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Invalidità civile e agevolazioni lavorative: lista completa

Invalidità civile e agevolazioni lavorative: quali sono e quando spettano? Ecco l'elenco completo.

di Carmine Roca

Aprile 2022

Invalidità civile e agevolazioni lavorative: ecco la lista completa di cosa spetta, in base alla percentuale di invalidità riconosciuta (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Invalidità civile: cos’è?

L’invalidità civile è un istituto giuridico di assistenza sociale che garantisce assistenza sociale e mantenimento agli inabili al lavoro e ai mezzi necessari per vivere, come previsto dall’articolo 38 della Costituzione italiana.

Si è riconosciuti invalidi civili se, al termine della visita di controllo effettuata dalla commissione medica dell’ASL competente integrata con un medico dell’INPS, viene assegnato un punteggio pari o superiore al 34%.

In base alla percentuale riconosciuta spettano agevolazioni sanitarie, economiche e lavorative. In questo articolo vi elencheremo le agevolazioni lavorative previste per l’invalidità civile.

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Invalidità civile e agevolazioni lavorative: collocamento mirato

Prima di addentrarci nel vivo dell’argomento, ecco una tabella riassuntiva che anticiperà i temi che tratteremo in questo approfondimento su invalidità civile e agevolazioni lavorative.

AGEVOLAZIONI LAVORATIVEA CHI SPETTA
Collocamento mirato   Invalidità civile al 46%
Congedo per cure         Invalidità civile superiore al 50%
Permessi retribuitiLavoratore dipendente che assiste disabile grave e lavoratore con disabilità grave (Legge 104 art 3 comma 3)
Congedo di due anni retribuitoLavoratore dipendente che assiste disabile grave (Legge 104 art 3 comma 3)
Scelta della sede di lavoro, rifiuto trasferimento ed esonero lavoro notturnoLavoratore dipendente che assiste disabile grave o lavoratore disabile grave (Legge 104 art 3 comma 3)
Due mesi contributi figurativi per ogni anno di lavoro e APE Sociale                               Invalidità civile al 74% (per entrambe le agevolazioni) e caregiver (per APE Sociale)

La prima agevolazione lavorativa prevista per le persone invalide civili è il collocamento mirato, che spetta con una percentuale di invalidità civile riconosciuta pari o superiore al 46%.

Il collocamento mirato è la serie di strumenti tecnici e di supporto che permettono di valutare in modo adeguato il lavoratore con disabilità nelle sue capacità lavorative, per poterle inserire nel posto di lavoro più adatto non solo alle sue condizioni di salute, ma anche alle sue capacità sul piano dell’apprendimento, delle capacità professionali e relazionali e della formazione lavorativa posseduta.

Possono usufruire del collocamento mirato tutte le persone con disabilità pari o superiore al 46% (o con una percentuale di invalidità INAIL superiore al 33%), di età compresa tra i 18 e i 67 anni. Non è richiesta la cittadinanza italiana.

Se si posseggono questi requisiti, si viene inseriti nelle quote di riserva. I datori di lavoro pubblici o privati hanno l’obbligo di assumere almeno un lavoratore disabile con 15-35 dipendenti in servizio; due lavoratori disabili con 36-50 dipendenti in servizio e il 7% dei lavoratori disabili se l’azienda ha sotto contratto oltre 50 dipendenti.

Per far parte delle quote di riserva, il lavoratore con disabilità deve iscriversi alle liste presso i Centri per l’impiego del comune di residenza.

Nel caso in cui la disabilità dovesse sopraggiungere quando il lavoratore è già assunto, con una percentuale uguale o superiore al 60% (o con invalidità INAIL superiore al 33%), il lavoratore può essere confermato all’interno della propria azienda in qualità di invalido, a patto che gli venga assegnata una mansione compatibile con il suo profilo socio-lavorativo e la sua diagnosi funzionale.

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Invalidità civile e agevolazioni lavorative: congedo per cure

Con un’invalidità civile riconosciuta superiore al 50%, il lavoratore dipendente pubblico o privato può beneficiare di un congedo retribuito della durata di massimo 30 giorni in un anno, anche in maniera frazionata, per sottoporsi a cure mediche connesse all’infermità accertata.

Il congedo per cure è a carico del datore di lavoro. Per usufruirne, il lavoratore con disabilità deve presentare domanda al datore di lavoro, presentando la copia del verbale che attesta la percentuale di invalidità e la richiesta del medico curante. Una volta concluse le cure, il lavoratore dovrà presentare al datore di lavoro l’apposita certificazione.

Invalidità civile e agevolazioni lavorative: permessi retribuiti

Il lavoratore dipendente ha la possibilità di assentarsi per due anni (in tutta la sua vita lavorativa) dal luogo di lavoro usufruendo dei permessi retribuiti, se questi assiste un familiare con handicap grave (Legge 104, art 3 comma 3).

Dopo il compimento del terzo anno di vita, i genitori di un figlio con disabilità grave hanno diritto a 3 giorni di permessi mensili retribuiti. I lavoratori con handicap grave hanno diritto a 2 ore di permesso giornaliero oppure a 3 giorni di permesso mensile, regolarmente retribuito. Per usufruirne, è necessario essere in possesso del certificato di handicap con connotazione di gravità.

Invalidità civile e agevolazioni lavorative: congedo e altri benefit

Il congedo di due anni retribuito, invece, spetta al lavoratore che assiste un familiare con handicap grave. È possibile usufruirne anche in modalità frazionata. Il beneficio spetta al coniuge, ai genitori, ai figli, ai fratelli e sorelle conviventi e, in caso di mancanze, ad altri parenti o affini fino al terzo grado se conviventi con la persona disabile.

Il lavoratore che assiste un familiare con handicap grave e il lavoratore disabile stesso hanno la possibilità di scegliere, quando possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio. Per usufruirne è necessario essere in possesso del certificato di handicap con connotazione di gravità (non basta il solo verbale di invalidità civile).

Inoltre, il lavoratore disabile o il familiare che lo assiste possono rifiutare il trasferimento senza il loro consenso, presso un’altra sede lavorativa. Anche in questo caso il verbale di invalidità civile non è sufficiente, ma occorre il certificato di handicap con connotazione di gravità per usufruire dell’agevolazione. Infine, chiunque abbia a carico un familiare con disabilità grave può essere esonerato dall’effettuare un lavoro notturno.

Invalidità civile e agevolazioni lavorative
Invalidità civile e agevolazioni lavorative: quali sono e quando spettano?

Invalidità civile e agevolazioni lavorative: pensionamento

Per quanto riguarda il pensionamento, con una invalidità civile riconosciuta pari o superiore al 74% o con sordità riconosciuta, si ha diritto a due mesi di contributi figurativi in più per ogni anno di lavoro, fino a un massimo di cinque anni.

Il lavoratore disabile con un’invalidità civile riconosciuta di almeno il 74% e chi assiste parenti disabili da almeno sei mesi (caregiver), in presenza di determinati requisiti anagrafici e contributivi, possono accedere all’APE Sociale, un sussidio economico che accompagna il pensionato fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia.

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