Invalidità civile, collocamento mirato: come funziona

Invalidità civile, collocamento mirato: come funziona, cosa devono fare le persone con disabilità, le aziende e a quali organi rivolgersi. Come iscriversi alle liste di collocamento mirato e quali sono i vantaggi e la documentazione necessaria. Per quali categoria non è prevista l'assunzione di persone con disabilità.

5' di lettura

Invalidità civile, collocamento mirato: vediamo come funziona in attesa che la riforma della ministra Stefani, prevista per il 2022, si realizzi davvero. E quindi: come è possibile iscriversi alle categorie protette, quanti disabili deve assumere un’azienda, quali sono i certificati necessari e a quali uffici rivolgersi? Aggiungiti al gruppo Telegram di news su Invalidità e Legge 104 ed Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su Whatsapp, Telegram, Facebook, Instagram e YouTube.

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Ma non solo: il collegamento mirato è uguale per le aziende private e quelle pubbliche?

Invalidità civile: sostegno e collocamento mirato

L’inserimento al lavoro delle persone con invalidità civile, è regolato in Italia da una legge in vigore dal marzo del 1999, la numero 68. Ed è una normativa che, come altre sulla disabilità, promette di inserire e integrare al lavoro le persone con disabilità. Gli strumenti per realizzare questi obiettivi sono principalmente due:

  • i servizi di sostegno;
  • e il collocamento mirato.

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Invalidità civile: legge 68

Nell’articolo 2 della legge 68 si parla proprio del collocamento mirato delle persone con disabilità. Per i legislatori il collocamento mirato rappresenta nel complesso «quella serie di strumenti tecnici e di supporto che permettono di valutare adeguatamente le persone con disabilità nelle loro capacità lavorative e di inserirle nel posto adatto, attraverso analisi di posti di lavoro, forme di sostegno, azioni positive e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi quotidiani di lavoro e di relazione».

La lettura di questo articolo sarebbe più che esauriente. L’applicazione pratica in questi anni non sempre ha però sempre rispettato quelle indicazioni.

Ma la legge esiste ed è un diritto delle persone con disabilità chiedere che venga rispettata. In attesa, appunto, di una riforma che renda la questione meno soggettiva e ancora più automatica.

Invalidità civile: chi ha diritto

Per accedere al collocamento mirato bisogna iscriversi alle categorie protette. Possono essere inserite nell’elenco queste categorie di lavoratori:

persone tra i 18 e i 67 anni che hanno minorazioni fisiche, psichiche, sensoriali o intellettive e alle quali è stata riconosciuta una invalidità civile superiore al 45%;

persone che hanno subito una disabilità da lavoro e ai quali l’Inail ha accertato un grado di invalidità superiore al 33%;

non vedenti (assoluti o con un residuo visivo non superiore a un decimo a entrambi gli occhi) o sordomuti (dalla nascita o prima di apprendere la lingua parlata);

invalidi di guerra, invalidi civili di guerra, invalidi per servizio con menomazioni che sono inserite nell’ottava tabella.

Invalidità civile: uffici coinvolti

Per il rispetto delle norme inserite nella legge 68 devono concorrere più uffici individuati dalle singole Regioni:

  • servizi sociali;
  • servizi sanitari;
  • servizi educativi e formativi.

Questi uffici sono responsabili per l’avviamento al lavoro delle persone con disabilità.

E in pratica hanno l’obbligo di:

  • elaborare le liste;
  • rilasciare autorizzazioni;
  • rilasciare gli esoneri e le compensazioni territoriali;
  • stipulare delle convenzioni per il collocamento mirato.

Invalidità civile: Centri per l’Impiego

In genere a fare da raccordo per tutte queste attività sono i Centri per l’impiego delle singole province.

È nei Centri per l’Impiego dove le persone con disabilità devono chiedere l’iscrizione alle liste di categorie protette.

Prima di recarsi in questi uffici è ovviamente indispensabile essere in possesso della certificazione che attesti la percentuale di invalidità (senza la quale l’iscrizione non è possibile).

Invalidità civile: obbligo datori di lavoro

I datori di lavoro (siano essi pubblici o privati) devono avere un certo numero di lavoratori con disabilità, la cifra dipende dai dipendenti assunti nell’azienda:

  • 7% dei lavoratori occupati, se ci sono più di 50 dipendenti;
  • 2 lavoratori, se ci sono tra 36 e 50 dipendenti;
  • un lavoratore, se ci sono tra 15 e 35 dipendenti.

Per aziende con meno di 15 dipendenti non c’è l’obbligo di assumere un lavoratore dalle liste mirate.

Invalidità civile: convenzioni

I datori di lavoro possono assumere i lavoratori presentando richiesta agli uffici competenti (quelli citati sopra) o stipulando delle convenzioni.

Invalidità civile: settori esonerati

Ci sono alcuni datori di lavoro esonerati dall’assunzione di lavoratori con disabilità. In particolare se rientrano in una di queste settori:

  • edile;
  • trasporto aereo, marittimo, terrestre (per il personale viaggiante);
  • impianti a fune;
  • settore minerario.

Invalidità civile: concorsi enti pubblici

Per quanto riguarda i concorsi negli enti pubblici, le persone con disabilità possono naturalmente partecipare.

I bandi prevedono anche delle speciali modalità di svolgimento per le prove di esame. In questo modo i candidati con invalidità possono partecipare in condizioni di parità con gli altri.

Per partecipare ai concorsi non è necessaria l’iscrizione alle liste di collocamento.

In pratica il solo certificato richiesto è quello che attesta l’idoneità allo svolgimento delle mansioni che dovrebbero essere ricoperte.

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