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Invalidità civile: dopo l’omologa che bisogna fare?

Invalidità civile: dopo l'omologa che bisogna fare? Aspettare gli importi previsti o l'Inps inizia un altro tipo di accertamento?

di The Wam

Giugno 2022

Invalidità civile: dopo l’omologa che bisogna fare? Quali sono i passi che deve compiere un cittadino che ha avuto il riconoscimento giudiziale dei requisiti sanitari per avere diritto a una prestazione assistenziale o previdenziale dell’Inps. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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La domanda ricorre spesso, anche perché – come vedremo – le legge non indica in modo preciso quali sono i passi da compiere.

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Invalidità civile: omologa e dubbi

I dubbi sono molti:

La norma non lo precisa (e il punto viene messo in evidenza anche da alcune sentenze della Cassazione), ma con il tempo una sorta di prassi si è creata. Vediamo come funziona.

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Invalidità civile: cos’è l’omologa

Prima di tutto, per chi non lo sapesse, cos’è l’omologa.

Quando al termine della visita di fronte alla commissione medica non viene riconosciuta l’invalidità civile o si ritiene che il giudizio non sia coretto (perché la percentuale è troppo bassa), il cittadino può presentare ricorso alla sezione Lavoro del Tribunale che è competente sul luogo dove risiede.

Il ricorso va presentato entro 180 giorni dall’arrivo del verbale.

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A questo punto la persona interessata presenta una richiesta di accertamento tecnico preventivo.

Il giudice nomina il consulente tecnico d’ufficio (un medico) che dopo aver visionato la documentazione sanitaria ed effettuato eventualmente una visita, redige una relazione che dovrà consegnare al magistrato entro una ventina di giorni.

Invalidità civile, ora il ricorso è più facile

A questo punto le parti (il cittadino e l’Inps) hanno 30 giorni per depositare delle osservazioni. Se non lo fanno le conclusioni del consulente possono essere ritenute accettate e il giudice prenderà una decisione che è inappellabile.

Invalidità civile: due decisioni

Ovviamente le decisioni possono essere due:

il consulente ritiene che non ci siano i requisiti necessari per la concessione dell’invalidità, e il giudizio si chiude: il trattamento non spessa al cittadino;

il consulente ritiene che i requisiti sanitari siano sufficienti per il riconoscimento sanitario (con il decreto di omologa) e quindi il cittadino ha diritto alla prestazione assistenziale o previdenziale. Questa fase dell’accertamento sanitario si chiude e si apre quella della verifica, da parte dell’Inps, delle condizioni amministrative necessarie per ricevere il trattamento.

Invalidità civile: dopo l’omologa che bisogna fare?

E qui siamo arrivati al nocciolo della questione:

dopo il riconoscimento giudiziale dell’invalidità civile cosa bisogna fare?

È proprio su questa fase che la legge non descrive in modo dettagliato quale deve essere la prassi da seguire.

Invalidità civile respinta, come e quando fare ricorso

Il giudice ordina semplicemente all’ente di previdenza di «procedere al pagamento della prestazione entro 120 giorni, previa verifica, in sede amministrativa di ulteriori requisiti».

Ulteriori requisiti significa quelli amministrativi, che possono essere quelli relativi al reddito (per i trattamenti assistenziali) o agli anni minimi di contribuzione (per i trattamenti previdenziali).

Invalidità civile: requisiti amministrativi

E se l’Inps dopo l’omologa non dovesse «procedere al pagamento della prestazione entro 120 giorni»? Se non lo fa il cittadino dovrà proporre un nuovo giudizio, questa volta sarà tutto puntato sull’esistenza dei requisiti non sanitari che sono prescritti dalla legge per ricevere la prestazione.

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Questo secondo giudizio non riguarderà – lo ripetiamo per precisione – i requisiti sanitari, che sono già stati accertati dalla sentenza del giudice del lavoro e che non sono impugnabili.

Prima di arrivare a questo, è opportuno comunque informarsi direttamente all’Inps per capire a che punto è la pratica dopo il riconoscimento dell’omologa e se ci sono dei problemi per gli altri requisiti.

Se non ci sono difficoltà l’Inps ha l’obbligo di iniziare a versare il trattamento entro 120 giorni (con annessi gli arretrati).

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