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Invalidità civile revocata, Inps rivuole gli importi erogati

Invalidità civile revocata, l'Inps pretende la restituzione degli importi erogati dopo che la commissione aveva accertato che non c'erano più i requisiti sanitari.

di The Wam

Maggio 2022

Invalidità civile revocata, cosa succede quando l‘Inps vuole la restituzione degli importi che sono stati erogati dopo la consegna del verbale della commissione medica? (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Ci chiediamo in particolare cosa succede se l’istituto di previdenza, dopo aver comunicato all’assistito l’esito della visita di revisione, continua a erogare il trattamento assistenziale. Nel caso in questione è l’indennità di accompagnamento.

Una caso giudiziario e una sentenza ci aiutano a capire come si comporta l’Inps e soprattutto cosa dice la legge.

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Invalidità civile revocata: la storia

La storia ha come protagonista una donna che è stata riconosciuta invalida totale (100%) con permanente inabilità lavorativa e con necessitò di assistenza continua (indennità di accompagnamento), nel novembre del 2015.

Poco più di un anno dopo, il 25 gennaio del 2017, dopo la revisione, la commissione medico legale ha concluso la visita ritenendo che non vi fossero più i requisiti necessari per il riconoscimento della prestazione.

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Ma il sostegno economico non è stato revocato. La donna ha continuato a percepirlo, mese dopo mese.

Fino a 3 anni dopo, il 18 febbraio del 2020 infatti, l’Inps ha inviato questa comunicazione alla donna: «La informiamo che bel periodo tra il primo febbraio del 2017 e il 31 marzo del 2020, sono stati pagati 19.640,88 euro in più sulla Sua pensione per i seguenti motivi: è stata corrisposta una prestazione di invalidità civile non spettante».

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E quindi: 36 mesi dopo la visita di revisione l’Inps si è ricordato che quel trattamento non doveva essere più erogato e ha chiesto indietro tutti i soldi.

Invalidità civile revocata: il ricorso

La donna ha presentato ricorso sostenendo che l’Inps avrebbe dovuto attivarsi entro 90 giorni per sospendere la prestazione e dopo altri 90 procedere alla revoca.

L’Inps ha risposto ritenendo le somme erogate dal mese successivo alla visita di revisione, dove è stato accertato un minor grado di invalidità (100% senza accompagnamento), sono state indebitamente intascate. Il motivo? La beneficiaria era stata tempestivamente avvisata e le era stato consentito di proporre un eventuale ricorso giudiziario (contro la revoca) prima della decadenza della prestazione assistenziale.

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Invalidità civile revocata: il tribunale

Il tribunale ha ritenuto non fondato il ricorso della donna, citando una sentenza della Corte di Cassazione (l’ordinanza numero 448 del 2000). I giudici dell’Alta Corte hanno stabilito che il termine della prestazione assistenziale deve coincidere con la visita medico legale durante la quale è stata accertata l’inesistenza dei requisiti sanitari.

Invalidità civile revocata: la sentenza

In pratica, con il venir meno del requisito sanitario viene meno anche il diritto all’indennità di accompagnamento e non bisogna attendere la successiva comunicazione. Così scrivono i giudici: «La data dell’accertamento amministrativo, ancorché precedente il formale atto di revoca, determini la fine dell’affidamento dell’assistito nella definitività dell’attribuzione patrimoniale ricevuta».

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Ma non solo. La donna era stata subito messa al corrente dell’esito della visita di revisione, sapeva quindi bene che non aveva più diritto a ricevere la prestazione assistenziale. E per questo motivo dovrà restituire all’ente di previdenza tutte le somme che ha percepito in quei tre anni senza averne diritto.

Invalidità civile revocata: conclusione

E dunque, se si continua a percepire un trattamento assistenziale nonostante la visita di revisione abbia sancito che quel diritto non c’è più, sarebbe meglio non “rallegrarsi” e far finta di niente. Prima o poi ci verrà chiesta la restituzione di quegli importi. E non si potrà fingere di non sapere, soprattutto se dal verbale della commissione medico legale risulta chiaro che il beneficio è stato revocato perché non sono stati riscontrati i necessari requisiti sanitari.

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