono uscite anticipate rispetto alla pensione di vecchiaia e alla stessa pensione anticipata, così come sono state disposte rispetto alla Legge Fornero. Vediamole insieme.

Invalidità civile, tutti i benefici per la pensione/ Pensione anticipata

Le persone con una invalidità civile riconosciuta non inferiore all’80% possono accedere alla pensione anticipata con qualche vantaggio:

  • 61 anni per gli uomini;
  • 56 anni per le donne.

L’altro requisito richiesto sono i 20 anni di contribuzione.

Chi accede a questo trattamento anticipato deve attendere una finestra mobile di 12 mesi prima di ricevere il primo assegno pensionistico.

Questa possibilità è comunque offerta solo ai lavoratori del settore privato, iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria e ai fondi di previdenza sostitutivi dell’Ago, e che al 31 dicembre del 1995 erano già in possesso di contributi versati.

Sono esclusi quindi sia i dipendenti del settore pubblico, sia gli autonomi.

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Invalidità civile, tutti i benefici per la pensione/ Maggiorazione contributiva

Per i lavoratori dipendenti con una invalidità civile riconosciuta almeno del 74%, ai sordomuti, agli invalidi di guerra, per causa di servizio, è possibile chiedere per ogni anno di lavoro svolto due mesi di contribuzione figurativa che sarà poi utile per il diritto alla pensione. Per un massimo di 5 anni.

In pratica: un lavoratore che ha svolto 12 anni di lavoro con una invalidità riconosciuta superiore al 75% avrà un bonus contributivo di 2 anni (che potrà quindi utilizzare per uscire con 2 anni di anticipo).

Per le pensioni calcolate con il retributivo questi periodi figurativi concorreranno anche per la determinazione dell’assegno.

Per le pensioni con il contributivo i periodi saranno utili solo ai fini dell’anzianità contributiva.

Questa maggiorazione contributiva sarà però riconosciuta ai lavoratori solo nei periodi in cui hanno lavorato per pubbliche amministrazioni o aziende private.

Sono quindi da escludere i periodi coperti dalla contribuzione volontaria, figurativa o da riscatto.

La maggiorazione non può essere cumulata con altre maggiorazioni convenzionali che sono state riconosciute per la stessa menomazione (come quella per i lavoratori non vedenti).

Questo beneficio non è riconosciuto ai lavoratori autonomi.

Per ottenere questa maggiorazione chi ne ha diritto deve comunque richiederla all’Inps, non viene attivata in automatico.

Invalidità civile, tutti i benefici per la pensione/Ape Sociale

Ci sono poi altre due uscite anticipate a disposizione delle persone che hanno una invalidità civile pari o superiore al 74%:

  • l’Ape Sociale;
  • il Lavoro Precoce.

Con l’Ape Sociale si può uscire dal lavoro a 63 anni. Si tratta in realtà di un sussidio di accompagnamento alla pensione di vecchiaia. L’importo è calcolato in base all’importo della pensione che è stata maturata in quel momento e non può essere superiore a 1.500 euro lordi al mese. L’anzianità contributiva deve essere di almeno 30 anni (si possono anche cumulare contribuzioni in più gestioni Inps). Per le donne questo requisito si riduce di un anno per ogni figlio (con un massimo di due anni).

Invalidità civile, tutti i benefici per la pensione/ Lavori precoci

Un’altra uscita anticipata è possibile con la pensione Lavori Precoci. In questo caso l’età anagrafica non ha rilevanza, ma contano e molto i contributi: sono infatti necessari 41 anni di contributi (per uomini e donne), ma a condizione che prima del 19esimo anno di età ne siano stati versati per almeno 12 mesi.

Per le persone con una invalidità civile superiore al 74% è possibile ottenere il beneficio contributivo previsto dall’articolo 80 comma 3 della legge 388 del 2000: ovvero per ogni anno di lavoro svolto dopo il riconoscimento dell’invalidità due mesi di contributi aggiuntivi fino a un massimo di 5 anni.

In teoria si potrebbe quindi andare in pensione a qualsiasi età con 36 anni di contributi (ma sempre se al compimento dei 19 anni si erano già versati 12 mesi).

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