Io Caterina, così ho vinto il demone dell’alimentazione…

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“I dottori ci chiesero se volessimo salutarlo un’ultima volta. E quindi sperare in un suo risveglio oppure non vederlo più e lasciarlo dormire per sempre. Mi crollò il mondo addosso, non volevo crederci. No, non era possibile. Perché proprio lui, perché proprio a me. Dopo una settimana, papà morì”.

Una spinta verso il baratro. L’inizio di un circolo oscuro: i disturbi alimentari. Questa è la storia di Caterina Sampietro, ventisettenne di un paesino situato nella verde Brianza, a mezz’ora da Milano.

Caterina è oggi una ballerina, una cantante e un’attrice che si divide tra contratti artistici e l’insegnamento di danza e fitness/pilates. Dietro tutto questo, c’è una ragazza forte e combattiva. Rinata con le proprie forze dalla fragilità e dallo sconforto. Ma prima di arrivare fin qui, ripercorriamo insieme il percorso di Caterina. Andiamo con ordine.

Io Caterina, così ho vinto il demone dell'anoressia

La passione per la danza

Una vita quasi perfetta. Famiglia, amici e il sogno nel cassetto che sta prendendo forma: diventare una ballerina professionista. “Dopo essermi diplomata, nel 2012, in musical theatre all’accademia di canto, ballo e recitazione di Londra (l’American Musical Theatre Academy of London), ero in giro a fare audizioni e provini. L’accademia di Londra mi aveva formata tanto. Del resto, per entrarci ho dovuto faticare tanto. Ricordo ancora i provini per accedervi. Mio padre mi assistì trepidante e più ansioso di me -esordisce Caterina-. Dopodiché ho frequentato l’SDM (la Scuola del Musical di Milano) e qui ho preso il mio secondo diploma nel 2014. Era un bel periodo per me anche perché ho amato la danza sin da bambina.

La passione per la danza è nata nella pancia di mia mamma. Mi racconta sempre che fino all’ultimo momento, già pronta per uscire, ho deciso di compiere una mossa tersicorea facendo una capriola e cambiando le modalità del parto . Ero energica già dai primi mesi -ride-. A parte gli scherzi, ho avuto la fortuna di avere una mamma già amante a sua volta della danza che ha scelto di farmi muovere i primi passi presso la scuola di danza del paese.

Quando i compagni di classe finivano scuola e andavano a calcio, pallavolo, nuoto… io andavo a danza. Mamma veniva a prendermi fuori da scuola già pronta con la borsa, body e scarpette. Una merendina mangiata al volo in macchina e pronta per un’ora di disciplina e rigore.

Dall’età di 4 anni non ho mai più smesso. Inizialmente andavo con le amichette di scuola. Pian piano , essendo la danza una selezione naturale che richiede grande impegno e sacrificio, sono rimasta l’unica determinata ed imperterrita.
Ballavo ovunque e qualsiasi cosa. Sognavo da piccola di fare la showgirl, come Lorella Cuccarini per intenderci.

Mi piaceva ballare tutti gli stili e anche canticchiare. Spesso i miei fratelli mi beccavano che ballavo e cantavo con il deodorante in mano specchiandomi alle vetrine delle credenze in casa.

Non sognavo di fare la ballerina classica ma mi hanno sempre insegnato che per essere una buona ballerina avrei dovuto avere alla base anni di studio della danza classica. E così è stato. Per sette anni di fila ho fatto solo questo. Poi ho cominciato a sperimentare e introdurre nuovi stili. Dal moderno, al contemporaneo. Per poi passare all’hip-hop e al flamenco. Fino al latino americano studiato di recente.

Una volta diplomata al liceo delle Scienze Sociali, mi recai a Londra. In particolare, stavo nel West End, la zona dedicata ai teatri e allo spettacolo. Ero così affascinata da quel mondo. L’aria londinese trasudava arte da tutti i pori. Qui ho capito che la mia passione sarebbe dovuta diventare la mia professione. Assolutamente”.

Auduzioni, accademie e tanto impegno. La vita a Londra è fantastica. Il ritorno a casa un po’ meno.
“Durante l’ ultimo anno di accademia, papà ha cominciato a non stare bene. Ogni weekend veniva a prendermi a Milano, perchè mi ero trasferita in città per comodità, e mi portava a casa per passare il sabato e la domenica in famiglia. Tuttavia, ogni volta che venivo, vedevo mio padre deformarsi sempre di più. Era così straziante per me.

