Invalidità civile con la scoliosi. La scoliosi non è una patologia che riguarda solo gli adolescenti, ne soffrono infatti anche i due terzi degli adulti. - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata.
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In alcuni casi la scoliosi può avere degli effetti degenerativi che si manifestano in modo più evidente dopo i 50 anni. Da adulti la scoliosi colpisce soprattutto le donne (con un rapporto di 7 a 1). A seconda della fascia di età la prevalenza della scoliosi può arrivare al 68%.
In questo articolo verifichiamo se e quando la scoliosi porta al riconoscimento dell’invalidità civile, con quali percentuali e a cosa si può avere diritto. Ricordiamo che l’invalidità civile viene assegnata in base alla riduzione della capacità lavorativa della persona affetta da una malformazione o da una patologia.
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Invalidità civile con la scoliosi: cos’è
La scoliosi è una condizione clinica fortemente invalidante e può comportare una graduale perdita di autonomia.
Si tratta di una deviazione laterale e permanente della colonna vertebrale associata a una rotazione che deforma i dischi intervertebrali.
In pratica si formano più curve che possono alterare sia l’aspetto, sia la funzione della colonna e del tronco.
La scoliosi assume il nome della parte del corpo dove si localizza:
- scoliosi lombare
- scoliosi dorso-lombare
- scoliosi dorsale
- scoliosi cervico-dorsale
La scoliosi può essere con una curva primaria (70%):
- Scoliosi dorsali o toraciche (circa il 25%)
- Scoliosi dorso-lombari (circa il 19%)
- Scoliosi lombari (circa il 25%)
- Scoliosi cervico-dorsali (circa l’1%).
La scoliosi può anche avere una doppia curva primaria (30%):
- Scoliosi dorsale e lombare (circa il 23%)
- Scoliosi con doppia curva toracica
- Scoliosi toracica e toraco-lombare.
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Invalidità civile con la scoliosi: cause
La scoliosi può insorgere nel 70, 80% dei casi senza un motivo apparente. Negli altri casi (20, 30%), possono essere invece congenite o acquisite (a causa di un trauma, una infezione, un tumore o per l’artrite).
Gli studi più recenti fanno ritenere che i fattori genetici contribuiscano in modo determinante allo sviluppo della scoliosi, ma i modelli di ereditarietà sono variabili. Il che significa che non è stata identificata una modalità di trasmissione genetica.
Una parte dei pazienti che ha angoli di curvatura maggiori possono sviluppare deformità costali e causando malattie più gravi con il passare del tempo. La patologia clinicamente più grave si può verificare con un angolo Cobb (il metodo per calcolare l’angolo di curvatura della colonna vertebrale) di 40 gradi.
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Invalidità civile con la scoliosi: sintomi
La scoliosi progressiva può causare:
- dolori;
- deformità estetica;
- difficoltà respiratorie (disturbi polmonari e funzione polmonare che potrebbe essere misurabile).
Chi soffre di scoliosi può subire disagio sociale, psicologico, costi finanziari e ridotta qualità della vita.
Invalidità civile con la scoliosi: percentuali di invalidità
Basta questa premessa per definire la scoliosi come una patologia altamente invalidante e che può incidere in modo evidentemente negativo sulla capacità lavorativa di chi ne soffre.
Eppure la scoliosi rientra solo in due casi nelle tabelle Inps:
- scoliosi a una curva superiore a 40 gradi: da 31 a 40% di invalidità;
- scoliosi a più curve superiore a 60 gradi: da 31 a 40% di invalidità.
Cioè non darebbe neppure diritto all’iscrizione al collocamento mirato che facilita (o almeno, dovrebbe) l’assunzione delle persone con disabilità.
È anche vero che questa patologia spesso si accompagna anche ad altre malattie invalidanti. E comunque la valutazione per l’invalidità civile della commissione medico legale non può che essere decisa anche in base al tipo di attività lavorativa che svolge chi ne soffre. Come dire: una cosa è fare un lavoro sedentario soffrendo di scoliosi, altra cosa è essere impegnati in una occupazione che preveda di caricare e spostare dei pesi consistenti o assumere delle posizioni scomode per la colonna vertebrale.

Invalidità civile con la scoliosi: invalidità e benefici
Vediamo a cosa si ha diritto con le diverse percentuali di invalidità che vengono riconosciute sul verbale al termine della visita della commissione medico legale:
- Dal 34%, fornitura gratuita di protesi ed ausili connessi con le patologie riportate nel verbale;
- Dal 46%, accesso all’iscrizione alla lista per il collocamento mirato, dalla quale devono attingere i datori di lavoro, pubblici e privati, con più di 15 dipendenti, per l’obbligo di assunzione delle persone con invalidità;
- Dal 51%, i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, possono richiedere (ogni anno) un congedo straordinario retribuito di 30 giorni per cure. Possono anche non essere consecutivi. Serve la richiesta del medico curante e l’autorizzazione dell’Asl;
- Dal 67%, esenzione dal pagamento del ticket per l’assistenza specialistica ambulatoriale, di diagnostica strumentale e di laboratorio; agevolazioni per tessera trasporto pubblico locale; priorità nelle graduatorie per le case popolari; riduzione del canone telefonico ed esenzione della reperibilità per le visite fiscali;
- Dal 74%, diritto all’assegno erogato dall’Inps di 291,69 euro mensili in presenza di redditi personali inferiori a 5.010,42 euro (per il 2022) per disoccupati. A 67 anni l’assegno si trasforma in assegno sociale;
- Dal 75%, per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, maggiorazione dell’anzianità di due mesi per ogni anno, fino ad un massimo di 60 mesi (5 anni), durante il periodo trascorso nella condizione di invalido civile al 75 %;
- 100%, diritto alla pensione di inabilità erogato dall’Inps di 291,69 euro mensili in presenza di redditi personali inferiori a 17.050,42 euro (per il 2022).
- 100%, con il riconoscimento dell’impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o a compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita propri dell’età, diritto all’indennità di accompagnamento pari a 529,94 euro senza alcun limite di reddito.
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