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Invalidità civile con la cirrosi epatica

Invalidità civile con la cirrosi epatica: vediamo a cosa hanno diritto i pazienti affetti da questa grave patologia che è in costante aumento in Italia.

di The Wam

Febbraio 2022

Invalidità civile con la cirrosi epatica. In Italia sono circa 200mila le persone che soffrono di cirrosi epatica, una patologia che è in costante aumento. Negli ultimi 20 anni – secondo la prestigiosa rivista Lancet – i casi sono aumentati del 45%. (aggiungiti al gruppo Telegram di news su invalidità e Legge 104 ed Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook).

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Le cause che provocato questa malattia sono diverse e non solo (come molti pensano) l’abuso di alcol. Certo, l‘abuso di alcol può essere una delle cause, ma in realtà la cirrosi epatica può essere provocata da virus (epatite B e C) o da problemi metabolici.

Invalidità civile con la cirrosi epatica: i pazienti

La patologia colpisce anche chi non ha nessuna dipendenza da alcolici (magari è addirittura astemio). Oltretutto il 30, 35% dei pazienti mostra i segni di una encefalopatia conclamata, accade quando il fegato è compromesso in modo così importante da pregiudicare anche le funzioni cerebrali.

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Invalidità civile con la cirrosi epatica: diritti e agevolazioni

In questo articolo vogliamo approfondire il tema dell’invalidità civile legato alla cirrosi epatica e quindi verificare quali sono i diritti e le agevolazioni alle quali può accedere un paziente che è affetto da questa grave patologia.

La cirrosi epatica è una malattia cronica del fegato. Tra le complicazioni, oltre all’encefalopatia, ci sono anche emorragie, tumore al fegato e l’insufficienza epatica, che potrebbe degenerare in coma epatico.

Invalidità civile con la cirrosi epatica: esenzione ticket

Chi soffre di cirrosi epatica ha diritto – come per tutte le patologie croniche – all’esenzione dal ticket sanitario.

Il codice di esenzione per la cirrosi epatica è lo 016. Non bisogna dimenticare quello per l’epatite cronica attiva (008), anche perché le due malattie sono spesso connesse.

Con l’esenzione dal ticket il paziente che è affetto dalla cirrosi epatica può avere prestazioni sanitarie, diagnostiche e specialistiche gratis.

Invalidità civile con la cirrosi epatica: percentuale invalidità

La percentuale di invalidità che viene riconosciuta per questa malattia oscilla – nelle tabelle Inps – tra il 71 e l’80%. Siamo dunque su valori molto alti.

Se la percentuale di invalidità civile riconosciuta dalle commissioni mediche Asl supera o è pari al 74%, il paziente potrebbe avere diritto – con determinati requisiti di reddito – all’assegno mensile di invalidità (13 mensilità).

Invalidità civile con la cirrosi epatica: collocamento mirato

Il paziente che soffre di cirrosi epatica ha anche diritto all’iscrizione nelle liste di collocamento mirato, e quindi entrare nell’elenco delle categorie protette. Gli imprenditori avrebbero il dovere – per legge – di assumere un determinato numero di persone che sono iscritte in quelle liste.

Invalidità civile con la cirrosi epatica: beneficio contributi

Ma non solo. Quando la percentuale di invalidità va oltre il 75%, per chi soffre di cirrosi epatica scatta anche un altro beneficio, questa volta pensionistico: ogni anno lavorato con questa invalidità consente di avere due mesi di contributi figurativi in più.

Il che significa che ogni sei anni c’è un anno in più di contributi. Il massimo consentito è l’accumulo di 5 anni figurativi.

Potrebbe essere un notevole aiuto per raggiungere i requisiti contributivi per accedere a un trattamento pensionistico.

Invalidità civile con la cirrosi epatica: congedo retribuito

I lavoratori che soffrono di cirrosi epatica possono anche usufruire di un congedo retribuito per cure (al massimo 30 giorni). I giorni di assenza per congedo cure vengono retribuiti dal datore di lavoro con le regole che sono in vigore per le assenze causate da malattia.

Ovviamente se la cirrosi epatica dovesse peggiorare e causare un tumore al fegato (è una delle complicazioni più temute), il paziente potrebbe avere diritto alla pensione di inabilità o all’indennità di accompagnamento.

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