Invalidità civile con la sindrome della porta chiusa: vediamo in questo articolo a quale percentuale di invalidità ha diritto chi soffre della sindrome di hikikomori. - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata.
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Invalidità civile con la sindrome della porta chiusa: hikikomori
La sindrome di hikikomori, o sindrome della porta chiusa, colpisce in particolare giovani e giovanissimi, ma non solo. Hikikomori significa in giapponese “stare in disparte, isolarsi”.
Si tratta in pratica di un ritiro sociale, una volontaria reclusione dal mondo esterno. Chi ne soffre tende a rimanere chiuso nella sua stanza, limitando al massimo i contatti e anche l’esposizione alla luce del sole. Un rifiuto totale. Si tratta di una forma depressiva che però non è stata ancora inclusa nelle categorie psichiatriche a livello internazionale.
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Invalidità civile con la sindrome della porta chiusa: sintomi
I sintomi tipici di questa patologia sono:
- Stile di vita che si risolve all’interno delle mura domestiche senza contatti esterni.
- Nessun interesse verso attività esterne (frequentare la scuola o avere un lavoro).
- Persistenza del ritiro sociale non inferiore a sei mesi.
- Nessuna relazione esterna mantenuta con compagni o colleghi di lavoro.
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Invalidità civile con la sindrome della porta chiusa: diagnosi
La diagnosi della sindrome della porta chiusa deve essere esclusa se persiste anche un disturbo mentale più grave, che comporta in molti casi la stesso ritiro sociale. E in particolare:
- schizofrenia;
- ritardo mentale;
- depressione maggiore.
Per arrivare a una diagnosi corretta della sindrome della porta chiusa, si escludono a priori patologie che comportano sintomi molto simili all’hikikomori:
- disturbi d’ansia: in particolare il disturbo d’ansia sociale;
- disturbi dell’umore: in particolare disturbi dello spettro depressivo;
- disturbi psicotici come la schizofrenia;
- disturbo evitante di personalità.
Tutte le tabelle per l’invalidità civile suddivise per patologie con relative percentuali
Invalidità civile con la sindrome della porta chiusa: quanti pazienti
Non è semplice stabilire il numero esatto di persone che in Italia soffrono della sindrome di hikikomori, ma l’ipotesi più credibile è che non siano meno di 130.000, con un’età compresa tra i 14 e i 30 anni. Molti genitori affrontano la situazione in piena solitudine, in altri casi non viene affrontata affatto.
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I numeri sono cresciuti molto soprattutto durante la pandemia. Il lockdown ha accentuato atteggiamenti di chiusura che sono con il tempo diventati patologici.
Invalidità civile con la sindrome della porta chiusa: cura
Una cura per la sindrome delle porta chiusa non è stata ancora trovata. Si procede con una combinazione di psicoterapia e psicofarmacologia (con l’uso di antidepressivi).
La sindrome viene dunque trattata come una forma depressiva.
Elenco delle agevolazioni previste in base alla percentuale di invalidità riconosciuta
Invalidità civile con la sindrome della porta chiusa: invalidità civile
Si tratta – basta vedere la sintomatologia – di una patologia che è decisamente invalidante. Ovvero riduce, se non azzera del tutto, le capacità di lavoro di chi ne soffre o ne limita alcune funzioni tipiche della vita quotidiana e di relazione sociale.
Ma come si può verificare il grado di invalidità da riconoscere per questa malattia? Si tratta di una patologia emersa solo di recente (o almeno solo di recente è stata individuata) e per questo non compare nelle tabelle Inps.
In questi casi si potrebbe procedere per analogia, assegnando cioè ai pazienti che soffrono della sindrome della porta chiusa, le stesse percentuali attribuite a malattie incluse nell’elenco ministeriale e che hanno sintomi e conseguenze molto simili.
Vediamo nel tabellario Inps (nella parte riferita ai disturbi psichici), quali sono le patologie che possono essere in parte sovrapposte a questa sindrome:
- disturbo d’ansia generalizzato: 10%;
- disturbi fobici con limitazioni socio-relazionali: dall’11 al 20%;
- agorafobia con disturbo di panico: 35%;
- disturbo di personalità schizotipo: 25%.
- depressione maggiore con deficit lieve: dal 51 al 60%.

Invalidità civile con la sindrome della porta chiusa: benefici
Si potrebbe quindi passare da un 10% al 60%, ma si tratta ovviamente di valutazioni generiche e che dovranno essere stabilite da specialisti e successivamente dalla commissione medico legale che assegna le percentuali di invalidità.
Per comprendere a cosa danno diritto i differenti gradi di invalidità si può consultare questa scheda:
- dal 34%, diritto alla fornitura gratuita di protesi ed ausili coerenti con le patologie esposte nel verbale al campo diagnosi;
- dal 46%, accesso all’iscrizione alla lista per il collocamento obbligatorio dalla quale devono attingere i datori di lavoro, pubblici e privati, per l’obbligo di assunzione degli invalidi;
- dal 51%, i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, possono richiedere annualmente un congedo straordinario retribuito per cure per trenta giorni, anche non consecutivi, su richiesta del medico curante ed autorizzazione dell’Asl;
- dal 67%, esenzione dal pagamento del ticket sanitario per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, di diagnostica strumentale e di laboratorio; agevolazioni per tessera trasporto pubblico locale; priorità nelle graduatorie per le case popolari; riduzione canone telefonico ed esenzione della reperibilità per le visite fiscali;
- dal 74%, diritto all’assegno erogato dall’Inps di 291,69 euro mensili in presenza di redditi personali inferiori a 5,010,20 euro (per il 2022) per disoccupati. A 67 anni l’assegno si trasforma in assegno sociale;
- dal 75%, per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, maggiorazione dell’anzianità pari a due mesi per ogni anno, fino ad un massimo di 60 mesi, durante il quale si è nella condizione di invalido civile al 75 %;
- 100%, diritto alla pensione di inabilità erogato dall’Inps di 291,69 euro mensili in presenza di redditi personali inferiori a 17.050,42 euro (nel 2022). A 67 anni la pensione si trasforma in assegno sociale;
- 100%, con il riconoscimento dell’impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o a compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita propri dell’età, diritto all’indennità di accompagnamento pari a 525,17 euro senza alcun limite di reddito.
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