Invalidità civile con le malattie intestinali. In Italia le persone che soffrono di malattie croniche intestinali sono circa 200mila. - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata.
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L’impatto che queste patologie hanno sulla vita dei pazienti sono molto pesanti, incidono ovviamente anche sulla loro capacità lavorativa e per questo vengono considerate – anche nelle tabelle Inps – malattie invalidanti e in molti casi danno diritto ad agevolazioni e benefici economici.
Invalidità civile con le malattie intestinali: la ricerca
Un sondaggio svolto qualche anno fa su 4670 pazienti ha dato questi risultati:
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- il 48% ha dichiarato che i sintomi legati alle malattie croniche intestinali hanno un impatto negativo sulla loro vita anche quando non sono nella fase acuta;
- il 35% ritiene che queste patologie rendano impossibile delle relazioni intime;
- il 26% dei pazienti sostiene che le malattie croniche intestinali influenzino in modo negativo anche i rapporti di amicizia.
Molti di questi malati ritengono anche di sentirsi isolati dopo aver ricevuto la diagnosi e di avere serie difficoltà a parlarne, anche con gli stessi medici.
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Invalidità civile con le malattie intestinali: gruppo di patologie
Le malattie croniche intestinali riguardano un gruppo di patologie che interessano in particolare l’intestino crasso o qualsiasi altri tratto del tubo digerente.
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Esistono diversi tipi di patologie infiammatorie, come la colite ischemica e quella linfocitica. Le più comuni sono comunque il morbo di Crohn e la colite ulcerosa.
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Invalidità civile con le malattie intestinali: morbo di Crohn
Soffermiamoci un istante su queste ultime due patologie:
il morbo di Crohn causa una infiammazione cronica dell’apparato digerente. Può colpire qualsiasi sezione della bocca dell’ano. In genere interessa l’intestino tenue o il colon (intestino crasso). I sintomi dipendono dall’area interessata e cambiano da paziente a paziente. Tra i più comuni ci sono:
- dolori addominali;
- diarrea;
- vomito;
- perdita di peso.
Per questa patologia non è stata ancora trovata una cura risolutiva. Ma dei protocolli farmacologici possono prevenire le ricadute. La chirurgia si applica solo ai casi più complessi, come le occlusioni intestinali, le fistole o ascessi. Ma gli interventi lasciano comunque conseguenze importanti per il paziente.
Invalidità civile con le malattie intestinali: colite ulcerosa
La colite ucerosa è una malattia infiammatoria che colpisce in particolare l’intestino crasso. Parte in genere dal retto per poi estendersi a tutto il colon. I sintomi sono:
- dolore addominale;
- diarrea.
Rispetto al morbo di Crohn la colite ulcerosa si diffonde solo sugli strati superficiali del lume intestinale. Non si conosce l’origine di questa patologia, né esiste una cura. I trattamenti farmacologici disponibili consentono solo di ridurre i sintomi ed evitare le complicazioni.
Invalidità civile al 67%: lista con le agevolazioni
Invalidità civile con le malattie intestinali: percentuali morbo di Crohn
Entrambe queste patologie come accennato, e come risulta evidente, comportano delle gravi difficoltà nella vita di tutti i giorni.
Per quanto riguarda la malattia di Crohn, nella tabelle Inps vengono raggruppate quattro classi, dipendono dalla gravità della patologia e dall’impatto che può avere sulla vita lavorativa.
- Morbo di Crohn (classe I): 15% (fisso);
- Morbo di Crohn (classe II): 21/30%;
- Morbo di Crohn (classe III): 41/50%;
- Morbo di Crohn (classe I)V: 61/70%
Invalidità civile con le malattie intestinali: percentuali colite ulcerosa
Per la colite ulcerosa si predono in considerazione la classe III e IV:
- Colite ulcerosa (classe III): 41/50%
- Colite ulcerosa (classe VI): 61/70%
Invalidità civile con le malattie intestinali: percentuali e diritti
Ricordiamo quali sono le percentuali di invalidità civile che danno diritto a trattamenti economici o agevolazioni:
- dal 34%, diritto alla fornitura gratuita di protesi ed ausili coerenti con le patologie esposte nel verbale dove c’è scritto “diagnosi”;
- dal 46%, iscrizione alla lista per il collocamento mirato, dalla quale devono attingere i datori di lavoro, pubblici e privati, con più di 15 dipendenti, per l’obbligo di assunzione delle persone con invalidità;
- dal 51%, i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, possono richiedere ogni anno un congedo straordinario retribuito per cure per trenta giorni, anche non consecutivi, su richiesta del medico curante ed autorizzazione dell’Asl;
- dal 67%, esenzione dal pagamento del ticket sanitario per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, di diagnostica strumentale e di laboratorio; agevolazioni per tessera trasporto pubblico locale; priorità nelle graduatorie per le case popolari; riduzione canone telefonico ed esenzione della reperibilità per le visite fiscali;
- dal 74%, diritto all’assegno erogato dall’Inps di 291,69 euro mensili in presenza di redditi personali inferiori a 5.010,20 euro (valori 2022) per disoccupati. A 67 anni l’assegno si trasforma in assegno sociale. C’è anche la possibilità di richiedere l’Ape Sociale, indennità che accompagna fino al pensionamento anticipato o di vecchiaia. È necessario avere almeno 30 anni di contributi e 63 anni di età;
- dal 75%, per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, è prevista una maggiorazione dell’anzianità pari a due mesi per ogni anno di lavoro, fino a un massimo di 60 mesi (5 anni), durante il quale si è nella condizione di invalido civile al 75 %;
- 100%, diritto alla pensione di inabilità erogato dall’Inps di 291,69 euro mensili in presenza di redditi personali inferiori a 17.050,42 euro (valori 2022). A 67 anni la pensione si trasforma in assegno sociale.
- 100%, con il riconoscimento dell’impossibilità a deambulare senza l’aiuto costante di un accompagnatore o a compiere da soli gli atti quotidiani della vita propri dell’età, si ha diritto all’indennità di accompagnamento pari a 529,94 euro senza alcun limite di reddito, a condizione di non essere ricoverato in istituto con pagamento della retta a totale carico dello Stato (o di Ente pubblico).

Invalidità civile con le malattie intestinali: tabelle
Queste sono le tabelle Inps per tutte le patologie (anche quelle non infiammatorie) che colpiscono l’apparato intestinale.
- Ano preternaturale iliaco sinistro 41 (fisso)
- Colite ulcerosa (classe III) 41/50
- Colite ulcerosa (classe IV) 61/70
- Diverticolosi del colon (classe II) 21/30
- Diverticolosi del colon (classe III) 40/50
- Morbo di Crohn (classe I) 15 (fisso)
- Morbo di Crohn (classe II) 21/30
- Morbo di Crohn (classe III) 41/50
- Morbo di Crohn (classe IV) 61/70
- Cistectomia con derivazione nel sigma 41/50
- Cistectomia con derivazione esterna o con neovescica e scarso controllo sfinterico 61/60
- Ritenzione urinaria cronica con catetere a permanenza 46 (fisso)
- Ritenzione urinaria cronica con cateterismo saltuario 25 (fisso)
- Ritenzione urinaria cronica con cateterismo plurisettimanale 35 (fisso)
- Neoplasie a prognosi favorevole con modesta compromissione funzionale 11 (fisso)
- Neoplasie a prognosi favorevole con grave compromissione funzionale 70 (fisso)
- Neoplasie a prognosi infausta o probabilmente sfavorevole nonostante asportazione chirurgica 100 (fisso).
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