Irpinia. Gli spari, tutti a terra: la nostra alba di terrore

Irpinia. Gli spari, tutti a terra: la nostra alba di terrore


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I dipendenti erano all’interno, quando sono partiti i quattro colpi di fucile. Hanno sparato ad altezza uomo, potevano uccidere. I lavoratori di Irpiniambiente hanno ricostruito agli investigatori quegli attimi di terrore, vissuti questa mattina a Quindici. Quando i colpi di carabina sono stati esplosi da una collina, a ridosso della sede della società che si occupa di raccolta e trattamento rifiuti in provincia di Avellino.

La soluzione del puzzle non arriverà dai video. Le telecamere sono state smontate da poco in vista del trasferimento. E chi ha sparato lo sapeva. Gente della zona o che la zona la conosce bene: gli agenti della Mobile non hanno dubbi.

Il filo rosso porta a un attentato incendiario fallito qualche giorno fa. Quando ignoti hanno tentato di bruciare un auto-compattatore della stessa ditta. Anche quella volta hanno colpito all’alba, anche quella volta con i lavoratori all’interno. Un incendio spento sul nascere proprio dai dipendenti e poi dall’intervento immediato dei vigili del fuoco.

Questa mattina i colpi di carabina sono stati esplosi poco dopo le sei. Un colpo ha distrutto un vetro della struttura, altri tre si sono conficcati nella pareti.

Hanno sparato ad altezza uomo. Poco distante da una porta accanto alla quale c’è una sorta di guardiola. In quell’angolo, spesso, qualche operatore di Irpiniambiente sta seduto. Per fortuna non questa mattina.

Le detonazioni sono state udite in rapida successione. Qualcuno si è abbassato. C’è chi ha temuto di morire. Quando i dipendenti di Irpiniambiente sono usciti nello spiazzale fuori non c’era più nessuno. Chi ha sparato era nascosto su collinetta a pochi metri dall’edificio di via Nazionale.

La scientifica ora lavorerà sui colpi. Per cercare di ricostruirne la provenienza. Anche perché l’arma usata, proprio una carabina, nel Vallo è una firma precisa. E arriva dopo una raffica di proiettili sparati contro un forno crematorio in via Cimitero a Domicella.

Una delle piste più calde è quella del racket. Il business dei rifiuti è da sempre un affare redditizio su cui tutti vogliono mettere le mani. A partire dalla criminalità organizzata. Questa mattina un’altra alba di tensione. A sentire gli inquirenti, potrebbe non essere l’ultima.

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