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Invalidità civile decisa da un algoritmo: follia Inps

Invalidità civile decisa da un algoritmo: l'ultima trovata dell'Inps, ed è già in funzione, sarà un computer ad assegnare le percentuali.

di The Wam

Giugno 2022

Invalidità civile decisa da un algoritmo: sarà un computer a decidere chi ha diritto a benefici e agevolazioni. Non è una proposta e neppure una idea che si concretizzerà in futuro: l’Inps ha annunciato l’innovazione in un comunicato che sta facendo molto discutere. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

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L’ente previdenziale ha scelto la strada della semplificazione per velocizzare la liquidazione delle pratiche di riconoscimento dell’invalidità civile della disabilità e dell’handicap. E questa è una cosa buona: i tempi attuali sono decisamente troppo lunghi.

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Invalidità civile decisa da un algoritmo: si decide sui documenti

Nella nota ha anche affermato che sarà sufficiente inviare una adeguata documentazione per la valutazione del grado di invalidità, disabilità o handicap dei cittadini. E ok, anche questo potrebbe rendere più semplice la richiesta, togliendo alle persone fragili il peso di un ulteriore stress (l’esame di fronte alla commissione medico legale).

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Invalidità civile decisa da un algoritmo: intelligenza artificiale

Ma la questione che lascia sconcertati è un’altra. Il passaggio è questo: «…rendere disponibili, al personale medico, informazioni utili per la valutazione dello stato di invalidità, utilizzando algoritmi di intelligenza artificiale».

Scopri la pagina dedicata all’invalidità civile e ai diritti e le agevolazioni collegati.

Sul punto l’ente previdenziale è davvero convinto, perché dichiara che «il progetto ha già raggiunto notevoli risultati».

Fermiamoci un attimo e cerchiamo di capire, la pratica per il riconoscimento dell’invalidità dovrebbe funzionare così:

Invalidità civile decisa da un algoritmo: va bene per i casi gravi

Così, senza mai vedere il paziente. Senza valutare nei dettagli in che modo determinate patologie stanno incidendo sulla sua capacità di lavoro, ma affidandosi a semplici calcoli matematici (si tratta di un algoritmo piuttosto elementare), si deciderà il grado di invalidità da riconoscere.

Ora, un sistema di questo tipo può funzionare per le disabilità gravi, le menomazioni plurime, insomma per tutte quelle condizioni evidenti e che non implichino una valutazione, come dire, più personale.

Invalidità civile decisa da un algoritmo: i rischi enormi

Ma come funziona nei casi in cui una percentuale di invalidità può oscillare, dipende da come si considerano determinati parametri, tra il 40 e il 70%?

Come sapete non è una differenza da poco: con il 40% si ha diritto a poco o nulla, con il 70% le cose possono cambiare in modo importante per un lavoratore fragile (scatta ad esempio la possibilità di accedere all’assegno ordinario di invalidità).

Ci chiediamo anche a cosa serve in questo caso avere una commissione medico legale (vediamo qui come funziona oggi), basterebbe un semplice tecnico informatico che inserisce i dati del cittadino e attende la risposta.

Invalidità civile decisa da un algoritmo: la protesta

Sulla questione le associazioni di categoria (Anmic in testa) sono pronte a dare battaglia. Determinate a scongiurare una innovazione che ridurrebbe una situazione delicata, come il riconoscimento delle fragilità di una persona, a un calcolo matematico che non può tenere conto in modo adeguato di aspetti che possono invece essere fondamentali e non possono essere compresi nelle stringhe di un codice.

Invalidità civile decisa da un algoritmo: una marea di ricorsi

Il punto è questo: se l’Inps – per togliersi il peso delle complesse procedure per il riconoscimento dell’invalidità – ha scelto l’algoritmo per sfornare centinaia di giudizi al giorno, la strada è decisamente sbagliata. Si rischia di creare situazioni molto spiacevoli. Oltre ad andare incontro a una marea di ricorsi giudiziali.

Invalidità civile decisa da un algoritmo: se l’uso è ragionevole

Se invece l’ente ha inteso fornire uno strumento alle commissione mediche, un elaboratore che aiuta solo a indirizzare le valutazione dei cittadini, il discorso può essere almeno un po’ più ragionevole. Ma anche più aderente all’utilizzo che si fa in medicina dell’intelligenza artificiale.

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Facciamo un esempio: sono tanti gli ospedali nel mondo che affidano la “lettura” delle radiografie a una intelligenza artificiale, ma quelle valutazioni, sono poi comunque ricontrollate da medici che utilizzano il lavoro dell’algoritmo solo come base per esprimere un parere definitivo.

E quindi se l’algoritmo è solo un semplice supporto, ma non ha la parola definitiva sulla decisione di concedere o meno determinati benefici ai cittadini fragili, ci potrebbe anche stare. Potrebbe, appunto.

Invalidità civile decisa da un algoritmo: le commissione a che servono?

Perché se la valutazione delle commissioni è solo documentale – non hanno quindi un colloquio con il paziente – oltre al risultato dell’algoritmo non hanno la possibilità di effettuare altri tipi di verifiche.

Per cui, alla fine, resterà solo l’esito del calcolo matematico a decidere il destino di persone fragili e che sperano di poter avere almeno qualche spiraglio di vita dignitosa proprio grazie al riconoscimento di un sostegno, un beneficio, una agevolazione. (ora con le tabelle così esprime il giudizio la commissione).

Invalidità civile decisa da un algoritmo: come sono impostati

Senza dimenticare un altro dato: chi controlla come sono stati realizzati gli algoritmi, come sono state implementate delle funzioni, come è stato impostato il calcolo quando due o più patologie concorrenti incidono sulle capacità di un paziente?

Ma anche, come agisce l’algoritmo per quelle patologie che prevedono un minimo e un massimo?

Stiamo parlando del destino di persone fragili. L’innovazione è importante e fondamentale se semplifica delle procedure, non quando trasforma un momento delicato, come una valutazione medica, in una sorta di lotteria, seppur guidata da una “intelligenza artificiale”.

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