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Irpef 2025: solo due aliquote. Cosa cambia?

L’Irpef 2025 avrà solo due aliquote, una in meno rispetto a quest’anno. Continua la marcia di avvicinamento del governo alla flat tax, l’aliquota unica per tutti i contribuenti. Vediamo cosa cambierà per i cittadini.

di The Wam

Febbraio 2024

L’Irpef 2025 avrà solo due aliquote, una in meno rispetto al 2024. L’intenzione del governo è chiara, così come è chiaro, almeno nelle intenzioni, l’obiettivo di favorire i redditi medi. Vediamo cosa cambierà e quali sono gli ostacoli da superare. (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Irpef 2025, come sarà

Per l”Irpef 2025, come delineato dal viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, il governo ha un obiettivo conclamato: la riduzione del numero delle aliquote. Una scelta che potrebbe avere un impatto diretto e sulla tassazione di cittadini e imprese.

Riduzione delle aliquote: un vantaggio per i redditi medi?

Nel 2025, infatti, sarà introdotto un sistema con due aliquote, una in meno rispetto alle tre del 2024 (e alle quattro dell’anno precedente). Questa riduzione, così suppone il governo, punta a favorire i redditi medi. Il governo riconosce che il sistema attuale a tre aliquote può penalizzare queste fasce di reddito e, quindi, con le due aliquote prova ad alleviare la pressione fiscale.

Il percorso verso la riforma

Il processo di riforma dell’Irpef è già in corso. Nel 2024, il primo modulo di questa cambiamento ha già ridotto gli scaglioni da quattro a tre, accorpando le prime due fasce di reddito al 23% per i redditi fino a 28.000 euro. Un passaggio intermedio che ha posto le basi per la transizione verso un sistema ancora più semplificato che entrerà in vigore nel 2025.

Con questa riforma il governo vorrebbe semplificare e rendere più equo il sistema fiscale. La riduzione delle aliquote facilita il calcolo dell’imposta per i contribuenti ed dovrebbe, come accennato, alleggerire il carico fiscale sulle classi medie. Se così fosse sarebbero evidenti anche gli effetti positivi sull’economia complessiva.

Il problema delle risorse

Ma ci sono ostacoli da superare. La riforma richiede infatti un bilanciamento attento delle risorse finanziarie e una gestione efficace per garantire che le riduzioni fiscali non pregiudichino le entrate necessarie al bilancio dello Stato. Il percorso verso l’Irpef 2025 è quindi un cammino delicato, in cui ogni passo deve essere ponderato accuratamente.

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Nuovo taglio Irpef?

La riforma dell’Irpef 2025 ha un costo che ammonta a circa 4 miliardi di euro. La riduzione delle tasse è stata finanziata per un solo anno. È quindi inevitabile chiedersi: come sarà finanziato questo taglio nel futuro? Il governo guarda a nuove risorse fiscali per sostenere l’iniziativa.

Strategie di finanziamento e impatto sui contribuenti

Per garantire la continuità di questa riduzione fiscale, il governo si affida a strumenti innovativi come il nuovo concordato preventivo biennale per le partite Iva. Questa misura è pensata per incentivare i contribuenti a dichiarare in modo più accurato i loro redditi. L’adesione a questo sistema permetterebbe, già nel 2025, di valutare ulteriori interventi nell’ambito dell’Irpef.

In pratica se il concordato preventivo biennale e la lotta all’evasione (che potrebbe essere combattuta anche con i controlli incrociati sui social) dovessero dare i loro frutti, la riduzione delle tasse potrebbe essere confermata anche negli anni successivi e si potrebbe iniziare concretamente a pensare all’aliquota unica, la fantomatica Flat tax: la tassa piatta, ovvero una sola aliquota per tutti, a prescindere dal reddito.

Lotta all’evasione fiscale

Come accennato il punto di partenza per questa riforma è la lotta all’evasione fiscale. Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo sottolinea che non si tratta di aiutare gli evasori, ma di motivare i contribuenti a una dichiarazione corretta del reddito. Con oltre 4 milioni di contribuenti tra forfettari e soggetti Isa coinvolti, questa strategia punta a ridurre l’evasione e a incrementare le entrate fiscali. Vedremo.

Il governo ha ribadito che non si vuole perseguire la strada dei condoni, ma piuttosto elevare il livello di responsabilità fiscale. La riforma aspira a creare un ambiente dove i cittadini siano incoraggiati a contribuire in maniera giusta e trasparente, stabilendo così un sistema fiscale più equo ed efficiente.

Riforma fiscale

Una delle componenti cruciali della riforma fiscale, che accompagna il cambiamento dell’Irpef nel 2025, è l’attenzione alla “cooperative compliance” per le imprese. Un sistema che ha guadagnato notevole interesse, come sottolineato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Ruffini. Con la riforma, il numero di soggetti coinvolti, soprattutto grandi imprese, è cresciuto in modo importante, arrivando al 31 dicembre a circa 111 entità di grande dimensioni. Questa espansione indica un crescente impegno nel rendere il sistema fiscale più collaborativo e trasparente.

