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Invalidità civile con la sindrome della porta chiusa

Invalidità civile con la sindrome della porta chiusa meglio nota come sindrome di Hikikomori, vediamo di cosa si tratta e il invalidità che si può riconoscere.

di The Wam

Aprile 2022

Invalidità civile con la sindrome della porta chiusa: vediamo in questo articolo a quale percentuale di invalidità ha diritto chi soffre della sindrome di hikikomori. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Invalidità civile con la sindrome della porta chiusa: hikikomori

La sindrome di hikikomori, o sindrome della porta chiusa, colpisce in particolare giovani e giovanissimi, ma non solo. Hikikomori significa in giapponese “stare in disparte, isolarsi”.

Si tratta in pratica di un ritiro sociale, una volontaria reclusione dal mondo esterno. Chi ne soffre tende a rimanere chiuso nella sua stanza, limitando al massimo i contatti e anche l’esposizione alla luce del sole. Un rifiuto totale. Si tratta di una forma depressiva che però non è stata ancora inclusa nelle categorie psichiatriche a livello internazionale.

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Invalidità civile con la sindrome della porta chiusa: sintomi

I sintomi tipici di questa patologia sono:

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Invalidità civile con la sindrome della porta chiusa: diagnosi

La diagnosi della sindrome della porta chiusa deve essere esclusa se persiste anche un disturbo mentale più grave, che comporta in molti casi la stesso ritiro sociale. E in particolare:

Per arrivare a una diagnosi corretta della sindrome della porta chiusa, si escludono a priori patologie che comportano sintomi molto simili all’hikikomori:

Tutte le tabelle per l’invalidità civile suddivise per patologie con relative percentuali

Invalidità civile con la sindrome della porta chiusa: quanti pazienti

Non è semplice stabilire il numero esatto di persone che in Italia soffrono della sindrome di hikikomori, ma l’ipotesi più credibile è che non siano meno di 130.000, con un’età compresa tra i 14 e i 30 anni. Molti genitori affrontano la situazione in piena solitudine, in altri casi non viene affrontata affatto.

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I numeri sono cresciuti molto soprattutto durante la pandemia. Il lockdown ha accentuato atteggiamenti di chiusura che sono con il tempo diventati patologici.

Invalidità civile con la sindrome della porta chiusa: cura

Una cura per la sindrome delle porta chiusa non è stata ancora trovata. Si procede con una combinazione di psicoterapia e psicofarmacologia (con l’uso di antidepressivi).

La sindrome viene dunque trattata come una forma depressiva.

Elenco delle agevolazioni previste in base alla percentuale di invalidità riconosciuta

Invalidità civile con la sindrome della porta chiusa: invalidità civile

Si tratta – basta vedere la sintomatologia – di una patologia che è decisamente invalidante. Ovvero riduce, se non azzera del tutto, le capacità di lavoro di chi ne soffre o ne limita alcune funzioni tipiche della vita quotidiana e di relazione sociale.

Ma come si può verificare il grado di invalidità da riconoscere per questa malattia? Si tratta di una patologia emersa solo di recente (o almeno solo di recente è stata individuata) e per questo non compare nelle tabelle Inps.

In questi casi si potrebbe procedere per analogia, assegnando cioè ai pazienti che soffrono della sindrome della porta chiusa, le stesse percentuali attribuite a malattie incluse nell’elenco ministeriale e che hanno sintomi e conseguenze molto simili.

Vediamo nel tabellario Inps (nella parte riferita ai disturbi psichici), quali sono le patologie che possono essere in parte sovrapposte a questa sindrome:

Invalidità civile con la sindrome della porta chiusa: benefici

Si potrebbe quindi passare da un 10% al 60%, ma si tratta ovviamente di valutazioni generiche e che dovranno essere stabilite da specialisti e successivamente dalla commissione medico legale che assegna le percentuali di invalidità.

Per comprendere a cosa danno diritto i differenti gradi di invalidità si può consultare questa scheda:

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