Invalidità civile agli ultra 65enni: come valuta l’Inps

Invalidità civile agli ultra 65enni: come valuta l'Inps le persone che non sono più in età da lavoro rispetto alla riduzione della capacità lavorativa? Quali sono i criteri che la commissione medico legale applica in questi casi. Vediamo insieme come si è arrivati a determinare le percentuali di invalidità per gli anziani e come funziona.

5' di lettura

Invalidità civile agli ultra 65enni: come valuta l’Inps il riconoscimento dell’invalidità alle persone che non sono più in età da lavoro? (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Ci spieghiamo meglio: se la valutazione prevalente per il riconoscimento dell’invalidità civile è la riduzione della capacità lavorativa, come e su quali basi viene definita la disabilità di una persona che non deve più svolgere delle attività?

Ci occupiamo della questione anche perché molti lettori hanno chiesto per quale motivo una persona di 65 anni e con patologie simili a quelle di un 40enne avesse avuto il riconoscimento di un grado di invalidità più basso. Proviamo a rispondere.

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Invalidità civile agli ultra 65enni: come funzionava

In passato alcune commissioni medico legali hanno applicato lo stesso identico metro di giudizio (per chi era in età da lavoro e per chi aveva più di 65 anni), e quindi hanno valutato una cosiddetta capacità lavorativa generica anche per chi non aveva più un’età da lavoro.

Invalidità civile agli ultra 65enni: compiti e funzioni dell’età

Ovviamente questo criterio non è stato ritenuto valido. E un primo fondamentale passo per accertare il grado di invalidità “non lavorativa” è arrivato quando è stato pubblicato il decreto legge numero 509 del 1988. In particolare l’articolo sei. Vediamo cosa dice: «Ai soli fini dell’assistenza sanitaria e dell’indennità di accompagnamento, si considerano mutilati ed invalidi i soggetti ultra 65enni che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età».

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Invalidità civile agli ultra 65enni: anziano e minore

Una definizione che in pratica affianca la valutazione dell’anziano a quella del minore. Qualche anno dopo anche il ministero del Tesoro (nota del 1992), ha specificato che gli ultra 65enni non devono più essere valutati sul piano della capacità di lavoro.

Tutte le tabelle per l’invalidità civile suddivise per patologie con le relative percentuali

Sei anni dopo, il 27 luglio del 1998, il ministero della Salute è andato oltre e in una circolare ha introdotto il criterio valutativo in termini percentuali che si calcola in base alla presenza di difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età.

E quindi, la percentuale di invalidità deve essere “misurata” sulla capacità di svolgere le attività consuete e attese per una persona che ha una determinata età. Anche perché il discorso ovviamente cambia se si hanno 65 o 85 anni.

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Invalidità civile agli ultra 65enni: le 3 difficoltà

Ma questo significa anche che le percentuali inserite nelle tabelle ministeriali, e che sono quindi riferite alla riduzione della capacità lavorativa, non sono applicabili in toto a una persona che ha più di 65 anni.

E allora, qual è la soluzione? Il ministero ha trovato la risposta suddividendo diversi gradi di difficoltà (a svolgere le funzioni proprie dell’età) riscontrabili in una persona anziana:

  • difficoltà lievi: che corrispondono a invalidità comprese tra 1/3 e 2/3 (34/67%);
  • difficoltà medio gravi: che corrispondono a invalidità comprese tra i 2/3 e il 99%;
  • difficoltà gravi: che corrispondono a invalidità del 100%.

Elenco delle agevolazioni previste in base alla percentuale di invalidità riconosciuta

Invalidità civile agli ultra 65enni: cinque parti

Ora questo è da tempo il criterio di valutazione delle commissioni medico legali e l’indicazione si può riscontrare nelle stesse tabelle ministeriali che sono suddivise in queste 5 parti:

  • prima parte: quella relativa alle modalità d’uso;
  • seconda parte: relativa alle indicazioni per la valutazione dei deficit funzionali;
  • terza parte: ordinata in fasce, con quota fissa o per apparati;
  • quarta parte: relativa alla tabella ordinata per menomazioni con indicazione percentuale della riduzione della capacità lavorativa;
  • quinta parte: che prevede i criteri per la determinazione delle potenzialità lavorative.

Invalidità civile agli ultra 65enni: i 4 livelli

Per la valutazione del grado di invalidità civile delle persone con più di 65 anni sarà dunque seguita l’impostazione della seconda parte della tabella. Lì infatti vengono riportati per quasi tutti gli apparati almeno quattro livelli del deficit funzionale relativo. E vengono riportati in questo modo:

  • lieve;
  • medio;
  • grave;
  • gravissimo.

In questo modo vengono specificate ancora meglio le condizioni della persona con disabilità rispetto alle precedenti tre voci (lieve, medio-gravi, gravi).

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