Irpinia: “Io violentata per salvare dallo stupro la mia nipotina”

Irpinia:
2' di lettura

“Minacciava di violentare mia nipote 12enne, se non avessi fatto sesso con lui”. Lo ha raccontato l’ex fidanzata di un 58enne di Mercogliano finito a processo per violenza sessuale plurima. Un calvario – durato due anni – fatto di violenze e abusi: queste sono le accuse contenute nella richiesta di processo che ha innescato il procedimento penale di questa mattina.

Il 58enne avrebbe anche minacciato la donna di violentare la madre 68enne, per obbligarla ad avere rapporti sessuali con lui.

“Così mi obbligava a fare sesso con lui”

L’ex compagna dell’uomo, assistita dall’avvocato di parte civile Danilo Iacobacci, si è soffermata su quella mattina di luglio del 2017.

“Mi ha costretto a salire in macchina e siamo andati sul Terminio. Non era la prima volta. Quando siamo arrivati in montagna, dopo aver fermato l’auto, mi ha costretto ad abbassarmi pantaloni e slip. Si è abbassato anche i suoi. L’ho spinto e lui è caduto. Poi sono scoppiata in lacrime”.

L’uomo l’avrebbe fatta risalire in auto.

“Ha iniziato a correre. Era ubriaco”.

L’auto è stata coinvolta in un incidente con un camion. La donna ha riportato il naso rotto oltre a una forte contusione alla spalla.

“Per due settimane non l’ho risposto a telefono. Poi l’ho chiamato io: volevo dirgli che la nostra storia era finita”.

“Io schiaffeggiata davanti al bar”

La coppia era andata a prendere un caffè in un bar in via Ferriera, ad Avellino, strada che costeggia il Mercatone. E lì c’è stato un nuovo litigio.

“Lui era arrabbiato e mi ha schiaffeggiata”, ha raccontato al collegio giudicante, presieduto dal magistrato Luigi Buono affiancato dai giudici Giulio Argenio e Lorenzo Corona.

Per gli inquirenti il 58enne non si rassegnava alla fine della relazione. Di quel rapporto violento ne ha parlato anche la sorella della donna, interrogata dal pubblico ministero, Cecilia De Angelis.

“Le avevo detto si troncare quella relazione. Ma mia sorella aveva paura. Quando la loro storia è finita, mi ha raccontato che lui minacciava di violentare la mia figlia più piccola”.

Gli avvocati dell’imputato, Alberico Villani e Michele Fratello, hanno focalizzato il contro-esame sull’episodio del Terminio. La signora, interrogata, ha spiegato che non c’èstato contatto con le parti intime con l’imputato, proprio grazie alla spinta che le aveva permesso di sottrarsi alla presa dell’uomo. E per questo gli abusi sessuali non si sono consumati. Inoltre ha chiarito che – in passato – c’era stato un periodo in cui aveva voluto bene al 58enne, prima che lui iniziasse a essere violento.

“Sopratutto quando era ubriaco”, ha confermato la testimone.

La parte civile non ha prestato il consenso all’acquisizione di alcuni verbali che i difensori degli imputati volevano depositare. Si torna in aula a settembre quando saranno ascoltati i testimoni della difesa.

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