Invalidità contributiva: si può ottenere la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità, oppure un’altra prestazione Inps collegata all’invalidità, per chi è soggetto al calcolo contributivo? Vediamolo insieme in questo approfondimento" href="https://thewam.net/gruppi.html?utm_source=groups&utm_medium=link&utm_campaign=grplnk" target="_blank" rel="noreferrer noopener" class="rank-math-link">entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook). - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata.
INDICE
Pensione anticipata e invalidità contributiva
I lavoratori soggetti al calcolo contributivo della pensione non possono beneficiare di molte agevolazioni, tuttavia esistono delle circostanze in cui è consentito anticipare la pensione per invalidità o riduzione della capacità lavorativa.
Si parla, in questi casi, di pensione di invalidità contributiva.
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In particolare i dipendenti del settore privato con un’invalidità al lavoro pari all’80% possono ottenere la pensione di vecchiaia agevolata ad un’età pari a 56 anni per le donne e 61 anni per gli uomini, con un minimo di 20 anni di contributi.
Per poter anticipare la pensione è necessario che lo stato di invalidità grave venga accertato dall’Inps con una valutazione del lavoratore, delle sue capacità e mansioni.
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Ape sociale e assegno ordinario
Altre possibilità per i lavoratori soggetti al calcolo contributivo della pensione, riguardano l’Ape sociale e l’assegno ordinario di invalidità.
Con l’Ape sociale si può ottenere l’anticipo di pensione dedicato alle categorie di lavoratori svantaggiati a causa di:
- invalidità almeno al 74%,
- disoccupazione di lungo periodo,
- “caregiver” (ossia coloro che si occupano di assistere familiari non auto sufficienti),
- addetti ai lavori particolarmente pesanti per la salute.
Tuttavia possono accedere a questa agevolazione solo coloro che hanno almeno 63 anni di età e 30 anni di contributi versati.
Hanno invece diritto all’assegno ordinario di invalidità tutti i lavoratori con un’invalidità al lavoro riconosciuta superiore ai due terzi.
Questi dovranno avere almeno 5 anni di contributi totali di cui 3 versati negli ultimi 5 anni.

I periodi in cui il lavoratore percepisce l’assegno ordinario vengono calcolati per il raggiungimento del diritto alla pensione di vecchiaia. Quando si arriva all’età pensionabile, l’assegno viene trasformato in pensione di vecchiaia.
Speriamo di aver fatto un po’ di chiarezza, ma se hai ancora dubbi sull’invalidità contributiva non esitare a scriverci su Instagram.