Invalidità civile con malattie ematologiche e congenite

Invalidità civile con malattie ematologiche e congenite: quali sono le agevolazioni previste dall'ordinamento? Scopriamolo in questo articolo.

4' di lettura

Invalidità civile con malattie ematologiche e congenite: quali sono quelle che danno diritto alle agevolazioni economiche, fiscali e lavorative? (aggiungiti al gruppo Telegram di news su invalidità e Legge 104 ed Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook)

Ne parleremo in questo articolo, elencandovi le patologie che fanno parte del macro-gruppo interessato dal nostro approfondimento e i sostegni previsti dall’ordinamento.

Se sei interessato all’argomento e vuoi saperne di più, continua a leggere l’articolo.

Invalidità civile: percentuali e agevolazioni

Oggi vi parliamo di invalidità civile con malattie ematologiche e congenite, ovvero di quelle patologie che provocano limitazioni nello svolgimento di un’attività lavorativa e nelle funzioni della vita quotidiana.

Ad ogni patologia è legata una percentuale di invalidità, che dà diritto ad agevolazioni fiscali e lavorative e al percepimento di un assegno di invalidità.

Ricordiamo che, per essere riconosciuto invalido civile bisogna sottoporsi all’esame medico tenuto dalla commissione medica dell’Asl di riferimento, la quale, al termine della visita, assegnerà una percentuale di invalidità alla persona richiedente.

Sotto il 33% di invalidità non si è riconosciuti invalidi civili. Per iniziare a beneficiare di qualche agevolazione bisogna avere una percentuale di invalidità del 34% (concessione gratuita di ausili e protesi previsti dal nomenclatore nazionale).

Dal 46% a salire è prevista l’iscrizione alle liste di collocamento mirato, mentre dal 50% di invalidità in poi è possibile richiedere congedi lavorativi straordinari per cure, se previsti dal Contratto Collettivo Nazionale.

Quindi, con almeno il 67% di invalidità riconosciuta, la persona avrà diritto all’esenzione parziale del pagamento del ticket per visite specialistiche, esami ematochimici e diagnostica strumentale.

Dal 74 al 99% di invalidità scatta il diritto all’erogazione mensile di un assegno di invalidità (bisogna soddisfare requisiti reddituali) e la possibilità di poter richiedere la pensione anticipata con l’Ape Sociale.

Con un’invalidità riconosciuta al 100%, infine, la persona ha diritto alla pensione di inabilità, sempre nel rispetto dei limiti reddituali, e all’esenzione del ticket per l’acquisto dei farmaci.

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Invalidità civile con malattie ematologiche e congenite: percentuali

Invalidità civile con malattie ematologiche e congenite. Nei precedenti paragrafi vi abbiamo elencato i diversi livelli di invalidità riconosciuta e le agevolazioni ad esse collegate. Ora entriamo nel dettaglio dell’argomento, analizzando le patologie congenite, ematologiche, reumatiche, neoplastiche e rare in base alla percentuale di invalidità riconosciuta.

Invalidità civile con malattie ematologiche e congenite. Le più gravi sono: le sindrome di Down, di Patau, di Edwards, la Trisomia 9, la monosomia 5p o sindrome del “Cri du Chat” e l’oloprosencefalia alobare o semilobare, per le quali è riconosciuta l’invalidità totale (100%).

Tra le malattie, appartenenti a queste categorie, più conosciute c’è la Fibrosi Cistica, per la quale, se sussistono manifestazioni conclamate della malattia, è riconosciuta un’invalidità dal 51 al 100%.

Stesso discorso per l’osteogenesi imperfetta nella sua forma grave (fratture frequenti e deformità plurisegmentarie). Anche per queste patologie è riconosciuta un’invalidità dal 51 al 100%.

A seconda del loro stato di gravità, invece, le neoplasie danno diritto a un’invalidità civile compresa tra il 21 e il 100%. Ai pazienti sottoposti a chemioterapia può essere riconosciuto un assegno di accompagnamento (non automatico).

Invalidità civile con malattie ematologiche e congenite
Invalidità civile con malattie ematologiche e congenite: percentuali e agevolazioni.

I pazienti con patologie ematologiche non neoplastiche, affetti da HIV, possono vedersi riconoscere un’invalidità compresa tra il 21 e il 100%, in base alla gravità e all’evoluzione della malattia.

Stesso discorso per l’artrite reumatoide (21-100% di invalidità), mentre la Talassemia Major dà diritto a un’invalidità compresa tra il 35 e il 100%. Infine l’artrosi che, in base alla gravità, porta in dote un’invalidità tra il 5 e il 100%.

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