Irpinia, chiusa casa del sesso: si indaga su una rete più estesa

Irpinia, chiusa casa del sesso: si indaga su una rete più estesa
2' di lettura

L’attenzione ora è concentrata sui proprietari della casa del piacere, affittata alla 50enne colombiana finita un blitz-anti-prostituzione dei carabinieri di Montemiletto. E non si esclude l’esistenza di un’organizzazione più strutturata che pesca e poi sfrutta le ragazze in Sud America. I militari hanno chiuso quell’oasi a luci rosse che si trovava – poco lontano dal paese – nelle campagne di Monteaperto. L’avvenente sudamericana aveva alzato un bel giro di clienti – quasi tutti dello stretto hinterland montemilettese – che venivano a trovarla dopo pranzo o a tarda sera.

Caccia agli sfruttatori di prostitute

Ora si cercano gli uomini che potrebbero aver agevolato la 50enne nella sua attività e – soprattutto – aver guadagnato parte dell’incasso, lucrando sui servizi offerti dalla sudamericana e, forse, da altre ragazze. I carabinieri hanno sequestrato giochi erotici e più di 300 euro. Oltre al telefonino della 50enne in cui c’erano alcune delle foto finite su internet, in annunci che hanno messo gli investigatori sulla pista giusta. I carabinieri stanno realizzando accertamenti anche in altri comuni vicini, a partire da Pratola Serra e Montecalvo Irpino.

L’attenzione è focalizzata sui numeri maggiormente chiamati dalla ragazza. In quella rubrica potrebbe nascondersi un’inchiesta più ampia che può riguardare altre case del sesso. Anche perché l’operazione di ieri è in scia con altri blitz su strutture a luci rosse, con protagoniste delle ragazze dominicane. Un dettaglio che ha innescato più di un sospetto nella mente degli investigatori. E se dietro quella rete ci fosse un’organizzazione che fa arrivare le ragazze dal Sudamerica?

Gli accertamenti sono concentrati anche in rete per cercare collegamenti con la casa del piacere di Montemiletto.

Prostituzione indoor in continua crescita

Un fenomeno – quello della prostituzione indoor – in continua espansione. Sono sempre meno le ragazze che vendono il proprio corpo per strada, sempre di più quelle che hanno imparato a usare alla perfezione la rete. Siti di incontri, ma anche social network dove le professioniste del sesso si nascondono dietro account fittizie.

Dopotutto anche la 50enne di ieri trovava i suoi clienti quasi tutti su internet. In Italia la svolta del sesso a casa è iniziata già nei primi anni duemila, con un impennata che si è avuta con le prime ordinanze dei sindaci per il decoro e le multe fino a cinquecento euro per prostitute e clienti. La prostituzione, oggi, si svolge in larga a parte a riparo delle insidie da marciapiede, con una predilezione per case con parcheggio in quartieri periferici o condomini appartati. Le tariffe oscillano dai cinquanta ai trecento euro. Ma possono anche a arrivare a picchi di 700 o 1000 per un intero weekend.

Le indagini sulle case del sesso spaccano sempre l’opinione pubblica. E c’è c’è chi, nonostante il parere contrario di questo governo, propone di riformare la legge Merlin, ritenendola poco attuale. Anzi, un vero fallimento che non ha certo abolito la prostituzione, come sperava invece la senatrice socialista che diede il via alla guerra contro i “bordelli di Stato”.

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