Emergenza rifiuti in Irpinia dopo lo stop degli impianti del nord

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Emergenza rifiuti in Irpinia. Una emergenza già annunciata a luglio ma che è esplosa in queste ore dopo che gli impianti del nord hanno imposto la drastica riduzione della disponibilità a trattare le frazioni organiche provenienti anche dall’Irpinia. Drastica riduzione che in alcuni casi si è già trasformata in blocco totale.

L’annuncio arriva da Irpiniambiente. Che sta ora cercando soluzioni alternative per tutto l’umido raccolti in provincia di Avellino. Impresa non semplice. E che – proprio per questo – lascerebbe immaginare una fine estate caldissima su fronte rifiuti.

L’incubo delle strade piene di rifiuti

La situazione è chiaramente analoga a quella delle altre province campane. Anzi in altre zone, dove la riduzione o il blocco del conferimento dell’umido è in vigore da settimane, i disagi sono già evidenti: i consueti e cumuli di sacchetti lungo le strade.

Al momento – si legge in una nota di Irpiniambiente – “l’azienda non ha dovuto ancora adottare misure drastiche”. Le uniche conseguenze per ora sono nei comuni dove la raccolta è effettuata da altre società. Per loro è scattato lo stop al conferimento dei rifiuti nello Stir e nell’impianto di Flumeri.

Situazione destinata ad aggravarsi

Ma la situazione – se persiste lo stop negli impianti del nord – rischia di aggravarsi in tutta la provincia. E Irpiniambiente “non esclude l’ipotesi di una riconfigurazione del servizio di raccolta della frazione organica”. Il che vuol dire un parziale riduzione del servizio. Con evidenti e facilmente immaginabili conseguenze.

Biancardi: impianti per risparmiare

“Massima disponibilità alla collaborazione con tutti i sindaci del territorio per scongiurare problemi – assicura il presidente della Provincia, Domenico Biancardi –. E’ questa l’occasione per ribadire, ancora una volta, la necessità di completare gli impianti per essere autonomi. Il risparmio, come ormai noto a tanti, sarebbe notevole e tali difficoltà non si presenterebbero”. Posizione che è stata condivisa dall’Amministratore Unico di Irpiniambiente, Nicola Boccalone.

Boccalone, non si può rinviare

“Non può passare senza l’ennesima sottolineatura, – spiega Boccalone – la necessità non più rinviabile di raggiungere, nel più breve tempo possibile, a livello provinciale, l’autosufficienza nella gestione dei rifiuti, affrontando in maniera definitiva e responsabile, la carenza strutturale del sistema territoriale, anche per non disperdere l’indubbio vantaggio competitivo rispetto alle altre realtà territoriali della regione nel ciclo integrato dei rifiuti. Anche perché – conclude Boccalone – la gestione delle crisi come quest’ultima che si registra, con la redistribuzione della frazione organica in altri impianti individuati costantemente al Nord Italia, comporta costi ormai al limite della sostenibilità per le comunità e per le aziende”.

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