Invalidità del lavoro: quali sono le categorie protette

Invalidità del lavoro: quali sono le categorie protette e quali sono i requisiti necessari per farne parte?

4' di lettura

Invalidità del lavoro. Spesso si sente parlare di “categorie protette”: ma cosa sono?(entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Fanno parte delle categorie protette quei soggetti che godono di alcune tutele, attuate per favorire il loro accesso nel mondo del lavoro.

In questo articolo vedremo insieme a chi si riferiscono e come farne richiesta. Se sei interessato all’argomento, continua a leggere.

Invalidità del lavoro: cosa dice la legge?

L’articolo 38 della Costituzione stabilisce che “gli inabili e i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale”.

Nel 1968, con la Legge numero 482, è stato istituito il collocamento obbligatorio, ovvero l’assunzione obbligatoria di un certo numero di persone con disabilità, che difficilmente troverebbero posto nel mondo del lavoro.

Invece, con la Legge numero 68 del 1999, è entrato in gioco il collocamento mirato: è obbligatorio inserire persone con disabilità nel proprio organico, ma è anche necessario valutarle in base alle loro capacità lavorative, scegliendo il posto più idoneo per le loro condizioni psico-fisiche, in modo da risultare proficui per sé stessi e per l’azienda per cui lavora.

Nel prossimo paragrafo vedremo quali sono i soggetti che rientrano nelle categorie protette e come iscriversi al centro dell’Impiego.

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Invalidità del lavoro: categorie protette

Invalidità del lavoro. Per accedere al collocamento mirato iscrivendosi agli elenchi provinciali tenuti dai centri dell’impiego è necessario essere disoccupato e possedere una certificazione medica, rilasciata dall’Inps, dall’Inail o dalle Asl, che attesti la disabilità e la possibilità di vedersi riconosciuto tra le categorie protette.

La procedura inizia con il rilascio di un certificato introduttivo da parte del proprio medico curante, col quale si attesta l’infermità del paziente, il quale, inviando il codice a lui assegnato richiederà la visita all’Inps, attraverso il sito dell’ente previdenziale o con l’aiuto di un Caf o di un patronato.

Entro 30 giorni dalla richiesta, l’Inps invierà una raccomandata a/r con la data in cui sottoporsi alla visita. Il controllo verrà effettuato presso la Asl, dinanzi a una commissione medica e a un medico dell’Inps.

Ottenuto il verbale che attesta l’invalidità del richiedente, questi dovrà compilare un modulo per iscriversi alle categorie protette. I requisiti sono i seguenti: avere almeno 15 anni, essere disoccupati, non essere vicini all’età pensionabile, essere invalido o disabile.

Completata l’iscrizione, il soggetto farà parte delle categorie protette e verrà inserito in un elenco del centro dell’impiego, che deciderà, in base a un’attenta valutazione sulle capacità lavorative e lo stato di salute del lavoratore, come integrarlo nel mondo del lavoro.

Invalidità del lavoro: obblighi per l’azienda

Ogni azienda deve riservare una quota delle assunzioni ai disabili iscritti nelle categorie protette, la cosiddetta “quota di riserva”, che si calcola in base alla quantità di lavoratori dipendenti.

Da 15 a 35 dipendenti, l’azienda è chiamata a inserire in organico un solo disabile; dai 36 ai 50 dipendenti, i disabili in organico devono essere almeno due, mentre con oltre 50 dipendenti, la quota di riserva sale al 7% dei lavoratori occupati.

Una quota di riserva è poi destinata ai soggetti che appartengono a categorie protette a causa di situazioni di svantaggio o disagio sociale. In questo caso è richiesta l’assunzione di un lavoratore “protetto” con organici da 51 a 150 lavoratori e l’1% con più di 150 dipendenti.

Invalidità del lavoro

Per quanto riguarda l’orario di lavoro del lavoratore iscritto nelle categorie protette, questo può subire una riduzione con la Legge 104, oltre a permessi retribuiti che derivano dalla loro disabilità o quella di un congiunto (3 giorni, oppure due ore al giorno se si lavora dalle sei ore in poi, oppure un’ora al giorno se l’orario di lavoro prevede meno di sei ore).

Lo Stato ha previsto incentivi economici-fiscali per le aziende che assumono disabili, dopo l’avvento del Jobs Act, stabiliti in base al tipo di contratto stipulato con il disabile.

L’azienda o il datore di lavoro che non adempie agli obblighi rischia una sanzione di 635,11 euro se si invia tardivamente il prospetto informativo (la comunicazione riferita alla situazione occupazionale dell’azienda, al 31 dicembre dell’anno precedente), più 30,76 euro per ogni giorno di ritardo oppure, in caso di quota di riserva scoperta, 153,20 euro al giorno per ogni giorno trascorso senza assumere lavoratori disabili.

Se hai ancora dubbi sulla sulle categorie protette e l’invalidità del lavoro, non esitare a scriverci su Instagram.

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