Nei giorni scorsi abbiano visto le percentuali di invalidità civile causate da patologie dell’apparato cardiocircolatorio e di quello respiratorio, che sono le più diffuse. Subito dopo ci sono quelle che riguardano, appunto, l’apparato digerente.
Tra i disturbi più comuni ci sono la colite ulcerosa, la diverticolosi del colon e il morbo di Crohn.
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Prima di presentarvi la scheda con tutte le patologie con le rispettive percentuali di disabilità, soffermiamoci per poche righe su queste tre patologie.
Invalidità civile con malattie dell’apparato digerente: colite ulcerosa
La colite ulcerosa colpisce in Italia 150mila persone e ne pregiudica in modo importante la qualità della vita. Comporta una percentuale di invalidità civile che oscilla tra il 41 e il 70%.
La colite ulcerosa è una malattia infiammatoria. Colpisce in particolare l’intestino crasso ed eventualmente tutto il colon.
I sintomi tipici sono il dolore addominale e la diarrea.
Questa malattia non ha un’origine certa, né una cura definitiva. È possibile con una terapia farmacologica ridurne i sintomi ed evitare le complicazioni. In alcuni casi si può anche arrivare alla remissione spontanea e per un lungo periodo di tempo.
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Invalidità civile con malattie dell’apparato digerente: diverticolosi del colon
La diverticolosi del colon (o diverticolite) è una patologia molto diffusa. L’incidenza aumenta con l’aumentare dell’età. Colpisce, in modi e con conseguenze diverse, 3 persone su 8 oltre gli 80 anni. Ma ha una incidenza del 40% tra le persone che hanno tra 40 e 55 anni.
Può comunque insorgere a qualsiasi età, più è precoce e maggiori sono i rischi di complicazioni (diverticoliti ricorrenti, ulcerazioni).
Questa malattia è più diffusa nei Paese industrializzati, oltre a una predisposizione genetica è causata anche da una dieta squilibrata: troppi grassi e zuccheri, poche fibre e acqua.

Invalidità civile con malattie dell’apparato digerente: morbo di Crohn
Il morbo di Crohn colpisce invece tra 25 e 30mila persone nel nostro Paese. Proprio come la colite ulcerosa è una malattia infiammatoria cronica dell’apparato digerente. Interessa l’intestino tenue e il colon.
Tra i sintomi più frequenti ci sono: dolori addominali, diarrea, vomito e perdita di peso.
Non è ancora stata trovata una cura. C’è comunque un protocollo farmacologico che attenua le conseguenze. In alcuni casi gravi (occlusioni intestinali, fistole e accessi) si può anche ricorrere alla chirurgia.
Invalidità civile con malattie dell’apparato digerente: la tabella
Queste sono le patologie dell’apparato digerente che danno diritto a delle percentuali di invalidità civile. Alcune malattie prevedono un minimo e un massimo (dipende dalla gravità), altre hanno un livello fisso.
- Ano preternaturale iliaco sinistro 41 (fisso)
- Colite ulcerosa (classe III) 41/50
- Colite ulcerosa (classe IV) 61/70
- Diverticolosi del colon (classe II) 21/30
- Diverticolosi del colon (classe III) 40/50
- Morbo di Crohn (classe I) 15 (fisso)
- Morbo di Crohn (classe II) 21/30
- Morbo di Crohn (classe III) 41/50
- Morbo di Crohn (classe IV) 61/70
- Cistectomia con derivazione nel sigma 41/50
- Cistectomia con derivazione esterna o con neovescica e scarso controllo sfinterico 61/60
- Ritenzione urinaria cronica con catetere a permanenza 46 (fisso)
- Ritenzione urinaria cronica con cateterismo saltuario 25 (fisso)
- Ritenzione urinaria cronica con cateterismo plurisettimanale 35 (fisso)
- Neoplasie a prognosi favorevole con modesta compromissione funzionale 11 (fisso)
- Neoplasie a prognosi favorevole con grave compromissione funzionale 70 (fisso)
- Neoplasie a prognosi infausta o probabilmente sfavorevole nonostante asportazione chirurgica 100 (fisso)

Invalidità civile con malattie dell’apparato digerente: percentuali e diritti
Ora vi forniamo un breve riassunto delle prestazioni a cui si ha diritto rispetto alle percentuali di invalidità riconosciute. (qui trovi tutte le tabelle per l’invalidità civile)
- fino al 33%: nessuna invalidità (nessuna agevolazione);
- dal 34%: ausili e protesi previsti dal nomenclatore nazionale;
- dal 46%: iscrizione alle liste del collocamento mirato;
- dal 50%: congedo straordinario per cure, a seconda di quanto previsto dai contratti nazionali;
- dal 67%: esenzione dal ticket sanitario per visite specialistiche, esami e diagnostica strumentale legali alla patologia;
- dal 74%: assegno mensile di invalidità (vincolato al reddito del beneficiario) e possibilità di chiedere l’Ape sociale;
- al 100%: pensione di inabilità (vincolata al reddito del beneficiario) ed esenzione dal ticket anche per l’acquisto di farmaci.