Io scrittore indipendente: così ho venduto 200mila copie

7' di lettura

Quattro libri pubblicati da scrittore indipendente e oltre 200mila copie vendute, fra lavori cartacei ed Ebook. Grazie al mondo del web che, ancora una volta, si dimostra uno scrigno pieno di incredibili opportunità. Anche per chi, come Luca Rossi, 41 anni, torinese, si definisce un “pigro”. 

E allora vi chiederete come ha fatto Luca a vendere così tanti libri e raccogliere centinaia di migliaia di follower sui maggiori social network? The Wam ha intervistato l’autore e se l’è fatto spiegare.

Luca, parto subito dal dato per me incredibile: oltre 200mila copie vendute e nessuna casa editrice alle spalle. Ipnosi o qualche strano e oscuro metodo di coercizione di massa?

“Niente di oscuro e segreto. Anzi, credo che un elemento fondamentale sia proprio la trasparenza. Mi spiego: fin dal primo romanzo ho deciso di pubblicizzare da solo il mio lavoro. E l’ho fatto puntando su delle casse di risonanza straordinarie: i social network e il mio sito. E la trasparenza si è rivelata fondamentale”.

In che senso, vuoi dire che è stata sufficiente l’onestà: nessuna strategia di marketing spinto, inserzioni, trucchetti SEO per indicizzare il sito dove parlavi dei libri?

“Nel mio caso ha giocato un ruolo fondamentale proprio la coerenza del messaggio che volevo comunicare. In primo luogo l’opera e cioè i miei libri. E poi le mie passioni e chi sono. Non ho mai cercato di costringere qualcuno a comprare quello che scrivo. Non sono l’ennesimo “venditore di pentole” che ti bombarda di post dicendoti: “Acquista, acquista, acquista”. Credo che sia importante raccontare al meglio la propria storia, le proprie passioni, quali sono i tuoi valori e i tuoi sogni. Poi, se qualcuno ti trova interessante, sarà naturale per lui scoprire che autore sei e magari leggere quello che hai scritto. A volte racconto i miei libri con qualche immagine e una frase tratta dall’opera: ai lettori piace e, spesso, si apre una discussione su un tema”.

Hai scelto come canale di vendita principale Amazon, quanto si è rivelato importante?

“E’ stato fondamentale. I miei eBook sono disponibili su Amazon Kindle Unlimited, dove ci sono anche libri a un prezzo accessibile. Questo sicuramente avvicina alcuni lettori alle novità disponibili. È stata una sorpresa vedermi in testa alla classifica dei più venduti con nomi noti del genere fantasy e della fantascienza”.

Fin dalla prima opera hai scelto di tradurre il tuo lavoro in inglese: come ha risposto il pubblico anglofono?

“E’ stata una scelta davvero fortunata. Mi ha aperto una platea di lettori vastissima. Quando in tanti, fra inglesi e americani, hanno iniziato ad apprezzare il mio lavoro e anche ad acquistare i libri mi sono sentito sorpreso e ovviamente lusingato. Il mio approccio non è mai cambiato comunque: attraverso i social cerco di tenere un rapporto quotidiano e personale con tutti i lettori, rispondendo ai loro commenti e anche alle critiche. Spesso proprio queste ultime ti aiutano a crescere e a migliorare per scrivere libri sempre migliori. Così la comunità che mi segue è cresciuta sempre di più.”.

A proposito di libri, forse è il caso che ne parliamo: sei al tuo quarto romanzo, “Il Segreto della Sorgente”. Rientra in una serie iniziata con “I rami del tempo” e proseguita con “L’Erede della Luce”. Dopo la raccolta di racconti “Energie della Galassia”. Di cosa scrive Luca Rossi?