Io Caterina, così ho vinto il demone dell'anoressia

La morte di papà

Chiudevo il cancello di casa e io notavo la sua nuca sempre più spoglia. Ma quando vedi, poi hai paura di sapere e non chiedi.
Papà è sempre stato l’eroe di casa, siamo pugliesi di origine e lui ha sempre fatto l’uomo del sud. Il padre che si occupa di tutto. Che pur di vedere felice la sua famiglia si sarebbe fatto in quattro. Dover dire a ognuno di noi che era malato sarebbe stato devastante per lui.
Infatti, ho scoperto la reale malattia di papà solo nella corsia d’ospedale. A due anni di distanza dall’inzio del suo calvario, quando d’urgenza sono stata chiamata perché lui non era stato bene.

Nell’ultimo periodo vedevo un uomo stanco e affaticato. Lui raccontava di non stare bene perché aveva una malattia genetica. Che però stava curando e che tutto sarebbe andato per il meglio. Quando papà ti tranquillizza così tu gli credi e ti rassereni. Forse però se ce lo avesse raccontato le cose potevano andare diversamente.
Avrei speso l’ultimo periodo con e per lui. Io e il resto della famiglia, lo avremmo aiutato a combattere, saremmo stati una squadra unita e tosta, come lui ci aveva insegnato.

Porterò sempre con me il ricordo di uno dei suoi ultimi abbracci. Avevo appena finito l’accademia e cominciavo i miei primi passi tra audizioni e casting. Uno di quei giorni sarei dovuta partire per Roma per un provino. Ma come facevo con mio padre in quelle condizioni in un letto di ospedale?

Gli chiesi che cosa avrei dovuto fare e mi rispose dicendo di tornare vincitrice. Una settimana dopo essere stato in ospedale, papà chiuse gli occhi per sempre. Ormai non c’era più nulla da fare. Non lo avevo mai visto così fragile.

Il giorno dopo la sua morte avevo un aereo per Amburgo. Un’altra audizione mi aspettava. Che cosa avrebbe voluto mio padre? Che io ci andassi. E così ho fatto. Da allora, lo porto sempre con me. In ogni cosa che faccio”.

Che poi è vero. La morte è soltanto fisica. Una persona defunta rimane sempre nel cuore di chi resta vivo. Ma i primi mesi, il periodo dopo la morte del padre, Caterina è totalmente destabilizzata. Confusione e tanto dolore. Un dolore atroce. Una parte di lei ormai è via e colmare questo vuoto sembra impossibile. Unica consolazione, il cibo.

Io Caterina, così ho vinto il demone dell'anoressia

I disturbi alimentari

“Ho cominciato a consolarmi con il cibo. L’unico in quel momento a rassicurarmi. Purtroppo sono giochi della mente che non riesci a gestire. In quel periodo ingrassai molto. Ma ero sempre la ballerina in cerca di lavoro e non era accettabile avere un corpo così. Dopo qualche mese ho cominciato a lavorare come ballerina e il disagio della fisicità si faceva sempre più strada.

Nel frattempo mi ero fidanzata e un giorno il mio ragazzo di quel tempo disse che aveva avuto ragazze più belle di me. Questa frase mi uccise. E si, mi ero ingrassata. Tanto. Ricordo che a lavoro vedevo ragazze più snelle e più toniche di me. Ci soffrivo. Non mi entravano nemmeno i costumi da scena. Mi sentivo fortemente a disagio”, afferma.

E così, il forte disagio fa passare Caterina da un eccesso all’altro. Dai chili di troppo al dimagrimento eccessivo.

“Esattamente dal giorno dopo quella frase detta dal fidanzato, la mia vita ha preso un’altra direzione. I miei piatti hanno cominciato a diminuire e l’ attività fisica a farsi più intensa. Per farla breve, nel giro dei tre mesi persi i primi 11 chilogrammi.

Mi svegliavo prestissimo la mattina, all’ alba. Passavo una mezz’ora a digiuno sul tapis roulant. Facevo colazione e dirigevo a lavoro per prepararmi agli spettacoli del giorno. Le miei pause pranzo erano fatte di insalata o barrette proteiche. La cena inzialmente riuscivo anche a saltarla. Oppure, la sostituivo con della frutta. Era bello perchè quando mi infilavo sotto le coperte la sera la mia pancia era piatta.

Ero ossessionata dalle ossa. Più ne vedevo e più voleva dire che stavo dimagrendo. Che la mia strategia stava funzionando. Per due anni ho continuato così. Fino ad arrivare al sottopeso. Persi il ciclo mestruale perché non avevo una percentuale di massa grassa sufficiente per le funzioni ormonali. Ma io mettere su del grasso non volevo. Piuttosto rimanevo senza ciclo.

La cosa che più ad oggi mi sconvolge ripensando a quel periodo è che nella mia testa non mi sarei mai fermata fino a che non sentivo dagli altri “Cate ma quanto sei dimagrita”. Se me lo avessero detto voleva dire che avevo raggiunto il mio obiettivo. Ma sapete una cosa? Nessuno osava dirmelo per paura di chiedere.

