Invalidità civile per disturbo bipolare: agevolazioni

Invalidità civile per disturbo bipolare: come si diagnostica, percentuali e agevolazioni previste. Scopri tutto in questo articolo.

4' di lettura

Invalidità civile per disturbo bipolare: quali sono le agevolazioni previste dall’ordinamento? (aggiungiti al gruppo Telegram di news su invalidità e Legge 104 ed Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook)

Ne parliamo in questo articolo, nel quale descriveremo la patologia ed elencheremo le agevolazioni legate alla percentuale di invalidità civile riconosciuta.

Se sei interessato/a all’argomento e vuoi saperne di più, continua a leggere l’articolo.

Disturbo bipolare: cos’è, cause e come diagnosticarlo?

Invalidità civile per disturbo bipolare. Il disturbo bipolare, chiamato anche disturbo maniaco-depressivo, provoca l’alterazione dell’umore. Chi ne soffre può passare, in poco tempo, dall’eccessiva euforia a momenti di depressione acuta, sfociando anche in gesti estremi come il suicidio.

La patologia colpisce soprattutto nell’età compresa tra i 15 e i 45 anni e tra le cause c’è la genetica (genitori o parenti con lo stesso problema). Le cause acquisite possono dipendere da accadimenti che provocano squilibri nei neurotrasmettitori, nel cuore o nella tiroide (il troppo stress), oppure dall’abuso di alcol o sostanze stupefacenti, farmaci antidepressivi o addirittura il passaggio da una stagione all’altra.

Si può diagnosticare, se la persona abbia accusato episodi del genere almeno una volta nella vita, causando un disagio oltre che personale, anche sociale. Quando il disturbo raggiunge il picco, il soggetto può rendersi protagonista di episodi maniacali o ipomaniacali, manifestando questi sintomi:

  • euforia e delirio di onnipotenza;
  • eccessiva disinibizione;
  • atteggiamenti inadeguati in pubblico;
  • disorganizzazione del proprio comportamento: la persona non riesce a concludere nulla e cambia attività in continuazione, avviandone una nuova senza aver finito quella precedente;
  • velocità di pensiero e di parole;
  • mancanza di appetito e di sonno a causa dell’eccessiva energia avvertita;
  • aumento quasi impulsivo del desiderio sessuale;
  • irritabilità e intolleranza davanti all’impressione di avere subito un’ingiustizia.

Di solito, dopo la fase maniacale o ipomaniacale, la persona che soffre del disturbo bipolare vive una fase depressiva, con questi sintomi:

  • tendenza all’autolesionismo fino al suicidio.
  • sensazione che ogni cosa abbia perso il suo senso;
  • mancanza di interesse;
  • sensazione di perenne stanchezza;
  • mancanza di concentrazione;
  • aumento o diminuzione (a seconda del soggetto) del sonno e dell’appetito;

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Disturbo bipolare: tipologie

Invalidità civile per disturbo bipolare. Esistono quattro tipi di disturbo bipolare, in base agli stadi della malattia:

  • disturbo ciclotimico: la forma più leggera del disturbo bipolare. Il soggetto presenta per almeno 2 anni numerosi episodi ipomaniacali e sintomi depressivi non maggiori ma in grado di causare disagio clinico e di compromettere diverse aree di funzionamento;
  • disturbo bipolare di tipo I: il soggetto presenta uno o più episodi maniacali e misti per almeno una settimana e/o uno o più episodi depressivi nell’arco di almeno 15 giorni. Chi ne soffre accusa disagio e vengono compromessi gli ambiti sociale, lavorativo e scolastico;
  • disturbo bipolare di tipo II: il soggetto presenta uno o più episodi depressivi maggiori insieme ad almeno un episodio ipomaniacale; accusa disagio e vengono compromessi gli ambiti sociale, lavorativo, scolastico ed altre aree importanti del funzionamento;
  • disturbo bipolare non altrimenti specificato (Nas): il soggetto presenta nell’arco di qualche giorno un’alternanza molto veloce di sintomi maniacali e depressivi la cui durata minima non arriva a quella degli episodi veri e propri.

Invalidità civile per disturbo bipolare: percentuali e agevolazioni

Invalidità civile per disturbo bipolare. Chi soffre di disturbo bipolare può vedere limitata o annullata la capacità lavorativa, scolastica o la vita sociale e familiare. Le tabelle del Ministero della Salute prevedono tre diverse percentuali, in base alla gravità del disturbo bipolare.

Il disturbo bipolare di tipo I con deficit moderato è solitamente riconosciuto con una percentuale di invalidità compresa tra il 61 e l’80%. Il 75% di invalidità civile spetta alle persone colpite da disturbo bipolare di tipo II con deficit grave, mentre l’invalidità totale (100%) è riconosciuta a chi soffre di disturbo bipolare di tipo I con deficit grave.

Nel primo e secondo caso (dal 61 a 80% e col 75% di invalidità riconosciuta), chi ne soffre ha diritto al collocamento mirato (dal 45%), al congedo per cure fino a 30 giorni l’anno (dal 51%), all’esenzione del ticket sanitario (dal 67%), all’assegno mensile di invalidità (dal 74%) da 291,69 euro al mese.

Invalidità civile per disturbo bipolare
Invalidità civile per disturbo bipolare: come si diagnostica e agevolazioni previste.

Nel terzo caso (100% di invalidità civile per disturbo bipolare), oltre alle agevolazioni elencate prima, ha diritto anche a una pensione di inabilità da 291,69 euro al mese o, se minorenni, a una indennità di frequenza dello stesso importo.

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