Il mio lavoro nasce da una fusione di generi. Potresti dire fantasy, fantascienza, erotico e non sbagliare in nessuno di questi casi. Se dovessi usare come metafora una canzone direi Bohemian Rhapsody dei Queen: una narrazione a più livelli che si intersecanoIn questo terzo capitolo ritroviamo Lil e Miril, le due sacerdotesse protagoniste della mia serie. La loro isola è stata distrutta da una pioggia di schegge. E così Lil e Miril si trovano a vivere su altri mondi e galassie, che non sentono loro. E poi…”

Basta spoiler, lasciamo ai lettori di The Wam il piacere di venirti a scoprire. Rivelaci qualche altra cosa di te: quando hai deciso di fare lo scrittore a tempo pieno?

“Era l’autunno del 2012. Ho sempre amato scrivere e leggere tantissimo: soprattutto fantasy e fantascienza. Ma non ho mai pregiudizi su nulla, così come per i film, se la storia è interessante la divoro. Sei anni fa ho ripreso a scrivere con costanza e ho deciso che quello sarebbe stato il mio lavoro. A parte i miei tre figli e mia moglie (sorride ndr). La prima raccolta di racconti, “Energie della galassia”, su Amazon ha avuto un buon numero di lettori. E’ arrivata anche la traduzione in inglese, che è andata altrettanto bene. Questo mi ha spinto a continuare”.

E il primo romanzo è stato un successo: su Amazon eri al vertice delle classifiche. Immagino che allora le case editrici abbiano iniziato a farti la corte, eppure tu hai dato a tutte un due di picche. Coraggio, incoscienza o semplicemente scaramanzia considerati i risultati già ottenuti?

In realtà sono due i motivi che mi hanno convinto ad andare avanti per la mia strada. Il primo e più rilevante è che – senza casa editrice – hai davvero la massima libertà creativa. Nessuno che ti mette i paletti e ti dice: “Scrivi questo che piacerà di più, quella roba è meglio che la lasci perdere”. La seconda ragione è che, se non sei uno scrittore di best-seller mondiali, riuscire a vivere solo di questo mestiere, con le royalty messe a disposizione dalle case editrici, è quasi impossibile”. 

Prima hai detto che sei un divoratore seriale di libri e che, all’occorrenza, puoi leggere davvero di tutto se lo trovi interessante. Ma ti chiedo di fare uno sforzo per noi di The Wam: se dovessi indicare gli autori che ti hanno fatto battere il cuore quali sarebbero?

“Di certo Samuel Langhorne Clemens, più noto come Mark Twain, è uno dei miei preferiti”.

Oggi sei uno scrittore a tempo pieno. Una figura, per me, estremamente affascinante perché impossibile da catalogare. Tu, volendo semplificare con degli stereotipi, che tipo sei: uno che attende l’ispirazione e poi butta giù la storia quando gli viene, magari sorseggiando super-alcolici, o invece un metodico fissato con gli orari e le consegne?

“Direi nessuno dei due. La figura dello scrittore bohémien non mi appartiene. Ho invece una mia routine anche se non ne sono ossessionato. La mattina – dopo colazione – mi dedico ai messaggi di chi mi segue, leggo e rispondo a tutti. Poi procedo con l’editing della storia. Quando scrivo, spesso, perdo la cognizione del tempo (Era accaduto anche con noi e così la prima intervista telefonica era saltata). Nel pomeriggio scrivo ancora ai lettori e, se qualcuno vuole, autografo i libri da spedire a casa. Una volta al mese vado a un evento di settore per presentare i miei libri. Sono un pigro”.

Perché l’eros è così importante nei racconti?

“L’eros, spesso, ha una funziona di collante. Tiene insieme gli altri temi della storia o comunque rende il tutto più incisivo e vero. L’eros appartiene alle nostre vite e non può essere perciò escluso dall’opera letteraria”. 

L’autore indipendente è un misantropo destinato alla solitudine?

“Tutt’altro. Il mio – anche se non ho una casa editrice – è un lavoro di squadra. C’è chi mi affianca nell’editing dell’opera, chi nella grafica e chi si occupa della traduzione. Oltre alla mia famiglia che mi dà una carica incredibile”.

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