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Invalidità civile dopo un infarto

Invalidità civile dopo un infarto: vediamo quali sono i diritti e le agevolazioni che sono riconosciute a chi ha avuto un attacco cardiaco.

di The Wam

Febbraio 2022

Invalidità civile dopo un infarto. In Italia ogni anno 120mila persone sono colpite da infarto. 25mila muoiono prima di arrivare in ospedale. Per gli altri 95mila che riescono ad arrivare in un centro sanitario la mortalità scende al 10,95%. (Scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Vogliamo vedere in questo articolo quali diritti ha una persona colpita da un attacco cardiaco e la percentuale di invalidità riconosciuta dalle tabelle Inps.

Invalidità civile dopo un infarto: due fattori

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Entrano in gioco due fattori:

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Invalidità civile dopo un infarto: classi Nyha

Per la valutazione clinica da anni il riferimento in Italia, e non solo, sono le classi Nyha. Ovvero diverse tipologie di conseguenze sul paziente che soffre di problemi al cuore. Sono utili per inquadrare la gravità delle condizioni e – nel nostro caso – per verificare il grado di invalidità civile attribuibile.

Le classi Nyha (New York Hear Association) sono quattro. Vanno dalla più lieve (la prima) alla più grave (la quarta). Per ogni classe è stata anche attribuita la percentuale di invalidità civile da riconoscere al paziente:

Invalidità civile dopo un infarto: tipo di lavoro

E questo è l’aspetto clinico. Ovviamente va commisurato anche al tipo di attività lavorativa che svolge la persona colpita da un infarto.

Ci spieghiamo: chi fa un lavoro sedentario potrebbe non avere problemi a continuare la sua attività, in particolare fino alla terza classe Nyha.

Per chi invece svolge una occupazione che prevede uno sforzo fisico costante, il discorso è radicalmente diverso. Già la prima o la seconda classificazione Nyha possono comportare l’impossibilità a svolgere lo stesso tipo di lavoro.

È evidente che di fronte a una commissione medica chi svolge lavori “pesanti” dopo un infarto avrà più possibilità di veder riconosciuta l’invalidità civile rispetto a chi compie un lavoro che non prevede alcuno sforzo fisica.

Invalidità civile dopo un infarto: agevolazioni

Le agevolazioni per chi ha subito un infarto iniziano a essere riconosciute dopo la seconda classe Nyha (con la prima non si viene neppure ritenuti invalidi civili), come l’iscrizione (al 46%) nelle liste speciali di collocamento.

Con una percentuale al 51% si ha invece diritto a 30 giorni di permessi retribuiti l’anno (devono essere utilizzati per curare la patologia).

Con il 60% si ha diritto alla fornitura di protesi e all’esenzione dal pagamento del ticket.

Con una invalidità a partire da 74% si può richiedere l’assegno mensile che si trasforma in pensione quando l’inabilità viene ritenuta totale (100%).

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