C’è puzza in Irpinia: scatta l’allarme in tre zone

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Irpinia invasa dalla puzza. Roba da tapparsi il naso. Almeno in tre zone e a giorni alterni: nel Baianese (dove i cittadini fanno i conti con gli impianti per i rifiuti di Tufino), nella Valle del Sabato (zona industriale di Pianodardine), e nel Montorese-Solofrano (con le esalazioni provenienti dall’impianto di depurazione).

Le proteste sono continue, proprio come il cattivo odore. Che non suscita solo fastidio, ma anche preoccupazione. E innesca l’inevitabile domanda: cosa stiamo respirando? E ancora: cosa stanno scaricando nei nostri terreni e nei nostri fiumi?

Domande quasi sempre senza risposta.

L’allarme nel Baianese

In questi giorni il Baianese è in prima linea. Dall’impianto di tritovagliatura di Tufino arrivano olezzi nauseabondi. E questo non crea solo allarmi, ma anche malori.

Franco Vittoria, componente della direzione nazionale del Pd, è in prima linea su questo fronte (da anni in verità). Ha scritto una lettera aperta a tutti i sindaci della zona, invitandoli ad attivare azioni concrete. La situazione è insostenibile.

“Egregi  sindaci e consiglieri comunali – si legge nella missiva -, i paesi del Baianese confinanti con lo Stir di Tufino subiscono da anni gli effetti negativi del funzionamento dell’impianto di tritovagliatura e non possiamo continuare ad assistere in silenzio alla subdola presenza di miasmi e inquinamento senza “verificare” l’impatto sulla salute dei cittadini e senza chiedere alle autorità competenti controlli e commissioni d’inchiesta e di verifica. Troppi decessi nei nostri paesi, troppe patologie tumorali accompagnano la vita di molte persone. Il cancro sta diventando compagno di viaggio di tante donne e tanti uomini. La scelta di vivere nei nostri paesi deve imporci una domanda: cosa facciamo per rendere la nostra terra madre e non matrigna. Non ci resta molto tempo per affrontare una vertenza ambientale che consuma ogni giorno la speranza del futuro”.

La puzza a Montoro e Solofra

Questa mattina in un post su Facebook, Franco Orvieto, racconta una storia molto simile. Ma arriva dalla Valle dell’Irno.

“Da almeno una decina di anni i cittadini di Montoro e Solofra segnalano la presenza esalazioni maleodoranti provenienti dall’impianto di depurazione. Nell’aprile 2017 i carabinieri del Noe, su sollecitazione sempre dei cittadini, e dopo i necessari accertamenti, hanno confermato la presenza di miasmi provenienti dal depuratore effettuando un sequestro preventivo all’impianto. In questi mesi, di fronte alle diffuse, persistenti e pesanti esalazioni, non è giunta alcuna notizia di segnalazioni delle amministrazioni comunali di Montoro e Solofra. Dobbiamo immaginare che non si sono accorti di nulla?”

Orvieto conclude il post invitando i cittadini ad agire e protestare. Anche da soli.

E nella Valle del Sabato…

Che è un po’ quello che stanno facendo e da tempo gli ambientalisti del comitato Salviamo la Valle del Sabato. Impegnati a tutelare un territorio che è stato davvero martoriato. Franco Mazza e i suoi, hanno iniziato a segnalare – anche alla procura – la presenza di scarichi sospetti, odori nauseanti, fiumi inquinati. Hanno ottenuto qualcosa, non molto. Ma è una partenza.

Una presa di coscienza ambientalista per tutelare salute e territori è non rinviabile. A partire da qualche amministratore forse un po’ distratto.

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