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Invalidità civile con le malattie infiammatorie (e tabella)

Invalidità civile con le malattie infiammatorie: ci soffermiamo in questo articolo soprattutto sulle patologie croniche intestinali e su come incidono per l'invalidità.

di The Wam

Gennaio 2022

Invalidità civile con le malattie infiammatorie e in particolare con le malattie croniche intestinali, quelle che sono spesso denominate Mici. È chiaro che chi soffre di queste patologie può avere diritto ai benefici dell’invalidità civile. (aggiungiti al gruppo Telegram di news su invalidità e Legge 104 ed Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook).

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Invalidità civile con le malattie infiammatorie: Crohn e rettocolite ulcerosa

Ci sono alcuni disturbi infiammatori, come la malattia di Crohn e la rettocolite ulcerosa, che oltre a essere croniche possono causare gravi conseguenze sull’attività lavorativa di chi ne soffre.

Queste patologie comportano infatti:

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Invalidità civile con le malattie infiammatorie: conseguenze

Oltre a una serie di effetti collaterali. Uno fra tutti: una buona parte di questi pazienti avrà la necessità di sottoporsi a interventi chirurgici che possono avere delle conseguenze gravi e disabilitanti.

Ma non solo: queste due patologie in particolare (Crohn e rettocolite ulcerosa) possono provocare anche altre conseguenze:

Ma non è tutto, questo accavallarsi di sintomi (gravi) sono causa in molti pazienti di stati ansiosi e depressivi. Nei casi più seri si può arrivare a vere patologie psichiatriche. È facile immaginare quali siano poi le ricadute sulla vita quotidiana, compresa l’attività lavorativa.

Invalidità civile con le malattie infiammatorie: percentuali invalidità

Un quadro complicato: le conseguenze connesse alle patologie possono portare al riconoscimento di alte percentuali di invalidità civile. E quindi al diritto di fruire di agevolazioni fiscali e/o economiche previste dalla legge ed erogate dall’Inps quando si raggiungono determinati requisiti.

Requisiti che possono essere legati sia alla valutazione della patologia e su quello che comporta per chi ne soffre, sia alla situazione reddituale del paziente (alcune prestazioni di tipo assistenziale sono legate necessariamente alla situazione economica del malato).

Invalidità civile con le malattie infiammatorie: classi

Vediamo in particolare cosa si prevede nelle tabelle dell’Inps per queste due patologie.

Iniziamo dalla malattia di Crohn, che viene suddivisa in quattro classi. Vengono ordinate a seconda della gravità della patologia e alle conseguenze sulla vita lavorativa di chi ne è affetto.

Per la rettocolite ulcerosa sono invece previste solo due classi.

In entrambi i casi, la percentuale più alta di invalidità è calcolata tra il 61 e il 70%.

Rientrano in questa classe i pazienti, come si legge nella nota Inps, che soffrono di alterazioni gravissime della funzione digestiva, disturbi dolorosi e trattamento farmacologico continuativo e non completamente efficace, perdita di peso (superiore al 20% rispetto al peso abituale), anemia, gravi e costanti disordini del transito intestinale.

Insomma, chi rientra in questa categoria, vive una situazione con significative, per non dire consistenti, limitazioni, non solo per la capacità lavorativa, ma anche per la socialità.

Invalidità civile con le malattie infiammatorie: benefici

Ricordiamo che le percentuali di invalidità sono calcolate dall’Inps a partire dal 33% (al di sotto non si viene dichiarati invalidi civili) e fino al 100%.

Fino al 66% gli invalidi hanno diritto ad alcuni benefici, e tra questi c’è l’iscrizione alle liste del collocamento mirato e il congedo straordinario per cure.

Tra il 67 e il 70% (che è il massimo riconosciuto per le malattie infiammatorie croniche intestinali – da sole -), si aggiungono altri benefici.

Invalidità civile con le malattie infiammatorie: tabella Inps

Queste comunque sono le percentuali di invalidità riconosciute dall’Inps per le malattie dell’apparato digerente (sono quindi comprese anche quelle non infiammatorie):

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