Sapevano che Caterina non aveva passato un bel periodo. Sapevano che Caterina era fragile e che forse questa era una reazione a quella brutta vicenda subita. La gente aveva paura di affrontare questo discorso e non sapeva come prenderlo. Ma tutti in realtà erano preoccupati”, dichiara.

Quel corso che mi ha salvato la vita

Un tunnel senza uscita. Nessuna via di fuga, nessuno spiraglio di luce. Apparentemente. Eppure, il destino decide di fare un regalo a Caterina.

“Cosa sia successo dopo, fa sempre parte di quello che io chiamo destino. Ero stata invitata ad un corso di formazione dove si parlava di nutrizione e integrazione. Ormai ero appassionata di sport e alimentazione. Leggevo articoli su articoli e quando ho assistito a questo corso qualcosa è scattato in me.

Ho cominciato a vedere il cibo come salute e benessere. Ho visto la possibilità di condurre una vita sana all’insegna dello sport. Ho accostato alla mia alimentazione, l’integrazione. Ho cominciato a mangiare con più consapevolezza. A non aver paura del cibo. Grazie a questo corso ho capito che è il cibo che ti modella e non la sua assenza.

Ma non mi fermavo soltanto al corso. Quando tornavo a casa, cominciavo a passare i momenti morti leggendo e guardando video motivazionali. Quando si sentono questo cose si pensa a Tony Robbins e alle sue conferenze stile “Yes you can”.
Ma consiglio vivamente a chiunque di fare un percorso del genere perché ti apre la mente. Ti fa vedere la vita in modo differente e vieni a conoscenza di un pensiero positivo e salutate. Impari che la negatività ti autodistrugge e che la positività ti rende forte, energica e serena.

Se tu sei serena, tutto attorno a te quasi magicamente diventa sereno. Lo so che sembra una frase fatta. Ma provare per credere.

Come sono uscita dal baratro? Capendo che avevo toccato il fondo. Pensando a mio papà che doveva essere orgoglioso di sua figlia. E forse anche un po’ grazie al mio carattere. Ho di base una personalità molto forte, testarda e ambiziosa. Anche perché ho capito che soltanto io avrei potuto cambiare le carte in tavola e riprendere la mia vita in mano. Solo io e nessun altro”, dice con fermezza.

Così aiuto gli altri

Ed è grazie al corso di nutrizione che Caterina ha deciso di aprire un canale youtube nella speranza di aiutare le persone fragili e insicure di sé con i suoi video. “Nei miei video racconto di me cercando di motivare il prossimo. Nei miei momenti di sconforto e fragilità, mi sono legata molto alla realtà di youtube. Le ragazze e i professionisti su questa piattaforma che prongono video workout o video informativi sul benessere, sono diventati fonte d’ispirazione per me. A loro devo tutto.

Ad oggi sono io a voler essere così. Tutto quello che io ho passato e superato, voglio che possa servire ed essere d’aiuto a qualcuno.

Da piccola sognavo di fare la show girl ma non sarebbe mai stato un lavoro utile al prossimo. È fine a sé stesso. Soltanto per appagare il mio ego. Forse oggi ho realmente cominciato la strada per realizzarmi a 360 gradi. Con le mie passioni -danza, fitness e benessere- posso davver essere di ispirazione e fare da esempio”.

Per gli altri video di Caterina Sampietro visita il suo canale youtube

Una grande lezione di vita quella di Caterina. Esemplare. Una volta toccati il fondo non si può che risalire. E una volta risaliti, è bene aiutare gli altri affinché non commettano i nostri stessi errori. Oggi, la ventisettenne è fiera di se stessa e ha tanti progetti ancora da realizzare.

“Credo fortemente che la danza sia la disciplina sportiva perfetta per le donne. Ti scolpisce,
definisce e tonifica, allungandoti e aggraziandoti a ritmo di musica. Credo dia una femminilità
unica alla donna e la faccia sentire bella e sicura. Mi dicono io sia molto elegante nei movimenti e lo devo solo ed esclusivamente alla mia passione.

Per questo ho intenzione di formare un mio piano di allenamento basato sui “ Dance workout” e quindi su allenamenti danzati, realizzando il mio brand. Non solo online ma anche offline, attraverso strutture dedicate appositamente a questo tipo di allenamento.

Insomma, un insegnamento di stile di vita sano e attivo completo.
Questo è da qualche anno il mio stile di vita. Perché non trasformarlo in un business?

Inoltre, sogno una bellissima famiglia. Una casa con un grande prato verde, bambini e cani. E la
libertà di poter viaggiare in giro per il mondo in qualsiasi momento dell’anno, riempiendo il
mio bagaglio di culture e tradizioni diverse.

Amo la vita e voglio godermela al massimo con le poche persone che amo e che mi tengo strette al mio fianco. Renderò papà fiero di me e aiuterò la mamma che per tutta la vita si è data da fare per me e i miei fratelli”.

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