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Invalidità civile con menomazioni plurime (tabelle calcolo)

Invalidità civile con menomazioni plurime: tutte le tabelle e i metodi per calcolare le percentuali di invalidità quando ci sono più patologie, ecco come si fa.

di The Wam

Dicembre 2021

Invalidità civile con menomazioni plurime, quando cioè nel calcolo della percentuale di invalidità concorrono più patologie diverse. La normativa (il Dm del 5 febbraio 1992) prevede tre possibilità:

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Vediamo di che si tratta prima di capire insieme come funziona e qual è il metodo per calcolare la percentuale di invalidità civile di patologie coesistenti o concorrenti.

Invalidità civile con menomazioni plurime: tre tipi

Vediamo nel dettaglio queste tre possibilità diverse.

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Per le menomazioni plurime già inserite nelle tabelle dell’Inps (qui tutte le tabelle), il calcolo è ovviamente facile. O meglio, non c’è nessun calcolo da fare perché sono già stati fatti dall’ente previdenziale, come nel caso di una persona che ha deficit alla vista per entrambi gli occhi, o ha perso entrambe le mani o i piedi, e così via.

Le menomazioni concorrenti sono quelle che interessano lo stesso organo o apparato.

Qualche esempio:

Le menomazioni coesistenti sono invece quelle che interessano organi e apparati distinti. Come ad esempio l’apparato respiratorio e quello urinario.

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Invalidità civile con menomazioni plurime: calcolo coesistenti

Ma come si calcola il totale tra due percentuali di invalidità coesistenti?

Diciamo subito: non è una semplice addizione.

Facciamo un esempio:

IT è l’invalidità totale

IP1 è la prima menomazione (con la sua percentuale di invalidità)

IP2 è la seconda menomazione (con la sua percentuale di invalidità).

La formula è questa:

IT = IP1 + IP2 – (IP1 x IP2)

Un esempio pratico.

Se alla prima menomazione è stata assegnata una percentuale di invalidità del 40% e alla seconda del 35% il calcolo darà questo risultato:

0,4 + 0,35 – (0,4 x 0,35)

darà:

0,75 – 0,14 = 0,61 e quindi il 61%

Questa formula è nota anche come la formula di Balthazard.

Invalidità civile con menomazioni plurime: tre o più menomazioni coesistenti

Nel caso ci fosse una terza menomazione si procede allo stesso modo.

E quindi, se l’invalidità del 40% più quella del 35% ha dato come risultato il 61%, proviamo ad aggiungere un’altra menomazione valutata il 30%:

0,61 + 0,30 – (0,61 x 0,30)

darà:

0,91 – 0,18 = 0,73%

In pratica tre menomazioni rispettivamente valutate (dalla tabella Inps) al 35, 40 e 30% hanno portato al 73% di percentuale di invalidità.

E non a 105%, il risultato della semplice somma delle 3 menomazioni.

Invalidità civile con menomazioni plurime coesistenti: calcolo con tabella

C’è anche un altro sistema, molto più semplice.

Con la tabella sotto basta incrociare (come nella battaglia navale) la percentuale di invalidità della linea orizzontale (prima menomazione) con quella verticale (seconda menomazione) per avere la percentuale totale di invalidità.

Se ci sono tre menomazioni, dopo aver calcolato il risultato delle prime due si passa alla terza e così via.

Questa tabella, come quella successiva, è stata elaborata dal sito Medisoc

Le patologie che hanno una percentuale di invalidità tra l’1 e il 10% se non sono riferite allo stesso organo o apparato non possono rientrare nel calcolo complessivo.

Questo per le menomazioni coesistenti.

Invalidità civile con menomazioni plurime: patologie concorrenti

La questione diventa un po’ più complessa per le patologie concorrenti.

Sul punto è lo stesso decreto ministeriale a essere un po’ più vago. Si legge infatti:

«… In alcuni casi, il concorso è direttamente tariffato in tabella (danni oculari, acustici, degli arti ecc.). In tutti gli altri casi, valutata separatamente la singola menomazione, si procede a valutazione complessiva, che non deve di norma consistere nella somma aritmetica delle singole percentuali, bensì in un valore percentuale proporzionale a quello tariffato per la perdita totale anatomo-funzionale dell’organo o dell’apparato…».

Per le patologie concorrenti è stata imposta una formula definita “calcolo con forma intermedia salomonica”.

La percentuale di invalidità è data (più o meno) dalla semplice somma matematica e dal calcolo di Balthazard (quello che abbiamo visto prima per le menomazioni coesistenti).

La formula è questa:

IT= (IP1 + 2IP2) – (IP1 x 1P2/2)

Facciamo un esempio:

le due menomazioni danno rispettivamente:

IP1 = 40% (per il calcolo diventa 0,4)

IP2 = 45% (per il calcolo diventa 0,45)

(0,4 + 0,45) – (0,4 x 0,45/2)

avremo:

0,85 – 0,09 = 0,76 e quindi del 76%.

E quindi due menomazioni che calcolate con una semplice addizione darebbero l’85%, in realtà arrivano al 76%.

Invalidità civile con menomazioni plurime: tabella patologie concorrenti

C’è una tabella, piuttosto indicativa, che può offrire una lettura semplice di questo calcolo (anche se ci può essere una oscillazione di 5 punti).

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