Un sistema fiscale più efficiente

Il ministro Giorgetti ha messo in risalto l’allineamento della riforma fiscale con gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Ovvero: la creazione di un sistema fiscale efficiente e la riduzione dell’evasione fiscale.

Un altro aspetto fondamentale, menzionato da Ruffini, è l’effetto della riforma fiscale sul tax gap, ovvero la differenza tra le somme attese e quelle effettivamente incassate. Le misure adottate negli ultimi anni hanno ridotto questo divario di circa un quarto (24 miliardi di euro). Un risultato che si può considerare positivo.

La situazione

La riforma fiscale viene rimodellata in un contesto di incertezze geopolitiche che influenzano notevolmente l’economia italiana. Giorgetti sottolinea le difficoltà che derivano da questa instabilità.

Ci sono però anche dei segnali positivi, come l’aumento della sottoscrizione dei titoli di Stato da parte delle famiglie italiane, che mostra la fiducia nei confronti della nostra economia.

Risposta del governo all’inflazione

Un altro aspetto rilevante di questi anni è l’impatto dell’inflazione sulla ricchezza delle famiglie. I dati dell’Istat e della Banca d’Italia evidenziano una riduzione del 12,5% della ricchezza netta delle famiglie, pari a 10.421 miliardi. Uno dei motivi principali è l’inflazione. Sarà quindi necessario adottare tutti gli strumenti possibili per proteggere il potere d’acquisto e la stabilità finanziaria delle famiglie.

Irpef 2025: solo due aliquote. Cosa cambia?
Nell’immagine una coppia calcola quanto deve pagare di Irpef

FAQ (domande e risposte)

Quali sono le principali modifiche dell’Irpef previste per il 2025?

Le modifiche principali dell’Irpef previste per il 2025 includono la riduzione del numero di aliquote da tre a due. Questa decisione segue la riduzione degli scaglioni già iniziata nel 2024, quando gli scaglioni sono stati ridotti da quattro a tre, con l’accorpamento delle prime due fasce di reddito al 23% per i redditi fino a 28mila euro. L’obiettivo di questa riforma è semplificare il sistema fiscale e renderlo più efficiente.

Come intende il governo favorire i redditi medi con l’Irpef 2025?

Il governo intende favorire i redditi medi con l’Irpef 2025 attraverso la riduzione delle aliquote. Con il nuovo sistema a due aliquote, si mira a diminuire la pressione fiscale sulle classi medie, che sono state precedentemente penalizzate dal meccanismo a tre aliquote. Questo cambiamento è visto come un passo verso un sistema fiscale più equo e bilanciato.

Quali sono le nuove misure fiscali per affrontare l’evasione fiscale?

Per affrontare l’evasione fiscale, il governo ha introdotto nuove misure fiscali, tra cui il concordato preventivo biennale per le partite Iva. Questo meccanismo è pensato per incoraggiare i contribuenti a dichiarare correttamente i loro redditi, con un focus particolare su più di 4 milioni di contribuenti tra forfettari e soggetti Isa. Il governo enfatizza che queste misure non sono intese come condoni, ma come strumenti per aumentare la trasparenza e la correttezza nelle dichiarazioni fiscali.

Come è finanziato il taglio dell’Irpef previsto per il 2025?

Il taglio dell’Irpef previsto per il 2025, che ha un costo di circa 4 miliardi, è stato inizialmente finanziato per un solo anno. Per continuare a finanziare questo taglio, il governo si affida a nuove risorse fiscali derivanti dalle misure come il concordato preventivo per le partite Iva. L’adesione a queste nuove misure è vista come un modo per intervenire ulteriormente nella riforma dell’Irpef.

Qual è l’impatto della riforma fiscale sul tax gap in Italia?

L’impatto della riforma fiscale sul tax gap in Italia è stato significativo. Le misure adottate negli ultimi anni hanno ridotto il divario tra le somme attese e quelle effettivamente incassate di circa un quarto, equivalenti a 24 miliardi di euro. Questo risultato dimostra che le riforme sono state efficaci nel migliorare la compliance fiscale e nel ridurre l’evasione fiscale.

Come sta rispondendo il governo alle incertezze geopolitiche attuali?

Di fronte alle incertezze geopolitiche attuali, il governo italiano sta rispondendo con misure che mirano a stabilizzare l’economia e a guadagnare la fiducia dei risparmiatori e degli osservatori internazionali. Ciò è evidenziato dall’aumento della sottoscrizione dei titoli di Stato da parte delle famiglie italiane, nonostante la riduzione del 12,5% della loro ricchezza netta a causa dell’inflazione. Questa risposta riflette un impegno a mantenere la fiducia nel sistema economico e fiscale del paese anche in tempi di incertezza.

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